Di Pietro a Berlusconi: «Fa lavoro da magnaccia» Bossi: «Meglio farsi le donne della sinistra»Toni da osteria sul tema intercettazioni. Il Pdl contro il leader Idv Il Senatùr: «In 10 milioni verranno a darmi una mano a Roma»
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ROMA (28 giugno) - Imperavano i toni da osteria oggi fra i politici italiani. Ha iniziato Antonio Di Pietro attaccando a testa bassa il premier Silvio Berlusconi sulla vicenda delle telefonate ad Agostino Saccà. «L'allora aspirante capo del governo mi sembra facesse una lavoro più da magnaccia per piazzare questa o quella velina», ha detto il leader dell'Italia dei Valori (Idv) nel corso della conferenza programmatica del partito, a Campobasso. Ha chiuso in serata Umberto Bossi a Trecate, mandando a quel paese Di Pietro, aumentando a 10 milioni i padani pronti a scendere su Roma e infiorettando il tutto con un «meglio che uno si faccia le donne della sinistra che i culattoni».
«Le intercettazioni - ha poi insistito Di Pietro - offrono uno spaccato di questa classe dirigente italiana che ci fa vergognare, e dicono anche che non si devono pubblicare le intercettazioni». «Per un giochetto a Clinton gliene hanno fatte e dette di tutti i colori - ha aggiunto - qui se senti le intercettazioni telefoniche... voglio dire: vendevano parti di film piuttosto che di fiction e quant'altro utilizzando i soldi della Rai, soldi nostri, soldi del canone. In cambio di che cosa? Quella è bona, quella è bella, quella c'ha le tette grosse. Ma insomma, abbiate pazienza, fate gli statisti o i magnaccia?», ha osservato ancora Di Pietro.
Poi la promessa di una linea di condotta sempre più dura: «Il nostro compito è quello di fare un'opposizione - ha continuato Di Pietro - responsabile, che non ha gli occhi chiusi, che conoscendo chi c'è dall'altra parte sa che se lo si lascia fare ci porterà a essere più sudditi e meno cittadini». «L'azione politica di questo governo mi sembra piduista e non so fino a che punto - ha aggiunto - la volontà sia solo di Berlusconi. Il Parlamento è stato svuotato dalle sue funzioni, si fanno solo decreti legge. Ieri il Csm ha espresso un parere su una legge che hanno fatto e loro hanno detto: cambiamo il Csm».
«Manco fosse il padreterno». «Berlusconi sta utilizzando tutto questo tempo in parlamento per farsi le leggi che servono a lui, soprattutto una legge che gli permette di non essere più processato, fosse manco il Padreterno», ha detto ancora Di Pietro parlando del nuovo «lodo Schifani» sull'immunità alle alte cariche dello Stato. «Noi dell'Idv - ha confermato l'ex ministro - faremo un referendum per permettere ai cittadini di abrogare questa legge in modo che anche lui sia uguale agli altri».
La trebbiatura. «Dobbiamo fare subito perché dalle 6 di questa mattina sto trebbiando e devo continuare», aveva dichiarato Di Pietro stamani arrivando a Campobasso dove i giornalisti lo attendevano per una conferenza stampa. Il leader dell'Idv ha scherzato sulla questione: «È questa la vera notizia del giorno». In effetti poco prima dell'arrivo di Di Pietro a Campobasso esponenti dell'Italia dei Valori di Montenero di Bisaccia hanno riferito di averlo visto stamattina presto mentre era al lavoro nel suo campo a Montenero.
Bonaiuti. «Il linguaggio rozzo e volgare di Di Pietro è al di fuori della politica, riguarda soltanto l'osteria». Lo afferma in una nota il Sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti. «Ma come può - ci chiede Bonaiuti - un partito democratico che si definisce la nuova sinistra accettare e seguire questa degenerazione?».
Bondi. «Il fatto più paradossale ma al tempo stesso illuminante dei nodi irrisolti, culturali prima ancora che politici, della vita politica italiana è rappresentato da un movimento autenticamente reazionario come quello di Antonio Di Pietro (che oggi si esibisce perfino con la trebbiatura del grano, probabilmente con il petto virilmente scoperto!), ma capace di rappresentare le pulsioni più profonde della sinistra italiana, fino a indicarne la rotta e di dettarne le scelte politiche più importanti». È quanto dice Sandro Bondi, Ministro dei Beni e delle attività culturali.
Gasparri. «Si potrebbe rispondere a Di Pietro con lo stesso linguaggio ma non lo farò. Queste sue parole lo qualificano più di ogni altra cosa». Così Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl al Senato, commenta gli attacchi del leader dell'Italia dei Valori al premier. «Basta ricordare che Silvio Berlusconi - osserva Gasparri - è un leader politico votato da milioni di italiani, la stragrande maggioranza, ormai da tantissimi anni. Lo stesso non si può dire di Antonio Di Pietro. Mi piacerebbe dare ragione a Berlusconi quando disse che la sua laurea è falsa perchè concessa dai servizi. Ma sbagliava: Di Pietro ha falsa anche la licenza elementare. Da come parla si capisce che è un analfabeta».
I distinguo del Pd. Sulla vicenda è intervenuta anche Anna Finocchiaro, capogruppo al Senato del Pd: «La politica deve evitare il linguaggio truculento e offensivo, anche se dal quadro delle intercettazioni emerge una vicenda squallida nella quale alle donne viene affidato un ruolo degradato».
Freddo nei confronti di Di Pietro il coordinatore della Sinistra Democratica Claudio Fava: «Vedo in lui l'intuizione di alcuni vulnus della democrazia, ma senza un ragionamento composto e articolato di ciò che avviene nella società. Presta poca attenzione alle cause e si concentra solo sugli effetti».
Bossi: meglio farsi le donne della sinistra... Sulla questione Di Pietro il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, è andato giù pesante intervenendo a Trecate per un comizio. «Vada a quel paese...» ha risposto inizialmente ai giornalisti che gli chiedevano un commento sulle affermazioni del leader dell'Idv. Poi, entrando nel tema intercettazioni, ha usato toni da osteria: «Sono del parere che è meglio che uno si faccia le donne della sinistra che i culattoni. Ma bisogna stare attenti quando si hanno delle cariche». Dal palco poi, Bossi è tornato a insistere sul popolo della Lega da mobilitare sul tema del federalismo fiscale: «La Lega dispone di 10 milioni di uomini tra Piemonte, Veneto e Lombardia, in tutta la Padania, disposti a battersi fino alla fine per la libertà. Verranno a Roma per darmi una mano: li chiamerò quando sarà il momento». Il federalismo fiscale «lo stiamo scrivendo, siamo a metà strada. Dobbiamo trattare con la sinistra ed è dura perchè loro non vogliono farci fare niente. Se noi andiamo avanti loro non prendono più voti. Quelli della Lega sono tanti e sono incazzati», ha detto ancora da l palco nel comizio con al fianco Roberto Cota, capogruppo alla Camera.
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commento inviato il 04-07-2008 alle 21:32 da berlusconns | | | |
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commento inviato il 03-07-2008 alle 12:07 da Paolo78 | | | |
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commento inviato il 30-06-2008 alle 23:35 da felicemarcantonio | | | |
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commento inviato il 30-06-2008 alle 19:47 da Pier Ludovico Pavoni | | | |
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commento inviato il 30-06-2008 alle 16:28 da marco | | | |
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commento inviato il 30-06-2008 alle 15:47 da alexis#libero.it | | | |
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commento inviato il 30-06-2008 alle 14:42 da alex12 | | | |
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commento inviato il 30-06-2008 alle 12:46 da massimiliano | | | |
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