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Sabato 21 Novembre 2009  /  ultimo aggiornamento h 1:05
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Cucchi, il calvario dopo l'arresto
I pm indagano per omicidio

                  
di Massimo Martinelli

ROMA (31 ottobre) - Omicidio preterintenzionale. Significa che un pubblico ministero della procura di Roma ha rotto gli indugi e ha acceso un faro potente sui poveri resti di Stefano Cucchi, 31 anni e 37 kg di peso, un passato remoto di piccoli reati e un passato recente di processi e lesioni gravissime. Che lo hanno portato a non avere un presente da vivere e da raccontare.

Significa che il pubblico ministero Barba sospetta, o quantomeno non esclude, che Stefano Cucchi sia stato ucciso da qualcuno che voleva solo colpirlo, magari per una frase fuori posto, uno sberleffo, un’inezia. E se l’arco temporale in cui è avvenuta questa presunta attività delittuosa è lo stesso in cui Stefano è stato nelle mane delle istituzioni, significa che un cittadino italiano può morire anche quando è affidato alle persone che dovrebbero garantirgli la sicurezza, la piena salute, la sopravvivenza. E allora, prima di spiegare che il Guardasigilli Alfano ieri ha telefonato al procuratore di Roma per garantirgli piena collaborazione e che il ministro della Difesa, La Russa, si è detto sicuro del comportamento assolutamente corretto dell’arma, bisogna descrivere lo sguardo disarmante di Vittorio Tomasone, che dei carabinieri è il comandante provinciale, mentre sussurra: «Abbiamo ricostruito ora per ora quello che Stefano Cucchi ha fatto dal momento dell’arresto a quando è stato consegnato al carcere di Regina Coeli: in quali caserme è passato, con quali piantoni ha chiacchierato, che tipo di disturbi ha lamentato».

E’ tutto in una cartellina verde, che è già sul tavolo del magistrato. E che consente al generale Vittorio Tomasone, lo stesso che prese immediatamente le distanze dai quattro arrestati per la vicenda Marrazzo, a dire con assoluta sicurezza che stavolta «io posso escludere che nella morte di quel povero ragazzo, alla cui famiglia rinnovo i sentimenti della mia vicinanza, si possa anche solo ipotizzare una responsabilità di appartenenti alla mia istituzione».

Vale la pena di ricostruirli, allora, quei due giorni cruciali, così come li hanno ricostruiti in procura: lo arrestano alle 23.30 del 15 ottobre, giovedì, dalle parti del Parco dell’Appia Antica. I carabinieri lo vedono che vende due grammi di hashish, prezzo venti euro. Lo fermano e dalle sue tasche e dalla macchina - racconta il verbale - vengono fuori altre dosi: venti grammi di fumi, due di cocaina, alcune pasticche di ecstasy e novanta euro. Ma quella pasticche, dirà poi la sorella, erano medicinali antiepilettici. La prima tappa è l’abitazione di Cucchi, per la perquisizione di rito; Stefano appare sereno, vede i genitori; chi redige il verbale annota che sembra più preoccupato delle conseguenze in famiglia di quell’arresto, che della eventuale condanna.

La tappa successiva è alla caserma Appia, dove resta dalle 2 di notte alle 3.40. Poi lo trasferiscono alla caserma Tor Sapienza, e sono le 3.55. Un’ora dopo, alle 5 di mattina, Stefano Cucchi è in camera di sicurezza e chiama il piantone per lamentare un malore, forse epilessia. I carabinieri avvertono il 118 che manda un ambulanza con infermiere. Ma Stefano rifiuta la visita, dice che ha sonno, che vuole dormire. L’infermiere - sempre secondo il verbale di ricostruzione - rimane comunque in caserma fino alle 5,20. La precauzione si rivela inutile, perché Stefano dormirà fino alle 9,10. Poi lo svegliano e la caricano in macchina per portarlo in tribunale, per il processo per direttissima, dove arrivano alle 9.30. Qui Stefano Cucchi viene prima riconsegnato ai carabinieri che lo avevano arrestato la sera prima e poi agli agenti di polizia penitenziaria che hanno il compito di sorvegliare tutti gli imputati detenuti che sfilano per il tribunale.

