ROMA (22 ottobre) - Afferma che «è ingiustificabile un museo dell'Olocausto a Roma e inutile spendere soldi per i viaggi ad Auschwitz». Di Dachau dice che «è meglio di molti paesini della Calabria» e sulla frase che ha scatenato le proteste, «l'olocausto è una leggenda», spiega: «manca un punto interrogativo». Rivendica «il diritto di libero pensiero» e dice che ad attaccarlo sono i sionisti. Polemiche sul ricercatore di filosofia del diritto della Sapienza Antonio Caracciolo, 59 anni e ricercatore dal '94, che secondo la Repubblica ha definito l'Olocausto una leggenda.
Le reazioni. Il sindaco Gianni Alemanno chiede «verifiche sulle dichiarazioni e, se vengono confermate, che il professore venga sospeso». «Mi sembra di aver letto che è anche iscritto a un club di Forza Italia. Faremo verifiche anche in questo senso» dice Alemanno secondo il quale il professore «o è in malafede o non ha nessun fondamento culturale». «Il professore farebbe bene ad andare a Dachau, dove io sono stato all'età di 16 anni, oppure, se non può recarsi all'estero, dovrebbe visitare almeno le Fosse Ardeatine», ha commentato il rettore dell'università La Sapienza di Roma Luigi Frati. Il presidente della Regione Lazio lo inviata ad andare a visitare «la stanza dei bambini a Birkenau». «Deve essere allontanato immediatamente con infamia dall'Università La Sapienza» commenta Stefano Pedica, coordinatore dell'Italia dei Valori del Lazio. «Ci sono tanti casi di negazionismo non affermati con questa spudoratezza, ma che vivono nell'ambiguità di posizioni», ha aggiunto preoccupato Zingaretti.
Il ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini si è detta «allibita» per le parole del riercatore. «Chiederò al rettore Frati quali provvedimenti intenderà prendere l'università La Sapienza. Ritengo - ha concluso il ministro - inaccettabile quello che ha dichiarato un docente che ha la responsabilità dell'istruzione di numerosi ragazzi».
La posizione della Sapienza. Da ambienti dell'ateneo si è appreso che per ora non sarebbe all'ordine del giorno alcun provvedimento perché, viene spiegato negli ambienti universitari le sue idee personali sul negazionismo, non sono state esposte durante le lezioni all'università.
Il prof: ad attaccarmi sono i sionisti. «Mi sento in una botte di ferro, io sono un ricercatore e ho l'obbligo e il diritto di ricerca - ha commentato il professore - l'attacco che mi è stato lanciato proviene dai miei avversari di Informazione corretta, un gruppo sionista il quale ritiene che a prescindere da tutto bisogna sempre essere favorevoli a Israele». Caracciolo ha detto di essere «da sempre a disposizione degli studenti. Loro sono liberi di venire da me perché l'autorità di un professore si basa sulla fiducia che ha, nei suoi confronti, lo studente stesso». «Ai miei studenti insegno a ragionare. Ne ho pochi, meno di una decina, perché Scienze politiche non è molto frequentata, il programma di quest'anno verte su un libro di Carl Schmitt che io ho tradotto, in riferimento alla storia a cavallo tra le due guerre mondiali, quindi non tratto i temi dell'Olocausto», ha precisato Caracciolo che ha detto di aver tradotto e curato, con un propria prefazione, diversi libri del giurista e filosofo politico tedesco Carl Schmitt.
«Sono deluso da Alemanno». Caracciolo ha
chiesto di parlare con il sindaco di Roma Gianni Alemanno: «sono un suo elettore - sostiene - ma sento tradita la fiducia quando dice che andrebbero presi provvedimenti disciplinari contro di me, ho solo interpretato il pensiero di alcuni storici che vengono erroneamente definiti negazionisti o revisionisti, come Ernst Nolte, che è anche un mio amico, o Carlo Mattogno. Molti, all'estero, per le loro tesi controcorrente, vengono addirittura mandati in galera. Comunque non si tratta di cose che tratto all'università, i miei pensieri e le mie opinioni sono privati e li tengo per me. Ma cercherò di promuovere in tutta Italia un'associazione per la libertà di pensiero».
«Il filosofo Carl Schmitt, che io studio e ammiro molto, aderì al nazismo così come io ho aderito al Pdl», ha detto ironicamente Caracciolo, criticando il sindaco anche per il provvedimento richiesto alcuni mesi fa contro il professore di un liceo romano, Roberto Valvo, sospeso per aver «messo in discussione alcune cose sulla Shoah. E poi Alemanno - ha aggiunto il ricercatore - dialoga con Pacifici, infischiandosene di chi invece, come me, lo ha votato».
La carriera politica. Caracciolo, che vive da solo, ha puntato in passato anche alla carriera politica, candidandosi senza essere eletto, nello schieramento del Pdl, alle elezioni comunali di Palmi, il suo paese originario in provincia di Reggio Calabria. «Adesso sono il coordinatore provinciale del Pdl a Reggio Calabria e frequento un circolo romano del partito - dice - se mi cacciano sono pronto ad abbandonare, ma Alemanno sappia che non deve spendere 23 milioni per un museo dell'Olocausto a Roma, è ingiustificabile. Inoltre è ingiusto dare la cittadinanza a Gilat Shalit (soldato israeliano di 23 anni rapito nel 2006 da Hamas), bisognerebbe invece darla a Mordecao Vanunu, un tecnico nucleare che rivelò il piano segreto di armamento nucleare di Israele».
Pensieri che Caracciolo non credeva «potessero arrivare così lontano. E poi internet - ha detto - non è una stampa, si può sempre correggere». «Stavo ancora dormendo e il telefono continuava a squillare. Ho avuto paura - racconta Caracciolo ricordando anche sul blog la giornata di oggi - Era invece un amico che mi avvisava di aver sentito da una rassegna stampa che sarei finito in prima pagina, come un mostro, per quello che ho scritto sul mio blog». Nella sua casa romana una parete con la foto di Carl Schmitt, il filosofo tedesco sostenitore del regime nazista, e a fianco il diploma di laurea in Filosofia del Diritto.
Caracciolo ha rivendicato gli articoli 21 e 33 della Costituzione sulla libertà di stampa, di pensiero e di insegnamento, denunciando «insulti in rete e minacce fisiche» già da anni per quello che scrive sui blog, «anche se si tratta sicuramente di mitomani».
La Comunità ebraica romana, attraverso il suo presidente Riccardo Pacifici, ha invece annunciato che adirà le vie legali contro Caracciolo, definendolo un «signor nessuno», come altri «che in alcuni paesi europei, purtroppo ancora non in Italia, sono perseguiti dalla legge per le tesi che sostengono».
E contro il professore si è sollevata anche l'indignazione degli studenti. L'Unione degli Universitari ha chiesto che Caracciolo «venga immediatamente allontanato dalla Sapienza e sostituito dalle cattedre che attualmente segue».
Alcuni sopravvissuti di Auschwitz, interpellati sulla vicenda del professore negazionista, non hanno voluto commentare con una motivazione ben precisa. Secondo loro l'unica arma per screditare certe affermazioni è il silenzio.