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Sabato 21 Novembre 2009  /  ultimo aggiornamento h 1:05
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SCIENZA E TECNOLOGIA

Copyright, Youtube perde causa con Viacom
Ora dovrà svelare i database di tutti gli utenti

                  

di Luca Falcone
ROMA (4 luglio) - Brutta sconfitta per Youtube. Una sentenza che si attendeva da tempo infliggerà un duro colpo al leader mondiale di videosharing. Il giudice statunitense Louis Stanton ha dato ragione al colosso dei media Viacom - propetario del canale televisivo Mtv, nonché delle case di produzione cinematografica Paramount e Dreamworks - che aveva fatto causa a Youtube chiedendo la protezione di diritti di proprietà di tutti i video di sua proprietà che venivano messi in circolazione sul canale.

Il giudice Stanton ha quindi stabilito che Google Inc., proprietaria di Youtube, dovrà pagare 1 miliardo di dollari a Viacom ma, soprattutto, dovrà rendere noto il numero, l'indirizzo IP, il tempo di connessione e i video visti e "caricati" da tutti gli utenti di Youtube.

Il giudice alla fine ha ritenuto legittima la richiesta di Viacom dando torto a Google che aveva subito avanzato dubbi sulla violazione della privacy dei propri utenti in caso di accettazione delle richieste di Viacom. Su questo punto un portavoce del colosso dei media ha fatto sapere che «ogni informazione verrà trattata in via del tutto riservata, al solo scopo di provare le nostre accuse contro Google».

La Causa. Viacom aveva intentato questa causa contro Google nel 2007 e aveva chiesto come risarcimento 1 miliardo di dollari perché a suo avviso la fortuna di Youtube non era legata ai video “user generated”, ovvero quelli fatti direttamente dagli utenti ma, invece, fosse legata alla diffusione di immagini coperte dal copyright, tra cui quelle di proprietà della stessa Viacom. In questo senso va letta la sentenza del giudice statunitense, come una difesa del diritto di proprietà nei confronti dei pirati informatici che invece si ispirano a una filosofia di completo free use, che non contempla nessun tipo di rispetto per la proprietà delle immagini.

Il colpo per l'azienda di San Bruno è durissimo. Per quanto fin dalla nascita della loro invenzione Chad, Steve e Jawed si fossero impegnati nel rispettare il materiale protetto da copyright, ribadendo sempre di aver in mente seri progetti di lavoro e di partnership con le grandi major discografiche e cinematografiche («You Tube non è Napster - era solito ribadire Chad Harley - noi vogliamo fare affari, non siamo dei pirati, rispettiamo la legge») il rischio che arrivasse una sentenza di questo tipo era reale. Per questo You Tube ha sempre cercato di evitare lo scontro diretto con la grandi media corporation e a ogni sollecitazione che proveniva da quest'ultime era molto vigile ed eliminava in fretta i video “illegali”.

Certo è che la fortuna di Youtube e il suo velocissimo sviluppo e successo gli ha attirato addosso le invidie di molte case di produzione, tutte molto grosse e anche molto cattive. L'invidia poi è diventata massima quando l'azienda è stata rilevata da Google Inc. per 1,65 miliardi di dollari. In quel momento, molti “nemici” del canale di condivisione video si sono fatti sotto, pronti a far pagare a Google il conto salato dei video illegali trasmessi dal portale.

Il precedente. I guai per Google, però, potrebbero non finire qui. La sentenza del giudice Stanton potrebbe rappresentare, infatti, un precedente davvero pericoloso, la punta di iceberg di tutti i ricorsi che d'ora in avanti saranno presentati nei confronti di Youtube per diffusione di materiale protetto da copyright. Per evitare ciò, è possibile che il portale imporrà una forte stretta a tutti gli "youtuber" che vorranno caricare dei video protetti da copyright. Internet si è da sempre caratterizzata come un luogo in cui è difficile far rispettare le regole. Chissà se un giudice americano riuscirà questa volta a rimettere in riga quella massa informe e un po' anarchica che è la community globale.

