NUOVA DELHI (19 agosto) - Ha resistito in vita ben 139 anni prima di spegnersi martedì mattina: l'uomo considerato più vecchio del mondo, l'indiano Habib Miyan, è morto nella sua Jaipur, nell'India occidentale. Stando a quanto riportato dal suo libretto della pensione, l'unico documento ufficiale che possa confermare i dati anagrafici, Miyan è nato il 20 maggio del 1878. Un dato che però l'uomo ha sempre contestato, a causa della lentezza con cui, nellaseconda metà dell'Ottocento, la burocrazia locale registrava le nascite, affermando di essere nato nel 1869 e, quindi, di essere più anziano.
La versione di Habib fu accolta nel 2005 dall'edizione indiana dell'Imca book of records, mentre il Guinnes book of records, massima autorità in materia di primati mondiali, si è limitato ad assumere come accertati i dati anagrafici riportati nel libretto.
L'esistenza dell'indiano ha abbracciato tre secoli. In gioventù è stato clarinettista nella banda musicale dell'allora famiglia reale del Jaipur. Nel 1938 è andato in pensione all'età di 60 anni: in pratica ha vissuto più tempo a riposo che in attività, di sicuro un record anche questo. Habib, che ha perso la vista agli inizi degli anni sessanta, aveva moglie e quattro figli, tutti morti molti anni fa. Ma grazie a 140 parenti, tra nipoti, pronipoti e pro-pronipoti, l'anziano ha potuto vivere gli ultimi anni della sua vita in compagnia.
Peccato solo che non abbia voluto festeggiare il suo ultimo compleanno: l'uomo più vecchio del mondo, secondo quanto riferisce Chuttan Miyan, il "nipotino" di 65 anni, non era in vena di festeggiamenti perché rattristato dalle 60 vittime causate dagli attentati compiuti lo scorso 13 maggio a Jaipur.