ROMA (12 luglio) - In questi giorni Sky sta facendo la spesa. Il gruppo Murdoch si sta attrezzando a sostituire i canali di Raisat che, con la fine del contratto (che scade il 31 luglio), dovrebbero abbandonare il satellite. Per lunedì c’è un incontro con la Rai (deciso l’altro ieri dall’azienda pubblica al termine di un cda che ha affrontato il tema). La questione sarà, dunque, sviscerata nuovamente, ma è impensabile che l’offerta economica possa cambiare, andando incontro a viale Mazzini: 450 milioni per sette anni. Anzi (come vedremo). Il problema, fra gli altri, è che ormai i tempi sono strettissimi, poco più di venti giorni, e la paytv vive principalmente di abbonati che non possono essere delusi facendo mancare improvvisamente dal bouquet un pacchetto di canali. Così, ecco la spesa e la decisione di partire dal primo agosto con un ventaglio di nuove proposte.
Il primo acquisto è stato siglato proprio in queste ultime ore (la Rai ha ricevuto la notizia via lettera dalla Cbs). Si tratta del David Letterman Show (Il Messaggero aveva anticipato che alla fine sarebbe finito su Sky). Il più celebre e celebrato dei talkshow, modello di riferimento del genere finirà su Skyuno, la rete di Fiorello (che durante tutta la sua permanenza sul canale ne ha fatto la parodia). La trattativa con la Cbs era stata avviata già da tempo poi l’accordo è stato siglato quando la Rai ha rinunciato al programma che è stato il fiore all’occhiello dei suoi canali satellitari: ricordiamo che andava in onda su Raisat Extra, che era l’appuntamento di maggiore ascolto oltre a quello di maggiore risonanza e anche che il direttore di quel canale, Marco Giudici, ci ha provato in tutti i modi di convincere le stretture aziendali a rinnovare in qualche modo l’accordo con la Cbs (magari trasferendo il Letterman anche sul digitale terrestre).
Ma non finisce qui: c’è anche un canale di Raisat che passa armi e bagagli a Sky, ovvero il Gambero Rosso. Insomma, a questo punto anche se la trattativa con Sky riprendesse concretamente, sul piatto l’azienda pubblica potrebbe mettere non più sei canali ma cinque (Extra, Premium, Cinema, Yo Yo e Smash), uno dei quali Extra, il più visibile, depauperato del suo prodotto più forte e che ormai non produce più nulla da tempo.
Per il resto, la piattaforma satellitare procederà rimescolando le carte (Cult passa al 319 nella zona del cinema), aggiungendo nuovi prodotti (c’è un certo riserbo ancora) in via d’acquisizione (la Carrà ha parlato di un’offerta, da lei rifiutata, di realizzare un canale tutto suo).
Intanto sono già stati annunciati due nuovi canali Fox: Fox Retrò e BabyTv. Il primo, posizionato accanto a Fox, Fox Life e Fox Crime, si dedicherà ai nostalgici delle serie tv anni 70-80-90: Mork & Mindy, A-Team, Starsky & Hutch, Love Boat, Baywatch, Willy Principe di Bel Air (diciamo che potrebbe prendere il posto di Raisat premium che riproponeva la fiction Rai). BabyTv (canale 620) nasce, invece, da un progetto della tv israeliana e sancisce la nascita della fascia d’ascolto più verde: i minori di tre anni (sarà comunque priva di spot).
Si pensa poi a come reagire, eventualmente, all’offensiva del digitale terrestre e, magari, al fatto che la Rai possa togliere dal satellite anche i suoi tre canali generalisti (ipotesi anche questa ormai abbastanza probabile). Nei giorni scorsi Dagospia aveva parlato di un decoder (Humax Combo 9000) capace di raccogliere sia il digitale terrestre che il segnale satellitare, permettendo al telespettatore di numerare a suo piacimento e indifferentemente i segnali provenienti dalle due piattaforme e quindi utilizzarli comne se appartenessero tutti alla stessa piattaforma. Il prezzo attuale sul mercato è alto, 200 euro. Ma nulla vieterebbe a Sky di produrlo in proprio e distribuirlo ai suoi clienti al posto dei decoder attuali.