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Martedì 9 Febbraio 2010  /  ultimo aggiornamento h 21:37

L'esercito degli psicologi, il presidente
dell'Ordine: chiudere le lauree triennali

«Una fabbrica di disoccupati». In Italia sono 70mila, solo la metà è iscritto alla Previdenza, gli altri non esercitano

                  
di Luana De Vita

ROMA (9 novembre) - Una manciata di numeri per capire la dimensione di un problema che non è certamente peculiare solo della psicologia e che non può comunque spiegare il suicidio di un giovane. Ma può aiutare a cogliere il senso di un problema generazionale, perché i giovani non corrono solo per le strade guidando ubriachi, non spaccano solo vetrine o teste di extracomunitari per noia. Per una volta non parliamo di gioventù per parlare di droga, di sballo e di noia.

Parliamo di quella generazione che studia, che si presenta puntuale agli esami, che si iscrive a scuole di specializzazione, che ancora ci crede in somma. Crede che sia possibile costruirsi un futuro senza passare per l’occhio indiscreto del Grande Fratello, con o senza mutande. E si impegna, studiando. Fino a qualificarsi, fino all’abilitazione di Stato, fino all’iscrizione all’ Ordine dei Professionisti di turno.

Quello degli psicologi del Lazio, per esempio: più di 15.000 iscritti, tra cui più del 95% è un libero professionista. Il Lazio è anche la Regione che ospita il maggior numero – 74 - di Scuole di Specializzazione post-laurea in Psicoterapia, che hanno una durata minima di 4 anni e un costo medio annuo di circa 3000-3500 €. In Italia sono 70.000 gli psicologi, considerando che solo il 50% degli iscritti all’Ordine Nazionale risulta iscritto all’Ente Nazionale di Previdenza se ne deduce che gli altri fanno un altro mestiere o non lavorano.

In Europa si stima un totale di 210.000 psicologi, ovvero un terzo degli psicologi europei è italiano ed è un numero destinato ad aumentare visto che più o meno altri 50.000 studenti si stanno preparando per ottenere il titolo accademico nelle Facoltà di Psicologia sparse per il paese.

Il Presidente dell’Ordine Nazionale degli psicologi, Giuseppe Luigi Palma, ha scritto a tal proposito al Ministro Gelmini alla fine di settembre di quest’anno sottolineando l’urgenza di un intervento: chiudere le lauree triennali in Psicologia perché rappresentano un’esperienza fallita. «Uno spreco di risorse e una fabbrica di disoccupati», visto che «il tasso di disoccupazione dei giovani formati sfiora il 100%».

Queste dunque le percentuali di occupazione stimate dal Presidente dell’Ordine che nella sua missiva ha anche riepilogato il numero di corsi attualmente attivi in Italia: 46 corsi di laurea triennale in psicologia, attivati in 35 sedi. Corsi da chiudere perché «inutili sotto ogni profilo». E a questi giovani laureati e laureandi cosa possiamo offrire adesso? Un provino al prossimo reality show o un festino a palazzo. Forse.

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 COMMENTI    (10)ordina dal più vecchioOrdinaDISCUSSIONE CHIUSA
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x cometa54
Inconsistenza dei piani di studio?! Mi stupisce davvero come il pregiudizio di una "inconsistenza" di fondo nei riguardi della psicologia sembra essere ancora radicata in alcune mentalità. Soprattutto da chi sembra mettere in salvaguardia una amica che lavora in un contesto riabilitativo come il carcere e che viene apprezzata più per il suo "intuito" e la sua "sensibilità", piuttosto che per la sua professionalità. Negli ambiti lavorativi che intervengono nel sociale, purtroppo, molto spesso i professionisti vengono classificati come "buoni" o "intuitivi". Sono qualificazioni di indubbio rispetto (e per fortuna che ci sono), ma che troppo spesso tendono a sovrastare l'impegno e lo studio assiduo. Ho poche righe a disposizione, ma vorrei ricordare come il pensiero di grandi studiosi della psicologia non ultimo Sigmund Freud abbiano aperto la strada a un modo di affrontare il comportamento umano da un punto di vista più approfondito, spesso spezzando tabù di pensiero. La scienza in quanto tale ha l'obbligo di avvalorare le tesi con metodi empirici e questo può decretare il successo o il fallimento di una teoria, ma anche una sua revisione. Oggi ci si muove verso una sempre crescente integrazione delle discipline. Basti pensare alle neuroscienze. Per Erick Kandel, premio Nobel per la medicina nel 2000, è stata fondamentale la sua conoscenza della psicoanalisi, lanciando un ponte tra due metodologie decisamente differenti ma che tentano, comunque, di trovare un accordo.

