ROMA (11 novembre) - «E' stata incredibilmente cambiata la mia affettuosità in qualcosa di insultante, e ho già avuto modo di definire imbecille e miserabile chi lo ha fatto»: così il premier Silvio Berlusconi è tornato oggi sulle polemiche scatenate dalle parole che lui stesso aveva pronunciato a Mosca giovedì scorso, quando definì il nuovo presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, «bello e abbronzato».
«Totale appoggio ad Obama». «Il mio supporto all'amministrazione americana sarà totale - ha assicurato Berlusconi - Il futuro presidente Barack Obama ha tutto il mio sostegno. Il consiglio che mi sono sentito di dare a lui è di non continuare l'escalation di rapporti negativi tra occidente e federazione russa, credo che sia più importante della crisi irachena. Obama oggi si trova in una situazione molto difficile, tutti i problemi interni ed esterni gli cadranno addosso, dall'Iraq, all'Afghanistan al Medio Oriente. Ma credo che il consiglio più importante da dargli sia quello di porre fine alla contrapposizione tra il suo Paese e la Federazione russa».
Obama mi ha detto: presto incontrerò Medvedev. «Presto ci sarà un incontro tra il presidente eletto degli Stati Uniti, Barak Obama, e il leader del Cremlino, Dmitri Medvedev - ha detto Berlusconi - Me lo ha detto proprio Obama».
«Al prossimo G20 nuove regole per il futuro». «Sabato, al G20 di Washington si comincerà un lavoro che poi proseguirà nei successivi cento giorni contro la crisi - ha detto il premier del Consiglio Silvio Berlusconi durante la conferenza stampa con il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula Da Silva - Al G20 stabiliremo regole nuove per far sì che in futuro non accadano più crisi finanziarie come queste, e cercheremo misure perché tali crisi non si ripercuotano sull'economia reale».
«Crisi mutui, niente panico: a forza di prevederle, le sventure possono avverarsi». «Chi ha responsabilità di governo deve diffondere serenità, fiducia e ottimismo e non il contrario - dice il premier a proposito della crisi finanziaria - Niente panico, perché con il panico si fermano i consumi e si riducono le produzioni». Il presidente del Consiglio se la prende con chi influisce l'opinione pubblica e diffonde il pessimismo: «A forza di prevedere sventure, alla fine si possono avverare. Io penso che talvolta situazioni come questa siano anche dovute all'opinione pubblica che pensa solo in termini pessimistici».
«Un G8 allargato». «Il prossimo G8 che l'Italia ha voluto estendere agli altri Paesi del G5 più l'Egitto avrà un ruolo importante per la governance dell'economia mondiale» ha sottolineato il premier, ricordando che il prossimo anno alla Maddalena, oltre agli otto Grandi, ci saranno anche India, Cina, Sudafrica, Messico, Brasile e probabilmente l'Egitto.
La sorpresa a Lula: i campioni brasiliani del Milan. Oggi Berlusconi ha ricevuto a Palazzo Madama il presidente della Repubblica federativa del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva, al quale il premier ha fatto una sorpresa portando con sé all'incontro i campioni della Nazionale brasiliana di calcio che giocano, o hanno giocato, nel Milan: Dida, Kakà, Ronaldinho, Emerson, Leonardo e Pato. «Ho fatto questa sorpresa a Lula perché lui sa tutto di calcio - dice Berlusconi - Vive il calcio come una metafora di vita. Questi campioni sono un esempio anche nella vita, non solo sul campo di calcio. Tante cose uniscono i nostri due Paesi, a cominciare dalla musica, che assomiglia molto alla tradizione napoletana, e dal calcio».
«A febbraio andrò in Brasile». «Il presidente Lula da Silva mi ha invitato in Brasile. Verrò a febbraio e, con l'occasione, inaugurerò un ospedale in Amazzonia, frutto della nostra collaborazione» ha annunciato il premier, a margine della firma tra ministri italiani e brasiliani di tre accordi intergovernativi e tre memorandum di collaborazione tecnico-scientifica, al termine del loro incontro a Villa Madama.
«Lula simbolo delle persone meno fortunate». «Il presidente Lula non è solo il presidente di un grande Paese, ma un simbolo. Ha un ruolo preciso, quello di rappresentare soprattutto la gente che ha meno, le persone meno fortunate - ha detto Berlusconi, sottolineando il ruolo che il leader brasiliano può svolgere nel contesto internazionale, a partire dal prossimo G20. «Venuto su in mezzo a difficoltà, in una zona particolare del Brasile - osserva Berlusconi - poi sindacalista e votato da 58 milioni di persone, il presidente Lula è il simbolo dell'attenzione da parte di tutti di chi non è nel benessere. La sua è una voce importante sia per chi in Occidente è fuori dal benessere sia chi vive realtà meno fortunate. A lui ho raccontato le nostre politiche sociali per i più poveri».
«Lula mi batte nei sondaggi di gradimento: 80 a 72». Siparietto del premier al termine della conferenza stampa congiunta a Villa Madama con il presidente Lula. Sorridendo a Lula, lo ha definito «un recordman nel suo Paese, dove ha un indice di gradimento nei sondaggi dell'80 per cento. Mi batte ampiamente, perché come è noto io sono fermo al 72 per cento».