L’udienza è alle 12.50, e finisce alle 13.30. Cucchi ha occasione di vedere il padre, ha il volto tumefatto, le palpebre abbassate, ma non riferisce di aver subito percosse. Pensa di tornare a casa, ai domiciliari, invece il giudice lo condanna e lo spedisce a Regina Coeli. Qui il medico lo visita appena arrivato e lo spedisce di corsa al pronto soccorso del Fatebenefratelli: le lastre evidenziano una frattura della vertebra coccigea e altre lesioni alla testa. E’ qui che comincia il calvario che lo porterà al decesso. Ed è su queste ore trascorse in mano allo Stato che il pm dovrà fare piena luce.
massimo.martinelli@ilmessaggero.it

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 COMMENTI    (20 di 60)ordina dal più vecchioOrdinapag: di 3 DISCUSSIONE CHIUSA
per comunicazioni: redazioneweb@ilmessaggero.it
La "contemplazione" di un'agonia
Il Medico del Centro clinico del Carcere in una recente intervista ha detto che il Cucchi è arrivato alla sua osservazione con due fratture ossee ( lombare e sacro-coccigea ) ma che complessivamente stava "benino"
Non sa spiegarsi invece la presenza di sangue nello stomaco, evidenziata dall'autopsia
Aggiunge che le condizioni di Stefano Cucchi sono precipitate a causa del suo rifiuto ad alimentarsi
E perchè costui è stato a contemplare per SEI lunghi giorni quest'agonia volontaria, senza trasferirlo in un Ospedale attrezzato e senza avvertire il Magistrato di Sorveglianza o il Pubblico Ministero ?
In Italia si danno Permessi "Premio" a tutto spiano a ladri, rapinatori ed estorsori incalliti
Perchè, visto che lì, nel Centro Clinico Carcerario, per loro stessa ammissione non hanno saputo far altro che "CONTEMPLARLO", mentre moriva, non gli hanno concesso i "domiciliari" presso qualche Ospedale "decente" ?
Quali reati ( percosse, omissioni ecc) temevano che un' Osservazione Clinica in un Ospedale adeguato, avrebbe portato alla luce ?

commento inviato il 01-11-2009 alle 11:05 da queimada

 
E stato lasciato morire come un cane !
In questo caso vi sono PRECISE responsabilità dei Medici che per negligenza o incapacità che oltre a prestarli un' assistenza praticamente ulla, NON hanno fatto ciò che spcifiche Leggi imponevano di fare
Il povero Cucchi, quando rifiutò (sempre che di rifiuto si trattò) il ricovero Ospedaliero aveva lesioni osse gravissime che, per l sicuro coinvolgimento del periostio, avrebbero essere assai dolorose
E, pure posto che il Cucchi questo DOLORE non lo provasse trovanosi in uno stato di ottundimento o di analgesia dovuta ad un'eventuale assunzione di oppiacei, il fatto di aver rifiutato i necessari trattamenti ortopedici e riabilitativi, nonostante fosse stato edotto dai Medici di essere portatore fratture vertebrali, depone incontrovertibilmente per una sua alterazione psichica.
Nessuno, a facoltà mentali integre, preferirebbe tornare i galera piuttosto che accettare di farsi ricoverare, sia pur piantonato, in un Ospedale Civile
E infatti acquisizione nota, e financo popolare, la nozione che una frattura vertebrale, se non adeguatamente trattata, può comportare una sezione più o meno estesa del midollo allungato, con conseguente paralisi
Pertanto, dopo quel rifiuto, esistevano in pieno le condizioni che ponevano in capo al Medico di quell'Ospedale di procedere al Trattamento Sanitario Obbligatorio ex L. 180/78 e 833/79
E ciò a meno di voler sostenere la bizzarra terapia che l'autolesionismo e il suicidio costituiscano diritti soggettivi, liberamente esercitabili

commento inviato il 01-11-2009 alle 09:56 da queimada

 
x alal 22.05 Il "bonus"
Che significa che il Giudice aveva finito i "bonus" ?

