dal nostro corrispondente
Anna Guaita
NEW YORK (9 luglio) - Arriva la grazia per i gatti di Hemingway. I cinquanta felini che vivono felici nella villa del famoso scrittore a Key West, in Florida, hanno ottenuto ufficialmente il permesso di continuare a occupare il giardino e la casa. Il comune di Key West
ha approvato un’ordinanza con cui si definiscono ufficialmente i gatti «un significativo contributo storico, sociale e turistico», e ha aggiunto che essi «sono parte integrante della storia e dell’ambiente di casa Hemingway».
Sembra così concludersi una vicenda che ha visto l’un contro l’altro armati il Museo, il Dipartimento federale dell’Agricoltura, il turisti e la cittadina di Key West. Negli ultimi anni il Dipartimento dell’Agricoltura ha protestato perché il Museo non obbediva a una legge del 1966 che regola il trattamento degli «animali da esibizione». A giudizio del Dipartimento i gatti dovevano essere tenuti in gabbia, oppure contenuti entro la proprietà con un muro o una recinzione. La polemica era esplosa quando uno dei gatti, Ivan, si era messo a scorrazzare nel quartiere, irritando vari vicini. Una di questi, la signora Debbie Schultz, ha sporto denuncia, e da lì le cose sono degenerate in un susseguirsi di liti e polemiche, che si è concluso con il verdetto del comune, la scorsa settimana.
La curatrice della Casa Museo, la signora Cara Higgins, ha sempre e categoricamente escluso che i gatti possano essere considerati alla stregua di altri animali da esibizione, cioè gli animali negli zoo o nei circhi: «Questo - sostiene - non è uno zoo, è un museo che racconta e conserva dieci anni della vita di uno dei più grandi scrittori americani, e i gatti ne facevano parte, liberi di circolare».
Nella realtà, i cinquanta felini che popolano la Villa su Whitehead Street discendono da un singolo gatto, Snowball, che Ernest adottò insieme alla moglie Pauline nel 1935, poco dopo essere andato a vivere nelle isolette della Florida che segnano il punto più a sud degli Stati Uniti. Nel 1939 Ernest e Pauline divorziarono, ma Snowball rimase, e con lei i suoi gattini, che poi si sono andati riproducendo. Questi gatti hanno un aspetto del tutto particolare, che li rende doppiamente interessanti: hanno sei unghie, anziché cinque. E tutti i gatti che vivono nella Villa condividono lo stesso Dna, e cioè sono discendenti di Snowball.
La capostipite della colonia fece grande compagnia allo scrittore, che le permetteva di stargli sulle gambe o anche di passeggiargli sulla scrivania mentre alla macchina da scrivere componeva uno dei suoi più grandi capolavori, Per chi suona la Campana. Gliel’aveva regalata Stanley Dexter, il capitano di una nave, suo ammiratore e compagno di bevute. Dopo Snowball (Palla di Neve) sono venuti nomi più altisonanti: Errol Flynn, Mark Twain, Frank Sinatra. Non si sa se i gatti conoscano i loro nomi. Ma i turisti di certo li conoscono e li amano, tant’è che molti di coloro che arrivano a visitare la Villa sanno ben poco dello scrittore, ma conoscono a menadito la lunga avvincente storia dei gatti a sei dita.