VARESE (6 novembre) - Sgozzata e seviziata. Aveva le mani mozzate il cadavere della donna di 82 anni uccisa giovedì sera nella sua abitazione, una villetta di Cocquio Trevisago, nel Varesotto.
Carla Molinari, questo il nome della vittima, sarebbe stata uccisa con un'arma da taglio, con cui l'assassino l'avrebbe sgozzata. Alla donna sono state poi tagliate le mani, che «al momento non sono state ritrovate», ha detto il procuratore capo di Varese, Maurizio Grigo, al termine del sopralluogo nella casa della vittima. «La casa - ha detto Grigo - non sembra sottosopra. L'omicidio si presta a letture molteplici, ma aspettiamo i rilievi della scientifica e l'autopsia sul corpo della donna».
Prima è stata sgozzata, poi il taglio delle mani. Le mani sono state tagliate quasi con precisione chirurgica. La donna sarebbe stata prima colpita tra il collo e torace con un corpo contundente e affilato che l'avrebbe tramortita. Quindi, l'assassino l'avrebbe sgozzata con un taglio profondo tanto da mozzarle quasi la testa. Infine si sarebbe accanito sulle mani della vittima che potrebbe aver portato con sé nella fuga.
Il perché del taglio delle mani. Sembra poco probabile che il motivo di questo accanimento delle mani, che somiglia quasi ad un rito, sia la presenza di qualche anello di valore: sarebbe stato forse più facile tagliare solo un dito. Non si esclude che l'omicida abbia voluto far sparire tracce di una colluttazione.
Mani mozzate: primo caso conosciuto in Italia, il secondo nel mondo. L'omicidio di Carla Molinari rappresenterebbe il primo caso in Italia di delitto con queste modalità e il secondo nel mondo. Un omicidio analogo, stando a uno screening eseguito da inquirenti e investigatori al terminale del ministero dell'Interno, accadde negli Stati Uniti.
La vittima viveva sola. La donna, tipografa in pensione, viveva da sola. Ieri sera i vicini hanno notato una finestra della villetta aperta e hanno pensato ad un furto. È intervenuto per primo il 118, che ha trovato il cadavere dell'anziana all'interno della casa. Sul posto è poi arrivata la squadra mobile di Varese, che indaga sull'omicidio assieme al Servizio centrale operativo (Sco) della polizia. I rilievi sono stati compiuti dalla scientifica di Milano.
Non aveva parenti nelle vicinanze. Secondo quanto è stato accertato finora, la vittima non aveva parenti residenti nelle vicinanze. Nelle prime ore successive al delitto non è stato possibile stabilire se dalla villetta siano stati portati via oggetti di valore. La donna potrebbe essere stata uccisa da un ladro sorpreso in casa, ma al momento non è possibile escludere altri moventi.
Un vicino ha dato l'allarme. «Stavo tornando a casa quando mi sono accorto che la finestra della casa di Carla era aperta, così ho avvisato mia moglie e abbiamo dato l'allarme». È il racconto di Rodolfo Stocco, un vicino di casa della vittima. «Carla teneva le finestre chiuse già dalle cinque del pomeriggio - ha detto il vicino - e già alcune ore prima ci aveva chiamati un'amica della donna che non riusciva a contattarla al telefono. Quando ho visto le finestre aperte ho avvisato mia moglie Emma, lei ha chiamato i parenti della donna, che abitano a Gavirate, e insieme siamo andati sul posto. L'unico ad aver visto la donna è il giovane nipote, che ha sollevato la tapparella per entrare, mentre noi restavamo davanti al cancello».
«Una donna gentile che non aveva nemici». Emma Stocco, l'altra vicina di casa, descrive la signora Carla come «una signora gentile e riservata, che non aveva nemici. So che in casa di Carla c'erano molti oggetti di valore.