commento inviato il 01-11-2009 alle 08:56 da queimada

 
ma quale poveraccio, ha dei precedenti penali a non finire !

commento inviato il 01-11-2009 alle 08:13 da maco

 
Basta con queste falsita...Sono anni che si va avanti dicendo che la gente cade dalle scale ,quando è un dato di fatto che se uno viene fermato o arrestato per qualsiasi motivo viene poi percosso!!!!Basta con queste scale che non ci sono ,basta con questi personaggi che si coprono a vicenda,basta con questi "tutori dell'ordine"che reagiscono come se fossero dei coatti:se ammazzano qualcuno per sbaglio con una pistola sparavano in aria,se amamzzano qualcuno di botte è caduto da solo!!(snip)

commento inviato il 01-11-2009 alle 03:58 da leledc

 
ha accertato con chi ....CHIACCHERAVA !
Nell'articolo della redazione si legge che il Comandante dei CC Vittorio Tomasone afferma di sapere , tra l'altro , con quali piantoni il ragazzo ha.......................chiaccherato !!!
E' stato picchiato, aveva fratture alla colonna vertebrale, non è stato curato, non mangiava nulla , non ha potuto vedere o parlare con alcuno della famiglia, perù ........................... chiaccherava con i piantoni !
Ci dica allora anche di COSA aveva così piacere di chiaccherare il moribondo , nonostante tutto !(snip)

commento inviato il 01-11-2009 alle 00:17 da ciriprovo

 
X PIERO...
Scusa piero, ci hai lavorato come in carcere?? come le tre scimiette?? come quelli che non vogliono sapere e dimenticano tutto o peggio ancora giustificano??
Visto che ci hai lavorato non hai mai saputo di detenuti picchiati dai secondini piu' robusti, col passamontagna in testa, mandati dai direttori??
Rispondimi, te ne prego...
Sarebbe meglio il silenzio a certe dichiarazioni...ma rispondimi..
E comunque , per conoscenza, hai cercato di parlare come farebbe vespa o liguori, ma chi ci ha lavorato e non ha il tuo " carattere " non la beve manco morto...

commento inviato il 01-11-2009 alle 00:05 da PIETRO

 
X lorenzo van - 21.35
Egreggio lorenzovan - le faccio notare che Berlusconi e la Russa - su questa vicenda non centrano niente. Queste sue - sono parole grauite - Qui se qualcuno centra è l'Italiano - generico - che vestito di un qualsiasi potere - anche di messo comunale - non riesce a controlarsi e abusa della propria posizione. Quindi si conforti - siamo in Italia - A proposito lo sa che oggi in Sicilia ha fatto maltempo ed abbiamo avuto anche molta pioggia - vuole sapere di chi è la colpa? Di Berlusconi.

commento inviato il 31-10-2009 alle 23:31 da Caimano

 
Confusione ed omissioni
Quello che avrebbero dovuto fare e il Medico dell'Ospedale e quello del Reparto Clinico del Carcere è semplicissimo
1) Richiedere un Trattamento Sanitario Obbligatorio
2) Disporre esami radiologici e neuro radiologici urgenti ( Rx colonna vertebrale, TAC o RMN addominale ed encefalica )
3) Monitoraggio continuo dei parametri ematochimici
Il primo punto è stato certamente disatteso
Per gli altri si vedrà ad indagini concluse e a risultati necroscopici licenziati

commento inviato il 31-10-2009 alle 23:06 da queimada

 
x post delle 22:46 da queimada

Complimenti per il tuo post che condivido in toto, senza un po' di umanità e di solidarietà per i più deboli, umili, indifesi, non si va da nessuna parte!
Senza rancore, vedi? :-)

commento inviato il 31-10-2009 alle 23:05 da Mary dP

 
Al di la di tutto
Se quel povero ragazzo avesse trovato, com'era suo diritto e come per chissà quanto avrà sperato invano, anche UNO solo fra i tanti medici che si sono avvicendati a lui, che si fosse chinato su di lui, con coscienza, sete di sapere, impegno e diligenza ed anche un pò di umana solidarietà, e che poi avesse preso con responsabilità e con CORAGGIO quelle indispensabili misure di problematizzazione del suo caso clinico e della sua sofferenza, oggi sarebbe ancora fra noi
Senza un pò d'umanità non si può essere nè un buon Carabiniere, nè un buon Giudice e meno che mai,semplicemente, un Medico