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Stranamente condivido, anche se sono parte integrante di quella "massa informe e un po' anarchica". Il Falco? Per apprezzarlo bisogna conoscerlo. Non so chi è l'autore del "demente", ma restituisco l'offesa al mittente!

commento inviato il 07-07-2008 alle 15:20 da Roberta

 
Se ciò è "al solo scopo di provare le accuse contro Google",
che diritto ha Viacom di vedere i miei dati, visto che ho sempre rispettato il regolamento di Youtube e dai miei dati non può provare nulla?
È giusto rispettare un regolamento visto che non si è costretti ad accettarlo. Ma su esso, che lessi bene, c'è scritto che non avrebbero dato i miei dati a terzi. E Viacom cos'è, un quarto? Perché io devo rispettare i regolamenti e chi è potente no? I dati di tutti entrano in un CD, e non conoscono una cosa che si chiama "fuga di informazioni"?
Teoricamente, molti quando aprono una propria porta del router verso l'esterno, poi si preoccupano di nascondere il proprio IP al pubblico. Spiego. Io per esempio avevo nascosto il mio IP agli ascoltatori di una web radio (legale) tramite un cosiddetto DNS dinamico (niente di losco, non ha a che fare con la pirateria). Non posso più trasmettere una web radio legale in tranquillità perché questi si attaccano ai soldi spiccioli?
Cosa ne sa "un portavoce del colosso dei media" del trattamento di quei dati? Vuol dire che li avranno anche loro? In tal caso, perché non li avrebbero soltanto i terzi incaricati da Viacom delle indagini? O Viacom in tal caso farebbe il lavoro dei magistrati invece di limitarsi a pagare gli avvocati? Per spiegare cosa intendo, chi vuole può scommettere una birra con me che accadrà qualcosa di simile alle famosissime (su Internet) lettere "amichevoli" recapitate a casa dei presunti, sottolineo presunti, pirati. Forse potrei anche sforzarmi di chiudere un occhio se i dati non uscissero dalle magistrature (se non lo facessi, starei facendo come Berlusconi), altrimenti no.
Youtube inoltre è sempre stato aperto verso le major, non vi imbattete in continuazione in video cancellati per violazione di copyright su richiesta di chi detiene quest'ultimo? E cos'è questo trattamento da sito pirata? Secondo me è politica di intimidazione, negli interessi delle major.
E Berlusconi cos'ha in mente in proposito?
Un non anarchico

commento inviato il 07-07-2008 alle 14:37 da Lian Dyer (Emiliano)

 
@extraparlamentare
Citazione:
E' compito di altri dotarsi di strumenti in grado di fronteggiare la situazione......poi
...chi è più bravo vince
-------------------------------------------
Non sono d'accordo al 100%. Si sta dicendo che è un dovere procurarsi delle difese più aggiornate possibili (firewall hardware, VPN, criptografie, proxy etc). Ma perchè io sono obbligato a mettere una grata di ferro alle finestre di casa mia per impedire che i ladri entrino? Se io non compio il mio dovere (mettere la grata) il ladro può esercitare il suo diritto (entrare e rubare). Se il furto è reato, è reato e basta.
(Alla fine la grata l'ho messa perchè, qui, i ladri la galera manco la vedono, ma questa è un'altra storia... :-) )

commento inviato il 07-07-2008 alle 14:26 da gino

 
Come in Italia!
Quindi negli USA come in Italia la legge vale solo a metà... Le cause dell'Antitrust contro Microsoft sono ferme da decenni mentre in nemmeno 1 anno è stata emessa questa sentenza contro Google.

Inoltre sono sentenze inutili. Anche se Youtube limitasse i contenuti coperti da copyright nel giro di 1 settimana prenderebbe piede uno degli altri mille siti di social networking video che lo permette, proprio come Napster, Emule Torrent ecc.

