ROMA (6 maggio) - I cellulari non c'erano. Neanche internet. Gli appuntamenti, quelli sì. E se c'era un imprevisto non si poteva avvertire. Così era la vita nel 1935. Almeno nelle città dove non c'era il Notificator, il nonno di tutti i social network, compreso l'esplosivo Twitter, sistema di microblogging per comunicare agli amici cosa si sta facendo, diventato poi il trionfatore della fast information.
Un robot di altri tempi. Il Notificator era simile a un distributore di caramelle, ma all'interno non c'erano "attentati" alla linea, ma «messaggi per gli amici». E' quello che c'è scritto in un articolo del 1935 pubblicato dalla rivista Modern Mechanix. La macchina, definita "un distributure robot di messaggi", era stata installata a Londra. Bastava avere una moneta (peccato che l'articolo non specifichi quanto costasse il servizio) per poter lasciare messaggi visibili per almeno due ore.
Una sorta di bacheca cybernetica dove, al posto del gessetto, venivano usati "messaggi brevi" (proprio come su Twitter) su un nastro continuo di carta. L'ultimo messaggio inserito saliva in alto, stile post nei blog. Rimaneva in vista, protetto da un pannello di vetro, per almeno due ore in modo che la persona alla quale era destinato potesse "disporre del tempo sufficiente per leggere la nota e sapere il luogo dell'appuntamento".
Il Notificator. L'articolo annuncia che la macchina è stata installata in strade, stazioni ferroviarie e luoghi pubblici a Londra. Lo scopo? "Lasciare messaggi agli amici, che desiderano un aiuto per prendere o cancellare appuntamenti oppure informare i propri amici del luogo dove si trovano". Una frase che ricorda modo il concept di Twitter comunicare cosa si sta facendo e dove. "What are you doing?" è lo slogan del social network.
Gli antenati del web 2.0. L'articolo è pubblicato sul blog Blog.modernmechanix.com, lo scrigno dei segreti per gli appassionati di tecnologia. Vengono raccolti articoli tratti da riviste tecniche pubblicate tra il 1900 e il 1960. Si va da Modern Mechanix, Popular Mechanics e Mechanics Illustrated a Scientific American, Popular Electronics. E le sorprese sono tante (vedi l'approfondimento). Il nonno di Youtube sembra essere “Movie-of-U” (articolo del settembre 1930), quello di Google il "Question shop", per non parlare di un'avveniristica immagine che anticipa i videofonini (articolo del settembre 1956).
Dal passato al presente. Notificator non è solo un vecchio ricordo. Sul web continua a vivere e fa un po' impressione trovare un sito che riprende il suo nome: http://notificator.com. Sull'home page l'immagine dello stesso signore dell'articolo del 1935, con quel cappello anni Trenta che sembra stonare con i pixel che corrono sul web. "See What's Happening - Right Now" c'è scritto sulla pagina web, sopra alla maschera per inserire keywords. Il risultato porta direttamente alla pagina di ricerca di Twitter. Il dominio è stato registrato dalla web farm Beta Works che tra i suoi partners ha proprio Twitter. Come dire: il presente che si impossessa del passato. Tanto da pensare, malignamente, che sia tutta una trovata pubblicitaria. Ma sul web c'è anche chi pensa a interessanti applicazioni del Notificator: strumento utile nel dopoguerra per gli ebrei, vittime della persecuzione nazista, che cercavano i parenti dispersi. A quei tempi si affiggevano manifesti con tutte le indicazioni per ritrovare la propria famiglia o gli amici e si passava ogni tanto a controllare la lista per vedere se ci fossero stati aggiornamenti.