BRUXELLES (4 agosto) - L'Europa è leader mondiale per l'utilizzo della banda larga, ma l'Italia è fanalino di coda per diffusione di internet ad alta velocità nelle famiglie e in generale per l'uso della rete.
È quanto emerge da una relazione sulla competitività digitale pubblicata dalla Commissione Europea. Dallo studio emerge che nel 2008 il 56% degli europei usava regolarmente internet, di cui l'80% mediante un collegamento ad alta velocità (rispetto a solamente un terzo nel 2004), facendo così dell'Europa il numero uno mondiale di internet a banda larga. L'Europa è inoltre, sottolinea Bruxelles, «il primo continente al mondo realmente mobile, dal momento che conta più abbonati a servizi mobili che cittadini (il tasso di utilizzo è del 119%)».
A livello di diffusione generale del Dsl l'Italia figura a metà classifica, fermandosi al 15° posto con l'82% di diffusione generale, contro, ad esempio, il 100% di Francia, Danimarca, Lussemburgo o il 99% di Olanda, Belgio o Gran Bretagna. Ma la classifica è ben peggiore se si va a guardare la diffusione della banda larga nelle famiglie: appena il 31% hanno una connessione a banda larga, collocando così l'Italia al 24° posto, peggio fanno solo Grecia, Romania e Bulgaria. Meglio la situazione delle imprese (81%, l'Italia è al 14° posto). Non basta, l'Italia risulta agli ultimi posti per l'uso dell'internet in generale: solo il 37% dichiara di consultare la rete almeno una volta alla settimana, il che colloca il Belpaese al 23° posto, peggio fanno solo Cipro, Bulgaria, Grecia e Romania. Solo una minoranza di italiani utilizzano internet con regolarità e metà della popolazione circa non ha mai aperto una pagina web», si legge nel rapporto pubblicato oggi da Bruxelles. Solo per un aspetto delle telecomunicazioni l'Italia resta prima in Europa e nel mondo: l'utilizzo di cellulari, che hanno una percentuale di diffusione pari al 152,2%.
Agli italiani però piace Facebook. Secondo il rapporto della Commissione, il social network fondato da Mark Zuckerberg è il primo sito più visitato nel nostro Paese. Tra i motori di ricerca, invece, il primo posto spetta a Google che si conferma come lo strumento più utilizzato anche da tutti gli altri Paesi europei. Subito dopo Facebook e Google, gli italiani guardano i video di Youtube, la piattaforma di condivisione di contenuti video acquistata da Google nel 2006. Solo quarto invece il social network Windows live della Microsoft che il 29 luglio scorso ha sottoscritto un'alleanza con Yahoo! proprio per sfidare il colosso di Google. Anche per Yahoo!, in Italia i risultati non sono stati eccezionali: è solo il quinto dei più cliccati.
La Commissione avverte che l'economia digitale può essere la migliore risposta europea alla crisi economica e che dunque i paesi Ue devono fare di più per promuoverla. L'economia digitale nell'Ue, ha dichiarato il commissario alla società dell'informazione Viviane Reding, «offre un ampio potenziale per generare forti entrate in tutti i settori, ma per trasformare questa situazione favorevole in crescita sostenibile e nuovi posti di lavoro i governi devono prendere l'iniziativa e adottare politiche coordinate per eliminare le barriere che ostacolano i nuovi servizi».
L'uso di Internet esploderà nei prossimi anni. In una nota la Commissione afferma che «l'uso di Internet esploderà con l'ingresso nella vita professionale dei “figli dell'era digitale” in Europa, che influenzeranno e domineranno sempre più le tendenze del mercato. Mentre i modelli commerciali tradizionali sono in stallo, le aziende dovranno offrire servizi capaci di attirare la prossima generazione di utenti, mentre il legislatore deve creare le giuste condizioni per agevolare l'accesso ai nuovi contenuti on line, garantendo al tempo stesso la remunerazione dei creatori».
Inoltre, avverte Bruxelles, «l'Europa deve fare di più per poter competere a livello globale. Nonostante i progressi registrati, un terzo dei cittadini dell'Ue non ha mai utilizzato internet. Solo il 7% dei consumatori ha effettuato acquisti on line in un altro Stato membro. L'Europa è ancora in ritardo rispetto agli Usa e al Giappone per quanto riguarda gli investimenti nella ricerca e sviluppo per le tecnologie dell'informazione e della comunicazione, le comunicazioni a banda larga ad alta velocità e lo sviluppo di mercati innovativi come la pubblicità on line».
Bruxelles ha avviato una consultazione pubblica sulle sfide digitali dell'Europa, fino al 9 ottobre 2009. L'obiettivo è arrivare una nuova strategia europea per le tecnologie dell'informazione e della comunicazione che la Commissione intende presentare nel 2010.