La verità è che non potrete mai sconfiggere la libertà di Internet, anche se il Web fosse blindato si troverebbero altre vie per condividere i dati.....

ciao

Luca

commento inviato il 07-07-2008 alle 14:03 da Xanadu

 
Diritti di Autore
Partendo dal presupposto che i Diritti D'Autore andrebbero preservati non si può rimanere immobili a concetti del passato, sono state scritte miliardi di parole sul Peer to Peer e sulle case discografiche e cinematografiche, siamo nel terzo millenio e le Majors rimangono trinceate sulle loro posizioni e concetti di marketing (basta verificare i nuovi film: preferiscono fare il remake del remake del remake anzichè avere coraggio e produrre nuove idee!), queste logiche potevano andare bene nel 1900 ma non oggi, sono sicuro che se i Film 10 (E i cd musicali costassero 5 Euro Euro) non ci sarebbero tanti problemi del genere, e non credo nemmeno alle così dette "perdite" che sbrodolano continuamente i produttori altrimenti avrebbero chiuso tutti da tempo.
Aggiungo inoltre che questi signori non considerano che veicolo formidabile sia Internet per divulgare e far conosce anche opere non molto diffuse o avere informazioni o semplicemente ricercare informazioni su quel film o su un altro.

commento inviato il 07-07-2008 alle 13:09 da andrea

 
Mi sembra che l'articolo sia scritto in un buonissimo italiano, e fino a prova contraria, o comunque ancora per poco, viviamo in una democazia in cui ognuno è libero di esprimere le proprie opinioni. Quindi Luca Falcone, in quanto privato cittadino e soprattutto in quanto giornalista, è libero di scrivere quello che crede, ovviamente nei limiti imposti dalla legge, che vi invito caldamente a ricontrollare.

commento inviato il 07-07-2008 alle 12:51 da Leyla

 
DIRITTI E DOVERI
penso,e,non sono il solo,che il diritto d'autore sia sacrosanto,pero questo non vuol dire limitare uso e consumo solo a chi può spendere una certa somma x dischi e dvd,ci vuole una regolamentazione+giusta tra chi produce e chi consuma,invogliando di nuovo a comprare a giusti prezzi. il caos che oggi imperversa nel settore,non giova a nessuno.

commento inviato il 07-07-2008 alle 09:49 da NINO

 
la tecnologia
....la questione del download è un problema per le case discografiche o cinematografiche solo xchè queste non sono capaci di studiare nuove forme di distribuzione e protezione delle loro merci.Sono un informatico e quindi abbastanza competente in merito.
Non credo sia giusto criminalizzare chi ha imparato ad usare la tecnologia...che peraltro ha dato un contributo importante anche nell'abbattimento dei prezzi ,che per determinati prodotti erano arrivati a livelli esagerati.E' compito di altri dotarsi di strumenti in grado di fronteggiare la situazione......poi ...chi è più bravo vince

commento inviato il 07-07-2008 alle 08:38 da extraparlamentare

 
la. . . . . liberta. .
beati voi che sapete usare internet a tutti i livelli,io riesco solo a leggere. . . .pero mi sento libero

commento inviato il 06-07-2008 alle 14:36 da piergiorgio.crivellaro@gmail.com

 
siamo onesti
1* non si può parlare di violazione di copyright, i video di youtube sono di pessima qualità, è come se uno vuole i diritti di un dvd per un film in bianco e nero.... Fuori di testa.

2* Tanto la musica senza p2p non la pagavo lo stesso, perchè altrimenti mi verrebbe un patrimonio, invece grazie al p2p si diffonde la cultura online, artisti semisconosciuti ed ignorati sono diventati famosi, la cultura underground domina, il bacino di ascolto si è moltiplicato grazie al p2p- Agli unici che è andata male sono i nababbi.

commento inviato il 06-07-2008 alle 00:18 da jean

 
ex operaio e chitarrista per diletto
30 euro per un CD è una vera rapina io ho suonato una vita untera con mio grande piacere e non vedo come un artista che si giudichi tale, con qualche canzone debba vivere tutta una vita da nababbo.Scaricate i CD è un bene sociale che vi fate.

commento inviato il 05-07-2008 alle 18:58 da Adriano Benetti

 
da quello che fino ad ora ho letto credo che si faccia un errore nel paragonare la libertà con l'anarchia!! Per me non sono la stessa cosa: la libertà è sintomo di benessere interiore, tutti dovremmo essere liberi di esprimerci, di amare di vivere, senza però dimenticare il benessere di chi ci sta attorno, qualunque essi siano, parenti amici ed estranei. L'anarchia invece è il voler fare ciò che si vuole senza badare agli altri. Nell'anarchia vince il più forte. Ritornando al discorso trattato, credo che finchè il prezzo di un cd sarà 30 euro, tutti scaricheranno file da internet. Oggi a pagare sarà Google, domani qualcun'altro, non possono fermare il mondo intero!!!