commento inviato il 31-10-2009 alle 22:46 da queimada

 
inchiesta sul magistrato e legaled'ufficio
Ho sentito l’avv. d’ufficio, le sue affermazioni non sono credibili, se aveva visto il viso gonfio del ragazzo avrebbe dovuto chiedere l’immediato intervento del medico, così come ha fatto il medico del carcere, che ha inviato il malcapitato in ospedale (per non avere responsabilità).
il giudici spesso mandano in libertà gli assassini, sembra strano che hanno mandato in carcere un piccolo spacciatore, salvo che non avesse finito “i bonus”, in caso contrario verrebbe da pensare che il ragazzo non è stato rimesso in libertà per timore che i genitori vedessero le tumefazioni

commento inviato il 31-10-2009 alle 22:05 da alal

 
PUSHERETTI... SO' RAGAZZI......
Pusheretti...ma vi rendete conto di quello che scrivete? Adesso dobbiamo giustificare i pusher? Che sono quelli che vanno a cercare i clienti nelle scuole? Ma avete figli? Pusheretto o pusherone è un criminale, un venditore di morte e non deve essere pericolasamente giustificato.
A Carlo Sarti dal Ecuador vorrei chiedere: ma dove li ha visti questi film? Invece di gettare fango sulle istituzioni si documenti bene. Io ci ho lavorato davvero in carcere e facevo parte dell'equipe sanitaria. In carcere viene garantita un'assistenza che le persone civili possono solo sognare: visite specialistiche rapidissime, fisioterapia, diagnostica ed assistenza medico - infermieristica H 24. Ho parlato ore ed ore coi detenuti e mai, dico mai, ho sentito quanto ha clamorosamente rivelato. Credo che se in tanti anni trascorsi in carcere mi fosse arrivato uno coi genitali chiusi nel cassetto me ne sarei accorto....
Per qualcuno che ho visto che che non lo sa, l'omicidio è preterintenzionale quando chi lo causa non ha colpito con intenzione e/o strumenti atti ad uccidere. Es., se dò una martellata sul piede a uno e quello muore dopo una settimana per l'infezione che ho causato è omicidio preterintenzionale. L'omicidio per essere volontario deve essere cagionato con dolo e consapevolezza che quegli atti che si compiono porteranno a sicura morte.

commento inviato il 31-10-2009 alle 21:58 da Piero

 
x guido
scrivi ;
" una domanda sorge spontanea .. siamo in italia o nel cile di pinochet ???

no caro guido..siamo nell'Italia di Berlusconi e La Russa



commento inviato il 31-10-2009 alle 21:35 da lorenzovan

 
Ne ho sentite tante
Lavorando in una comunità terapeutica ebbi modo di ascoltare i racconti dei ragazzi, quanti di loro mi hanno raccontato il modo di interrogare di certi "tutori dell'ordine": genitali schiacciati nel cassetto della scrivania, asciugamani bagnati coi quali ti colpiscono da tutte le parti, tutto questo e altro ancora per sapere chi aveva venduto la droga che gli avevano trovato addosso; non intendo fare di tutt'erba un fascio ma purtroppo di questi "fasci" ce ne sono tanti. Certo, loro devono proteggere la società dagli spacciatori ma purtroppo quelli che pagano sono sempre i poveri disgraziati pusheretti, chi fà entrare centinaia di chili a spedizione, se ne stà tranquillo, in alto, molto in alto spingendo affinchè il proibizionismo resti tale per cui il rischio giustifica i prezzi alti come alti sono i loro guadagni calcola che un gr. di fumo costa all'origine cinquanta centesimi, con questa storia, ci puoi giurare, ci mangiano in molti.
Carlo Sarti, dall'Ecuador.

