Tar a Gelmini: 30 giorni per rivedere graduatorie precari o commissarioAccolto il ricorso dei docenti supplenti inseriti in coda alla lista Il ministero: pronto emendamento per rivedere ordinanza
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ROMA (10 ottobre) - Il ministero dell'Istruzione entro un mese dovrà rivedere le graduatorie dei precari della scuola, altrimenti un commissario già nominato (il dirigente generale della Funzione pubblica Luciano Cannerozzi) provvederà «in via sostituiva ad adempiere al dictum giudiziale».
E' quanto ha deciso la III sezione bis del Tar del Lazio presieduta da Evasio Speranza accogliendo una richiesta dell'Associazione nazionale insegnanti ed educatori in formazione (Anief) e da circa 70 insegnanti. I ricorrenti hanno protestato perché erano stati inseriti "in coda", anziché rispettando il proprio punteggio, nell'aggiornamento delle graduatorie fatto dal ministero.
Ma il ministero ribadisce che nulla cambierà: «la sentenza del Tar sarà superata da un emendamento al Decreto che sarà proposto in sede di conversione del DM salva-precari».
Il Tar dà esecuzione all'ordinanza con la quale il 5 giugno scorso aveva sospeso la parte del decreto ministeriale che, integrando e aggiornando le graduatorie, aveva tra l'altro stabilito che il personale che aveva indicato nella richiesta di iscrizione «ulteriori tre province in cui figurare in graduatoria per il biennio 2009-2011», sarebbe stato «collocato in posizione subordinata (in coda) al personale incluso in III fascia, nel rispetto della fascia in cui è inserito, con il punteggio e tutte le altre situazioni personali conseguiti nella provincia di appartenenza».
Cosa viene richiesto. Il ministero dovrà inserire a pettine (sulla base del punteggio ottenuto) nelle graduatorie provinciali un centinaio di insegnanti supplenti.
Altri ricorsi. Sono inoltre in fase di definizione (si attende la calendarizzazione delle udienze) numerosi altri ricorsi proposti.
Il ministero dell'Istruzione fa sapere che l'ordinanza del Tar «è la scontata conseguenza del recente rigetto, da parte del Consiglio di Stato, dell'appello già proposto dall'amministrazione. Il Miur, con il consenso di gran parte dei sindacati, ha pronto un emendamento al Decreto Ministeriale salvaprecari che conferma i provvedimenti del Ministero e che consentirà di rendere inefficace il pronunciamento del Tar e di evitare il commissariamento. Con l'emendamento che sarà proposto in sede di conversione del DM salva-precari, il Ministero non consentirà il trasferimento da una graduatoria all'altra, garantendo (e limitando) però la possibilità di inserimento in coda in altre 3 province (in posizione subordinata rispetto a coloro che sono già inseriti in queste ultime)».
Massimo Di Menna, segretario generale della Uil scuola, stima che i docenti coinvolti potrebbero essere 150 mila. Infatti - spiega - già il Consiglio di stato qualche giorno fa aveva sospeso il provvedimento del ministro Gelmini che prevedeva appunto l'inserimento dei precari in coda; e il ministro aveva già provveduto, con una circolare, l'inserimento a pettine, seppure con riserva.
Comitato precari: sarà nuovo caos. L'ordinanza del Tar riapre la questione graduatorie e «sarà caos». Ne è convinta la presidente del Comitato insegnanti precari, Maristella Curreli. «Dopo questa ordinanza - dice - non sappiamo come andrà a finire. Che cosa succederà se un insegnante ora lavora e con l'inserimento dei precari a pettine non ne avrebbe avuto diritto? Come si comporterà il ministero? Le graduatorie saranno ovviamente sconvolte, ci saranno ancora ricorsi. Nulla è chiaro. Sarà un caos, assistiamo a ribaltoni amministrativi. E a pagarne le conseguenze saremo noi precari».
Flc-Cgil . «Tutte queste sentenze a catena creano sconvolgimento e cambi di supplenza in corso d'anno, se si dimostrasse che le graduatorie sono ingestibili, il ministro Gelmini interverrebbe poi con altre forme di reclutamento» ha detto la segretaria regionale della Flc-Cgil del Lazio, Anna Fedeli.
Critiche alla Gelmini dall'Idv. La sentenza «boccia, di fatto, l'arroganza del ministro Gelmini e delle sue scelte, la politica autoritaria del governo che ha ignorato le organizzazioni di categoria e gli operatori del settore» afferma Pierfelice Zazzera, capogruppo dell'Italia dei Valori in commissione Cultura della Camera.
La Lega critica i giudici. «Siamo oramai di fronte ad una vera e propria dittatura delle toghe, una casta che travalica i propri ambiti e scavalca le competenze del Parlamento e del Ministero» afferma Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e coordinatore federale del Movimento Giovani Padani.
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commento inviato il 12-10-2009 alle 11:41 da roberta | | | |
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