Lite con Diliberto, Rizzo fuori dal Pdci:
«Sono capro espiatorio per le sconfitte»

Diliberto e Rizzo
ROMA (23 giugno) - Marco Rizzo, il pelatone super-comunista del Pdci, è stato espulso dal suo partito, governato da Oliviero Diliberto. Come mai? «Sono il capro espiatorio delle recenti e ripetute sconfitte politiche e elettorali che ha avuto il Pdci».

Ma c’è dell’altro. «Avevo chiesto a Diliberto, senza lanciare accuse o sollevare polveroni, come mai in diverse iniziative pubbliche era apparso al fianco di un personaggio che era stato nella P2. Non ho ricevuto risposte convincenti. Anzi, la risposta è arrivata ieri: m’hanno cacciato dal partito che ho contribuito a costruire insieme a Cossutta e a Diliberto. Mi sembra una ingiustizia molto grave e immeritata. Sono stato perfino accusato di aver remato contro il partito durante la campagna elettorale. Un’accusa ridicola: visto che ho fatto 9 trasmissioni tivvù di propaganda per il Pdci, di cui ero candidato io stesso in due diverse località, e ventinove iniziative pubbliche».

Adesso Rizzo, comunista di Torino, punta a un nuovo progetto di «sinistra popolare», sempre con falce e martello, ma non mancheranno seguiti sul suo scabroso divorzio dal Pdci.


Martedì 23 Giugno 2009, 21:19 - Ultimo aggiornamento: 30 Novembre, 00:00
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