commento inviato il 31-10-2009 alle 21:26 da Carlo Sarti dal Ecuador

 
Morire di Giustizia
Incidente o percosse, i termini della qustione non si spostano : la causa ultima della morte è da ascrivere a mancata o insufficiente assistenza medica, in regime di restrizione della libertà personale
Il povero Cucchi, quando rifiutò (sempre che di rifiuto si trattò) il ricovero Ospedaliero aveva lesioni osse gravissime e, per l sicuro coinvolgimento del periostio, avrebbero dovuto essere assai dolorose
In particolare la frattura del coccige è quasi sempre accompagnata da algie continue e da difficoltà a sedersi
Il ogni caso, pure posto che il Cucchi sitrovasse in uno stato di ottundimento o di analgesia dovuta ad un'eventuale assunzione di oppiacei, il fatto che "avrebbe" rifiutato i necessari trattamenti ortopedici e riabilitativi, nonostante fosse stato edotto dai Medici di essere portatore di DUE fratture vertebrali, depone incontrovertibilmente per una sua alterazione psichica.
Nessuno, a facoltà mentali integre, preferirebbe tornare i galera piuttosto che accettare di farsi ricoverare, sia pur piantonato, in un Ospedale Civile
E infatti acquisizione nota, e financo popolare, la nozione che una frattura vertebrale, se non adeguatamente trattata, può comportare una sezione più o meno estesa del midollo allungato, con conseguente paralisi
Pertanto, dopo quel rifiuto, esistevano in pieno le condizioni che ponevano in capo al Medico di quell'Ospedale di procedere al Trattamento Sanitario Obbligatorio ex leggi 180/78 e 833/79

commento inviato il 31-10-2009 alle 21:25 da queimada

 
x manlio tunmolo
da quello che scrivi..e' evidente che per tua fortuna..non hi mai avuto che fare con certi poliziotti..
forse non sai che a nessuno sano di mente..verrebbe in testa di accusare le autorita' di poliziadi pestaggi o quanto altro..ib mancana di almno una decina di testimoni..
se qualcuno si azzrda afrlo ( e io lo feci 40 anni fa..) si becca una denunci per resistenza,oltraggio e false dichiarazioni..
e in tribunale..in mancanza di tesi a favore..e in presenza delle dichiarazioni di due o rtre agenti..al giudice..non resta ..a malincuore in certi casi..che condannare lo sfortunato che ha avuto il coraggio di accusare..
io..nel 67 ..mi beccai 3 anni e due mesi..per resistenza.oltraggio e calunnia..
e invece..ero stato pestato come il sale ..con frattura del setto nasale..
e all mia denuncia di brutalita' poliziesca..immdiatamente..come d'abito..si rispose con una denuncia per i reai sopracitati DA ME MAI COMMESSI
e ..ti assicuro..ch questi non sono casi sporadici..
ma linea normale di condotta..

commento inviato il 31-10-2009 alle 20:59 da lorenzovan

 
Perche' preterintenzionale?
Forse mi e' sfuggito qualcosa o forse la legge non e' proprio uguale per tutti, ma una domanda la voglio fare, tanto nessuno rispondera'.

Ma se non si sa come e' morto ne' chi lo ha ammazzato, come si fa a classificare l'omicidio come preterintenzionale? Gia' si sa che chi lo ha ammazzato non voleva farlo?

commento inviato il 31-10-2009 alle 20:55 da valentinoAZ-AFR

 
Queimada; Credo - in verità - che entrambe le tue tesi siano valide.
Non dimenticare che siamo a teatro...
Acc!
Chiedo scusa...
Non dimenticare che siamo in Italia...

Patria d'incantesimi, e repentine, magiche trasformazioni...

Manteniamo alta l'attenzione!

Saluti.

commento inviato il 31-10-2009 alle 20:46 da Diogene di Sinope

 
no alla giustizia sommaria..
il sistema e stato brutale a partire dalle autorità giudiziaria nei confronti di questo ragazzo,non esiste più umanità,tutti si erigiamo a giudici estremi,come sè dio non esistesse,certo sè a sbagliato và coretto la persona,per di più che no nè mica stato riina in persona,certo poverini di lui nè hanno un giusto timore,lui e un povero nulla,il kriminale perfetto per i vigliacchi si intende..

commento inviato il 31-10-2009 alle 20:43 da amintore

 
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