ROMA (28 ottobre) - Due arresti, quattro denunce e quattro feriti. E' il bilancio della giornata di scontri a Roma, a piazza Navona, tra studenti di destra e di sinistra mentre proseguiva il presidio degli studenti al Senato dove è stato approvato il decreto legge Gelmini. Gli scontri, a più riprese, hanno visto coinvolti manifestanti dell'Uds e studenti universitari e giovani di destra appartanenti al Blocco Studentesco. Due gli arresti: uno studente di destra (D.M, di 19 anni) e uno di sinistra (G.Y., di 34 anni) con l'accusa di danneggiamento, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Ventuno i membri di Blocco studentesco identificati: quattro di loro sono stati denunciati. La polizia ha sequestrato mazze, catene e altri oggetti contundenti. Feriti tre manifestanti e un agente. Senatori dell'opposizione e della maggioranza hanno chiesto che il governo riferisca al Parlamento sugli scontri. A Milano cortei non autorizzati, nel corso dei quali i manifestanti denunciano di essere stati caricati dalla polizia: due i feriti. Poi gli studenti hanno occupato la stazione. A Napoli quattro cortei e occupazione della facoltà di Lettere dell'Università Federico II. Corteo anche a Catanzaro che ha bloccato per ore il traffico in città. Sono continuate, in tutta Italia, lezioni in piazza e manifestazioni.
Pd e Idv tra gli studenti. Non appena l'Aula di Palazzo Madama ha approvato la riforma Gelmini sulla scuola, i senatori del Pd e dell'Idv sono scesi a Corso Rinascimento per parlare con i contestatori. I parlamentari dell'Idv hanno alzato uno striscione con scritto: «Se passa la Gelmini: referendum», e i manifestanti hanno iniziato a urlare: «Referendum! Referendum!».
Tafferugli a piazza Navona. Piazza Navona è stata battaglia di scontri a più riprese tra giovani di destra e di sinistra. Il primo scontro a metà mattinata tra gli appartanenti all'Unione degli studenti e membri del Blocco Studentesco che hanno aggredito gli studenti radunati nella piazza. Blitz a colpi di cinte e mazze tirate fuori da un camioncino che molti testimoni, esponenti del Pd compresi, dicono fosse parcheggiato già da ieri sera nei pressi del Senato. Gli studenti aggrediti hanno lamentato anche l'assenza delle forze dell'ordine, «tutte schierate solo davanti Palazzo Madama». Ancora scontri quando nella piazza, dove la polizia intanto ha formato un cordone per dividere studenti di destra e sinistra, arriva il corteo degli studenti universitari, con esponenti dei centri sociali, partito dall'Università La Sapienza. Scoppia la rissa: per picchiarsi gli studenti usano anche tavolini e sedie dei bar circostanti, oltre a caschi e un pinocchio di legno, altezza d'uomo, davanti a turisti spaventati e a esercenti che chiudono le saracinesche dei loro negozi. Poi torna la calma. E gli studenti, nuovamente in corteo, tornano all'Università La Sapienza. I due movimenti si sono scambiati accuse su chi avesse iniziato per prima l'aggressione. Il bilancio è di 2 arrestati (un ragazzo di destra e uno di sinistra), 4 denunciati e 4 feriti (tre manifestanti e un agente). «Dopo la carica da parte del gruppo di estrema destra due studenti a piazza Navona riportano gravi traumi alla testa e un ragazzo riporta un orecchio lacerato - ha spiegato l'Uds - È scandaloso il comportamento delle forze dell'ordine che non intervengono per ripristinare una situazione pacifica». «Erano una ventina di infiltrati - ha aggiunto Roberto Iovino, coordinatore nazionale dell'Uds -, era un'azione premeditata».
I ragazzi aggrediti. «Erano una sessantina, si sono tolte le cinture dai pantaloni e ci hanno aggrediti - racconta Ludovica, studentessa di un liceo romano - volvevano a tutti i costi guadagnare la testa del presidio. Erano tutti studenti di Blocco Studentesco». Ludovica racconta che «un ragazzo è stato malmento e colpito riupetutamente alla testa, erano una furia, non si fermavano. Della poizia neanche l'ombra, sono tutti su corso Rinascimento». Uno dei ragazzi feritti ha raccontatob che era «a terra mi hanno colpito con bottiglie, cinte e caschi, ci hanno caricato con violenza, alcuni avevano anche dei moschettoni che hanno utilizzato come arma contundente». Anche l'altro ferito, con tagli sulla testa, racconta: «Mi sono saltati addosso, colpivano con violenza molti utilizzando il casco».
Blocco studentesco. Gli studenti del gruppo di destra denunciano invece di aver subito l'aggressione: «È stato il Blocco Studentesco ad essere aggredito dagli antifascisti universitari presenti al sit-in sotto il senato», dicono.
I due arrestati. La persona di sinistra ha 34 anni, ha detto di essere un indipendente di Rifondazione comunista ed è stato arrestato mentre lanciava oggetti. Ha provocato lesioni giudicate guaribili in 4 giorni a un funzionario della polizia di Stato e ad altri 3 agenti che cercavano di bloccarlo. La persona di destra ha 19 anni, appartiene a Blocco studentesco e ha detto alla polizia di Stato che era in piazza Navona per caso. I 21 fermati appartengono tutti a Blocco studentesco e sono stati portati negli uffici del commissariato di polizia mentre cercavano di allontanarsi dalla piazza. Due sono stati medicati per lievi ferite. Dei 21, quattro sono stati denunciati per porto abusivo di oggetti atti ad offendere e sono stati rilasciati insieme agli altri.