commento inviato il 11-11-2009 alle 15:32 da atrebil

 
Esercito di psicologi, il pres. dell'Ordine: chiudere le lauree triennali
A furor di popolo!

commento inviato il 10-11-2009 alle 11:37 da Mirella

 
Bella questa!!!!!
Beh, rassicurante aprire la pagina del Messaggero ed imbattersi in qualcosa che ci riguarda da vicino! Una cruda realtà, che tanto si fatica a confutarla, e che irrimediabilmente si dispiega agli occhi di tutti....... Capisco ciò che dice Palma e mi trova d'accordo, non solo per la questione lavorativa, ma soprattutto per quella svalutativa! Io faccio parte di coloro che minuziosamente son stati descritti nell'articolo: quelli che hanno sudato e terminato la "vecchia" laurea nei 5 anni, con il max dei voti, che si sono abilitati alla professione, che hanno fatto corsi di perfezionamento e che stanno ultimando il percorso psicoterapeutico....coloro che ci credono insomma e che amano il loro lavoro, anche se difficile e precario! Troppo spesso la psicologia viene sottovalutata, spetta a noi del "mestiere", combattere contro gli stereotipi del nostro Paese!

commento inviato il 10-11-2009 alle 10:21 da angel

 
Facciamo un pò di chiarezza
Nell'articolo si parla di lauree triennali e solo di quelle, ed in particolare solo di quelle di psicologia. Le triennali non sono vere e proprie lauree, ma un modo per dare un pezzo di carta ai ragazzi. La VERA laurea è quella specialistica che si ottiene dopo 5 anni di studi (3+2).
Già la laurea specialistica ormai è diventata una farsa, non si hanno più motivi per continuare a studiare, in quanto ci si ritrova a doversi confrontare con un mondo del lavoro che non valorizza minimamente i ragazzi laureati. Si trovano annunci di lavoro in cui si cercano periti meccanici (diploma superiore) oppure ingegneri meccanici....io non voglio assolutamente parlar male dei periti, ma dopo che uno si è fatto 50 esami di ingegneria e legge un annuncio del genere come minimo gli cadono le braccia e si chiede se effettivamente non abbia buttato 5 anni della sua vita!!

commento inviato il 10-11-2009 alle 09:18 da dadone83

 
1° E' PALMA CHE VUOLE CANCELLARE LA TRIENNALE
NON la Gelmini.

2° - Sputare sulla qualità umana degli psicologi ( studenti e/o professionisti) invece che sulla disorganizzazione del sistema universitario ( Psicologia come molte altre facoltà) completamente scollato dalle esigenze del nostro "paese", completamente avulso dai processi produttivi ed economici, ovvero utili solo alle baronie universitarie (vedi le dinastie familiari di potere di ogni università italiane) consente di capire perché il nostro paese ha il governo che si merita, il governo di un popolo bue.

commento inviato il 09-11-2009 alle 20:59 da PIERA

 
Per una volta...
Dio sa se per me la Gelmini è come fumo negli occhi. Però per una volta concordo: io la facoltà di psicologia l'avrei chiusa a dir poco venti anni fa. Che fosse un corso di laurea inutile si era capito da subito, sia per le scarse opportunità di lavoro che offre, sia per (non me ne vogliano gli psicologi) per l'inconsistenza dei piani di studio. Ai miei tempi si ironizzava già sulle lauree in psicologia e in sociologia, dicendo che non si negano a nessuno.
Nella mia esperienza,sia privata che professionale, ho potuto costatare che spesso lo psicologo è specialista nello spacciare per verità rivelate banalità che qualunque persona di buon senso capirebbe da sola. Faccio solo eccezione per una mia amica, che lavora in ambito carcerario, la cui competenza però è da imputare alle sua spiccate doti di intuito e di sensibilità personale.