commento inviato il 05-07-2008 alle 15:43 da angel

 
è giusto TUTOO MA NON L'IP
va bene cosa sia successo ma io non voglio dare il mio ip a mezzo mondo!, lo sapete che se uno sa il vostro ip puo entarrvi nel pc e scoprirvi tutte le pass!

commento inviato il 05-07-2008 alle 14:04 da barbo

 
non è un problema di diritti
voglio rispondere a tutti quelli che dicono che bisogna tutelare i diritti delle multinazionali, le stesse multinazionali che fanno affari facendo pagare cd a 30 euro . questi usurai che se ne fregano se i ragazzi si svenano per sentire la voce dei loro idoli. il prezzo giusto da pagare dovrebbe essere di 7 euro , guadagnerebbero 3 o 4 volte in meno ma guadagnerebbero comunque.

commento inviato il 05-07-2008 alle 12:58 da franco

 
mi rifiuto...
di pagare un cd 30Euro. Mi rifiuto di pagare office diverse centinaia di Euro, quando mi trovo windows giá installato dal venditore sul pc.Mi rifiuto di pagare un programma di disegno qualche migliaia di Euro.
Vendano a prezzi decenti e smetteremo di scaricare dai torrents. Anche a me piacerebbero cd e programmi originali, pagando il giusto.

Per nikolas:
non ho detto ke su lla rete ci sia la libertá. Ho detto ke cercando, ankora si trova kualke spiraglio. Vedi i siti di file sharing o dei crackers.

Per tutti: usate un proxy se potete.

commento inviato il 05-07-2008 alle 11:14 da moscabianca

 
bel commento finale!!
ossia la massa informe saremmo noi che condiviadiamo senza scopo di lucro chesso i rigori di italia francia o un cartoon che ci è piaciuto..
Luca Falcone speriamo che presto qualcuno rimetta inriga pure a te..così saremo tutti più contenti demente!!

commento inviato il 05-07-2008 alle 10:59 da Giampaolo

 
Per Nicolas
.volevo ricordarti che stai scrivendo il commento su un giornale che tutti leggono e non mi sembra educato che tu scriva come se stessi mandando un sms ad un tuo amico.
Mi sembrerebbe educato che tu scrivessi come ti hanno insegnato a scuola perche' non tutti sono in grado di capire.
Penso che il rispetto della lingua italiana e dei lettori sia l'unica cosa decente rimasta...
Non capisco perche' la redazione non dica nulla....se un suo giornalista si mettesse a scrivere un articolo con abbreviazioni e K al posto di (ca)o(che),sarebbe d'accordo???penso di no....
con simpatia
adelaide

commento inviato il 05-07-2008 alle 10:40 da adelaide

 
è giusto!!
Voglio vedere voi amanti dell'anarkia, se foste cantanti..e x portare soldi a casa dovete vendere CD...e poi cè gente ke se la scarica da internet gratuitamente senza pagare nulla...

La differenza nn è tanto se le regole tu li vuoi... qste sono essenziali ovunque, s eno tutti farebbero i cazzi propri...

Le regole devono essere giuste...poi tante o poke..poco cambia...

In qsto caso cmq troppa anrkia fa male... si riskia di perdere la strada ke alcune elggi indicano. il copyright è qlk ke poki danno valore..

X moscabianca.... Credi ke le nostre società siano davvero libere?!?

E pensi ke se su internet ci sia davvero la libertà??... neanke qui cè...fidati...

;) Ciò però nn giustifica 1 volontà all'anarkia... pessima cosa...

commento inviato il 05-07-2008 alle 08:03 da nicolas

 
anarchia
anarchia è sintomo di libertà. nell'ultima riga si mostra l'ennesimo utilizzo distorto dell'altissimo significato di questa parola.

commento inviato il 04-07-2008 alle 23:00 da vito

 
speriamo proprio di no...
ci é rimasta solo la rete a darci qualche spiraglio di libertá. Almeno qui non vogliamo (ce ne sono giá troppe) regole.

commento inviato il 04-07-2008 alle 22:50 da moscabianca

 
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