Il governo riferisca in aula sugli scontri. I senatori del Pd Achille Serra e Paolo Nerozzi, dell'Idv Pancho Pardi, del Pdl Maurizio Gasparri, hanno tutti sollecitato con motivazioni diverse una risposta del governo.
Cirinnà: fermata senza un perché. La consigliera comunale Monica Cirinnà ha raccontato di essere stata fermata dalla polizia a piazza Navona «perché al telefono ho detto a un'amica: "Siamo in un regime fascista. Peggio di Pinochet. È tutto blindato"». La Cirinnà lamenta di essere stata «fermata senza un perché sensato dalla polizia, e, nonostante mi sia presentata come consigliera comunale, costretta a mostrare i miei documenti».
Assemblea alla Sapienza. Poco dopo le 13 gli studenti hanno cominciato a svuotare Piazza Navona per andare in corteo alla Sapienza. Gli studenti dell'ateneo di Roma hanno invitato tutti i manifestanti, anche quelli dei licei, a partecipare all'assemblea presso l'università alle 18.
Cortei non autorizzati a Milano, cariche e due feriti. Dopo la notizia dell'approvazione al Senato della riforma sono nati spontaneamente a Milano cortei non autorizzati, organizzati dagli studenti. Due studenti, che partecipavano al corteo non autorizzato che da Largo Cairoli si è mosso verso il centro di Milano, hanno denunciato di essere stati «caricati a colpi di manganelli dagli agenti della polizia» all'angolo di piazza Filippo Meda e Via San Paolo. I due hanno detto di chiamarsi rispettivamente Ivan, 19 anni dell'istituto Vespucci, che sarebbe stato colpito alla spalla sinistra; l'altro si chiamerebbe Paolo, 20 anni, dell'istituto Fusi e sarebbe stato colpito al braccio destro. A detta degli studenti lo scontro sarebbe avvenuto perché un piccolo gruppetto di studenti si era staccato per tagliare per via San Paolo mentre le forze dell'ordine, che avevano formato un cordone, facevano andare il corteo da piazza Meda verso San Babila. Proprio questo gruppetto sarebbe stato bloccato dagli agenti e i due studenti sarebbero stati colpiti. Al corteo degli studenti delle scuole superiori si è poi unito quello dei manifestanti provenienti dalla Statale di Milano.
Occupata la stazione Lambrate. Gli universitari scesi in strada contro il decreto hanno occupato i binari della stazione Lambrate, sedendosi in centinaia sulle rotaie. Il corteo degli universitari, dopo avere attraversato corso Buenos Aires, via Plinio, via Morgagni, viale Abruzzi e viale Gran Sasso, si è riunito in piazza Piola con un altro spezzone, sempre di studenti della Statale, fino ad arrivare a oltre un migliaio di partecipanti. Sono cinque ore che gli studenti delle facoltà dell'Università Statale, poi raggiunti da quelli del Politecnico, sono in marcia per le vie di Milano al grido «blocchiamo la città».
Napoli: occupata facoltà di Lettere. Quattro cortei di studenti in centro, blocco dei binari della stazione ferroviaria e occupazione della facoltà di Lettere dell'Università Federico II, in via Porta di Massa. In migliaia, provenienti da diverse scuole medie e superiori della città e della provincia, hanno sfilato in piazza Municipio. Altri cortei sono stati organizzati in via Mezzocannone da ricercatori e dottorandi, dagli studenti dei licei del Convitto Vittorio Emanuele II diretti da piazza Dante a piazza Plebiscito, e dagli alunni del Villari che dalla zona di via Foria hanno raggiunto la sede dell'università Federico II. Protesta anche con abbracci ai passanti da parte degli studenti der licei Genovesi e Vittorio Emanuele.
Unione degli universitari: ancora proteste in tutta Italia. Cortei anche a Torino, manifestazioni a Firenze e Trieste. L'Unione degli universitari ricorda che le proteste continueranno in tutta Italia. Ancona, dove l'assemblea No 133 continua la pacifica occupazione dela facoltà di Ingegneria; Brescia, dove è previsto un sit-in con volantinaggio in piazza S.Faustino da parte del "Comitato universitaglia: 133 passi indietro nessuno avanti"; Cagliari, in cui nella facoltà di lettere a Piazza del Carmine ci sarà un laboratorio di approfondimento, sul futuro dell'università italiana; Lecce, nelle cui facoltà di Lettere e di Economia sono previste Assemblee studentesche; Pavia, dove hanno luogo le proteste alternative di lezioni di Geometri e Fisica in piazza; Padova, dove una fiaccolata di protesta contro la legge 133, sfilerà per le vie della città; a Macerata gli studenti, che hanno ieri occupato il Rettorato improvvisando un corteo nella città, oggi si sono nuovamente organizzati per ulteriori forme di protesta; Urbino, ateneo in cui gli studenti, dopo la partecipazione di circa 1000 persone all'assemblea d'ateneo di ieri, si sono dati appuntamento per oggi pomeriggio per una nuova mobilitazione. Infine, nell'ateneo di Chieti-Pescara il Movimento studentesco ha organizzato un'assemblea d'ateneo a Pescara e delle lezioni all'aperto a Chieti.
In Veneto sette istituti superiori sono stati occupati. All'istituto superiore «Luzzatti» gli studenti hanno ammassato banchi e cattedre all'entrata per impedire l'accesso.Autogestione al linguistico «Renier» di Belluno, a Verona occupato lo scientifico «Fracastoro». All'Itc Riccati di Treviso il preside e insegnanti hanno convinto gli studenti a trasformare l'annunciata occupazione in «autogestione» con assemblee permanenti.