La Lega: «Il Tricolore non basta più,
servono bandiere e inni regionali»

Il tricolore issato sul Quirinale (foto Toiati)
ROMA (5 agosto) - Il tricolore e l'inno di Mameli, simboli identitari dell'unità nazionale, per la Lega Nord non bastano più a rappresentare la nuova identità federalista dell'Italia. Per questa ragione, il presidente dei senatori del Carroccio, Federico Bricolo, ha preannunciato una proposta di legge costituzionale per inserire un comma nell'articolo 12 della Costituzione che riconosca i simboli identitari di ciascuna Regione: dunque, bandiere e inni "regionali".

La proposta avanzata dalla Lega ha innescato dure reazioni sia da parte della maggioranza che dell'opposizione. Favorevole, invece, l'Mpa che parla di «felice intuizione».

La proposta di legge. «L'articolo 12, comma 1, della Costituzione - si legge nella proposta di legge presentata dalla Lega - riconosce quale simbolo della Repubblica italiana il tricolore. Nei principi fondamentali della Costituzione non è, viceversa, incluso alcun riconoscimento ufficiale dei simboli identitari che contraddistinguono le Regioni. Tale lacuna si rende, ad oggi, inammissibile, alla luce della sostanziale valorizzazione del ruolo politico ed istituzionale delle Regioni realizzata dalle più recenti riforme costituzionali. L'estensione dell'ambito materiale della competenza normativa regionale ha, infatti, trasformato la Regione in un ente territoriale dotato di una piena autonomia politica, favorendone così in ultima istanza il rapporto diretto con i cittadini».

La Lega Nord spiega la proposta di legge come un'evoluzione in qualche misura obbligata alla luce «del ripensamento dell'assetto territoriale dello Stato in ambito interno ed a livello sovranazionale», per cui «è più che mai necessario recuperare i simboli identitari che, contraddistinguendo ciascuna realtà regionale, contribuiscono ad alimentare quel legame dei cittadini con il territorio che è presupposto indispensabile di qualsiasi riforma federale dell'ordinamento». Tutto ciò è inoltre supportato dal riconoscimento istituzionale nelle riforme degli Statuti regionali approvate dal 1999 ad oggi, che, si legge nella proposta della Lega, «nei primi articoli hanno ufficialmente riconosciuto quei simboli che, per tradizione, storia e cultura contribuiscono ad identificare la Regione stessa». In questa prospettiva di intervento, sostengono infine i senatori della Lega Nord, la proposta di legge costituzionale in esame «intende inserire un secondo comma all'articolo 12 della Costituzione, finalizzato a riconoscere il rilievo costituzionale dei simboli identitari di ciascuna Regione, individuati nella bandiera e nell'inno».

Calderoli: «Le critiche? Siamo in mano ai mistificatori». «C'è poco da fare, inutile prendersela, siamo nelle mani di mistificatori, oltretutto in malafede, visto che nessuno, nel luglio 2008, disse una sola parola quando venne assegnato il disegno di legge sulle bandiere»: così il ministro Calderoli commenta la polemica delle bandiere e degli inni. «Ora - ha aggiunto il ministro - che dopo un anno qualcuno gridi allo scandalo e la butti in caciara, rende chiaro agli occhi di tutti di che cosa si occupi l'opposizione. Risse, bagarre, insulti e tanta ignoranza della Costituzione, visto che la Repubblica è costituita da Comuni, Province, città metropolitane, Regioni e Stato, e inni e bandiere fanno parte della storia, della cultura e della tradizione del nostro Paese. E' giusto che ci sia una bandiera unitaria, ma è giusto che tutti abbiano le loro bandiere e i loro inni, che sono un fatto identitario, a meno che qualcuno voglia addirittura toglierci l'identità e allora la cosa cambierebbe. Forse abbiamo fatto male a proporre bandiere e inni solo per le regioni, tutti ne hanno diritto, fino al più piccolo comune di montagna. Invece di ragionare sulle buste paga regionali e sui problemi del nord e del sud, i veri perditempo nazionali, come Franceschini e soci si esercitano a gettare parole al vento con uno spirito ipernazionalista che sa
di muffa».

Franceschini (Pd): il governo perde tempo così.
«Di fronte ad un Paese che aspetta scelte di fondo strutturali per affrontare e superare la crisi - dice il segretario del Pd, Dario Franceschini - il governo perde tempo tirando fuori le bandiere regionali da affiancare al Tricolore. Questo governo si sta occupando d'altro. Ieri si sono inventati le gabbie salariali e oggi le hanno smentite, adesso tanto per perdere tempo i senatori della Lega hanno tirato fuori le bandiere regionali da affiancare al Tricolore. Io mi chiedo se hanno tempo da perdere. Di fronte ad un Paese che aspetta scelte di fondo per superare la crisi, e a milioni di italiani e decine di migliaia di imprese che aspettano risposte per affrontare l'emergenza perché non ce la fanno più a vivere, loro si occupano delle bandiere regionali da mettere di fianco a quella nazionale. Insomma, la smettano di perdere tempo e di prendere in giro gli italiani».

Donadi (Idv): è un colpo di sole estivo. «Archiviamo questa ennesima provocazione della Lega come un colpo di sole estivo - dice Massimo Donadi, presidente dei deputati dell'Italia dei valori - Non sprechiamo neanche tempo a discutere di una tale baggianata. Sono ben altre le riforme che il Paese attende e pensare alla modifica della Costituzione per introdurre bandiere e inni regionali significa non pensare ai problemi reali dei cittadini».

