ROMA - Gli occupanti del Teatro Valle festeggiano il primo compleanno dell’azione che dodici mesi or sono li portò ad entrare nel teatro più discusso della Capitale e a rimanervi, organizzando serate, stages, performances, dibattiti. E’ stata organizzata una festa che durerà ventitré giorni, fino al 5 luglio. Gli occupanti puntano allaFondazione Valle Bene Comune.
La festa del Teatro Valle. «Il cammino per arrivarvi, partito in gennaio, ha raccolto dichiarano quattromila soci fondatori e 120 mila euro. Per essere Fondazione, bisogna che quella cifra diventi più del doppio: 250 mila euro. I soldi delle raccolte giornaliere, che chiamiamo sottoscrizioni consigliate, servono per le spese di gestione, vale a dire manutenzione e pulizie, mentre per essere soci fondatori si parte da un contributo base di 10 euro. Tra coloro che finora hanno versato una quota ci sono Stefano Rodotà, Gabriele Vacis, Elio Germano, Stefano Bollani, Anatoly Vasiliev, Alessandro Haber, Rocco Papaleo, Fabrizio Gifuni, Pietro Sermonti, Moni Ovadia, Paolo Rossi, Emma Dante e Michela Murgia. Tutti hanno anche partecipato, nel corso di questi 365 giorni, alle nostre attività. E con loro abbiamo visto Peter Stein, Franca Valeri, Valerio Mastandrea, Laura Morante, Sergio Castellitto, Dario Fo, Franca Rame, Renzo Arbore, Marlene Kuntz, Subsonica, Vinicio Capossela, Jovanotti e tanti altri».
Lo slogan del teatro. Se le cose non le sai salle, se le vuoi… Valle, dice lo slogan del teatro che a un anno dalla sua nascita in veste di «occupato» sottolinea di avere all’attivo «285 serate, 105mila spettatori, 1780 artisti, 1040 ore di formazione professionale, 25mila firme a sostegno dell’occupazione, 41mila contatti Facebook, 11mila follower su twitter, 3800 soci fondatori, 850 volontari, 50 visite guidate, 1500 visitatori».
A ripercorrere le tappe è Laura Pizzirani, attrice e occupante. «Ora dobbiamo capire come passare dalla protesta alla proposta – continua - dall’illegalità alla fondazione, che giuridicamente è un mezzo e non un fine. E’ una battaglia politica quella che conduciamo».
I ventitré giorni di spettacolo che partono oggi costituiscono la programmazione più lunga finora mai approntata per il Valle Occupato, e «rappresentano in miniatura quello che siamo riusciti a organizzare qui dentro dal giorno dell’occupazione: musica, cinema, teatro, danza, visite guidate, mostre, laboratori», spiega Paolo Giovannucci, anche lui attore e occupante. Dopo la Festa della lotta per i beni comuni e l’assemblea aperta dal titolo Come l’acqua come l’aria. Riprendiamoci i Beni Comuni, con Salvatore Settis e Stefano Rodotà, si sono esibiti ieri sera Fabrizio Gifuni e Rocco Papaleo.
Oggi assemblea dal titolo Da Occupy ai Beni Comuni. Prospettive costituenti, con David Graeber, Ugo Mattei e Franco Berardi, e, nel corso della serata, ospiti a sorpresa.
Domani, giornata dei fondatori. Arriveranno – tra gli altri - Gianmaria Testa, Juan Diego Puerta Lopez, gli Ardecore, Moni Ovadia, Motus e il cast della serie tv Boris. Nel lungo programma anche cinque Extra Valle, tra Laurentino 38, Quadraro, Trullo, Ostia, Collatino e il Maxxi, concerti, film, spettacoli, la mostra L’importanza di chiamarsi Valle e ParlaValle, che propaga dai tetti del teatro le voci di alcuni artisti che, ciascuno in tre minuti, raccontano la propria esperienza nello storico teatro.
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