Sabato 18 Maggio
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Roma

Inchiesta vigili, spuntano le prove
Racket delle licenze in centroI pubblici ministeri trovano conferme alle accuse di Bernabei
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ROMA - Adesso l’inchiesta sugli agenti del primo gruppo e sul traffico di licenze nel centro potrebbe davvero arrivare a una svolta. Perché gli uomini del nucleo investigativo di via In Selci, coordinati dal procuratore aggiunto Alberto Caperna e dai pm Ilaria Calò e Laura Condemi, hanno trovato i riscontri che cercavano.
Elementi che confermano le circostanze riferite da Paolo Bernabei, il grande accusatore che ha già messo nei guai cinque vigili urbani e un geometra. E che potrebbero far crescere il numero degli indagati. In una denuncia fiume, l’imprenditore di Trastevere non aveva soltanto raccontato di avere pagato tangenti ai vigili, ma aveva anche svelato l’esistenza di un sistema, che prevedeva il pagamento di mazzette per ottenere permessi e licenze. Il riferimento agli altri commercianti coinvolti nel racket, in un primo momento, era risultato però privo di riscontri. O almeno le verifiche degli inquirenti non avevano avuto conferme nette. Adesso, invece, qualcosa si è mosso e i magistrati hanno trovato nuovi elementi, che presto potrebbero portare a ulteriori sviluppi nell’inchiesta.
Le dichiarazioni pubbliche di Orlando Corsetti. Alle pesantissime parole dell’imprenditore del vino, che con le sue accuse ha portato all’arresto di due vigili e un geometra, con le ipotesi di concussione consumata e tentata, falso, omessa denuncia e sostituzione di persona, erano seguite anche le dichiarazioni pubbliche di Orlando Corsetti. Il presidente del primo municipio aveva pubblicamente dichiarato l’esistenza di un racket delle licenze e poi era stato convocato in procura come testimone. A piazzale Clodio erano sfilati gli altri commercianti chiamati in causa, e alcuni avevano confermato. Adesso però non ci sarebbero soltanto le testimonianze.
In settimana, anche Paolo Bernabei dovrà tornare davanti ai pm per definire altri aspetti della vicenda. Soprattutto a fronte delle dichiarazioni degli indagati che davanti al gip hanno riferito un’altra versione dei fatti. Come il geometra Francesco Belmonte, che ha sostenuto come fosse Bernabei a vantare i suoi rapporti con il comandante del corpo Angelo Giuliani raccontando di pagare per il numero uno dei vigili. E questo è un altro capitolo dell’indagine: la sponsorizzazione al circolo della municipale e il denaro pagato dai Bernabei. Non solo una bolletta da 20 mila euro, saldata direttamente dall’imprenditore del vino su richiesta di Giuliani, ma anche gli stipendi ai dipendenti: «Nel 2010 per quattro, forse cinque mesi il personale civile, dando tra i quattromila e i seimila euro al mese». E poi il titolare dell’enoteca di Trastevere ha aggiunto: «Ho effettuato questi pagamenti perché impaurito dal comportamento vessatorio della polizia municipale che subivo continuamente».
 Martedì 01 Maggio 2012 - 12:20 Ultimo aggiornamento: -
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