Belisario (Idv): che ne pensa Berlusconi? «Finché si parlava di federalismo, l'Italia dei valori è stata pronta ad accettare la sfida ma ora la Lega sta proprio esagerando e, sulla vicenda delle bandiere regionali, sarebbe utile conoscere la posizione del premier - dice presidente dei senatori dell'Idv, Felice Belisario - Dal Carroccio sono arrivati rigurgiti razzisti con le proposte di destinare vetture della metro ai soli milanesi e la guerra all'extracomunitario a prescindere dalla sua fedina penale. Ora un pericoloso ritorno al secessionismo. L'Italia dei valori si opporrà fermamente all'ennesima proposta di dividere l'Italia, ma è dalla maggioranza che dovrebbe alzarsi qualche grido di protesta. Cosa ne pensa Berlusconi? Sarebbe utile conoscere la sua posizione anche sulle cose che davvero interessano gli italiani e non solo sulle sue faccende private».

Sgobio (Pdci): la Lega gioca allo sfascio, sos per l'unità d'Italia. «Oramai è chiaro: la Lega gioca allo sfascio - dice Pino Sgobio del Pdci - La proposta di legge costituzionale per inserire un comma nell'articolo 12 della Costituzione che riconosca i simboli identitari di ciascuna Regione è la ciliegina sulla torta del disegno politico per cui la Lega è nata e si è sviluppata: la divisione dell'Italia e la secessione. Il percorso è chiaro: federalismo fiscale, richiesta di gabbie salariali, antimeridionalismo e nuova identità federalista del Paese. Con questi signori al governo, al peggio non c'è mai fine: chiediamo alle persone realmente democratiche, che considerano l'unità di Italia un valore fondante, di prendere le distanze da questo cammino micidiale che la Lega vuole imporre alla nostra Carta costituzionale e al Paese intero».

Storace (La Destra): dalla Lega provocazioni continue.
«Spero che finisca presto l'estate e che finisca questo dibattito sotto l'ombrellone alimentato dalle continue provocazioni della Lega - dice Francesco Storace - Sono stupito che l'ennesima provocazione arrivi addirittura da un capogruppo. Già questo Paese è così disgregato e vorrei che anche la Lega tenesse un pò di più all'unità dell'Italia. Domani vedrò i quadri dirigenti lombardi a Milano perché vorrei che a partire proprio dal cuore del Nord si capisse l'importanza dell'unità della nazione».

Bocchino (Pdl): proposta senza chance, pura propaganda. «E' solo una boutade agostana - dice il vicepresidente dei deputati del Pdl, Italo Bocchino - Se nella Lega qualcuno pensa davvero che ci siano le condizioni per fare una modifica come questa, vuol dire che non conosce il paese e non conosce la politica italiana. Non c'è alcuna possibilità che una proposta del genere possa essere valutata. Si tratta di pura propaganda di cui francamente non si sentiva assolutamente il bisogno».

Napoli (Pdl): Bricolo sa come apparire sui giornali.
«Desidero fare i miei complimenti all'amico senatore Federico Bricolo, del quale ignoravo il fiuto giornalistico - dice Osvaldo Napoli, vicepresidente dei deputati del Pdl - Con la sua trovata sulle bandiere regionali e, presumo, provinciali, comunali e di quartiere, ha dato materia ai giornali per riempire una buona paginata anche domani, giovedì 6 agosto, con mezza Italia sul bagnasciuga o sotto l'ombrellone. Si aggiunga che l'ottimo Bricolo trova sempre un Belisario a portata di mano, pronto ad attaccare il premier, e ... les jeux sont faits».

Mussolini (Pdl): c'è una bandiera, punto e basta. «Non sono d'accordo - dice l'onorevole Alessandra Mussolini - C'è la bandiera italiana punto e basta. L'Italia è una, unita e sovrasta tutto. Io credo che ci sono le regionali e la Lega si prepara, ma per modificare la Costituzione la procedura è molto lunga e quindi impensabile. Un conto è la consuetudine di avere una bandiera, l'altro conto è modificare la Costituzione: perderebbe di valore la stessa bandiera italiana. E allora facciamo la bandiera anche per la provincia, per i comuni. Ma per piacere».

Capezzone (Pdl): dalla Lega un pesce d'aprile fuori stagione. «Un pesce d'aprile fuori stagione - dice Daniele Capezzone, portavoce del Pdl - In un Parlamento composto da quasi mille persone il "festival" delle proposte di legge quantomeno stravaganti non chiude mai. Va però ricordato che la Lega ha avuto in questi mesi un comportamento serio e responsabile, votando con noi quando si è trattato di intervenire in aiuto di Roma, di Palermo, di Catania. Si può tranquillamente affermare che la Lega ha fatto per l'unità d'Italia più di quanto non abbiano fatto tanti cantori dell'unità d'Italia responsabili dello sfascio dei bilanci di molti enti locali».

Lo Monte (Mpa): felice intuizione. «Siamo d'accordo con la proposta avanzata oggi dalla Lega perché nella Costituzione sia incluso il riconoscimento dei simboli identitari di ciascuna Regione - dice Carmelo Lo Monte, capogruppo dell'Mpa-Alleati per il Sud alla Camera - Le nostre Regioni, oltre ad avere una forte caratterizzazione storica, possiedono un patrimonio culturale e ambientale unico al mondo. E quindi questa proposta di legge che intende valorizzare ed esaltare la specificità anche delle regioni del Sud attraverso la Carta Costituzionale è davvero una felice intuizione».
Mercoledì 5 Agosto 2009, 17:40 - Ultimo aggiornamento: 30 Novembre, 00:00
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