commento inviato il 09-11-2009 alle 19:24 da cometa54

 
PER CECI 17,44
Egregio Ceci, la Sua cronachetta di un "pomeriggio uggioso" è davvero molto divertente.
Complimenti!...ogni tanto ci vuole un sorriso, proprio come fa Lei.
Impagabile poi, quel Suo "...uno vero però".
Saluti.

commento inviato il 09-11-2009 alle 19:04 da giannetto vero

 
E' un pomeriggio uggioso... mi prendo 10 minuti di relax
e, mangiando una mela, accendo la TV diretta su Canale5.
Di solito non la guardo, ma oggi voglio vedere se la D'Urso propone qualcosa di più soft rispetto alle urla della Santanchè.
Accendo e... subito vengo assalita da urla ancora più forti che provengono dalla bocca di uno che scopro essere un certo Meluzzi... PSICHIATRA. Sta urlando addosso ad un'altra invitata che, probabilmente, sta dicendo qualcosa che non gli garba e non mi permette di ascoltare l'intervento dell'invitata in questione.
Il tutto dura parecchi minuti... lunghissimi minuti stressanti che mandano all'aria il mio proposito di stare in relax.

Spengo la televisione e rifletto: ma questo sarebbe uno psichiatra? Adesso capisco perchè, purtroppo per loro, più di qualcuno si suicida. Non trova lavoro perchè chi dovrebbe lavorare se ne sta in televisione a stressare, con le sua urla da pazzo, gli utenti.
Poi però mi si accende una lampadina: non è che questo Meluzzi si comporta così per far andare in tilt la gente che poi dovrà recarsi da uno psichiatra a farsi curare? E' forse così che si procura i clienti?

Mah... secondo me questo tipo qui dovrebbe farsi vedere da uno psichiatra... uno vero però!

commento inviato il 09-11-2009 alle 17:44 da Ceci

 
Meglio 3 anni inutili che 5. Così è (se vi pare).
Molte lauree triennali sarebbero utili a preparare l' entrata su un lavoro specialistico, ma non tutte. Le lauree triennali non sono utili come titolo a concorsi pubblici, e inducono a continuare con la laurea magistrale.
Qui però viene il bello: neppure con le lauree quinquennali si arriva più ad un posto di lavoro: molte sono utili solo per concorsi nella pubblica amministrazione, dove i concorsi sono ormai a zero da anni e dove le cooptazioni politiche sono preferite ai concorsi seri (se ce ne fossero). Nelle lauree tecniche ci si barcamena a trovare lavoro, ma l'offerta è oggi bassa se non in casi e specialità particolari. Alcune lauree poi non schiudono porte poichè praticamente le offerte di impiego sono ormai in ambito familiare: farmacia, giurisprudenza, in parte economia.
Nelle lauree fortemente propedeutiche alla ricerca poi c'è solo da piangere se si è riflessi su sè stessi o da prendere la valigia ed emigrare se si è bravi e coraggiosi.
Eppure l' Italia ha pochi laureati, sopratutto tecnici, rispetto alla maggior parte dei Paesi industrializzati e con un livello di preparazione media scadente.
Uno spaccato dell' Italia pauroso, determinato da una situazione dell' industria penosa e da decenni di (non)scelte di governi di ogni natura o colore politico. Ognuno al potere protegge le categorie di riferimento per ottenere i voti alle elezioni successive, la prospettiva sul futuro è analizzata col cannocchiale alla rovescia. E anche il Governo attuale balbetta.

commento inviato il 09-11-2009 alle 17:19 da Domatore di Pulci

 
CHE AVESSE RAGIONE LA GELMINI ?
100% di disoccupati tra i laureati !
Cosa dicono i sindacati dei docenti universitari ?
Temono per le cattedre ? Chiedono fondi ?
Unlavoro forse il TAR saprebbe trovarglielo commissariando i corsi di laurea e l'università.

commento inviato il 09-11-2009 alle 14:10 da geppo

 
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