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Roma

Alcoa, operai a Roma: scontri con polizia
Raggiunto l'accordo

Lavoro fino al 31 dicembre. Bastonate, manganellate e lancio di oggetti davanti
al ministero dello Sviluppo. Bruciata una bandiera dell'Italia

Scontri a Roma tra manifestanti e polizia (foto Zeppetella - Toiati)

ROMA - Scontri con bastonate, manganellate e lancio di oggetti, questa mattina tra forze di polizia e manifestanti dell'Alcoa che hanno presidiato l'ingresso di via Molise del ministero dello Sviluppo economico dove si è svolto un tavolodi confronto con i sindacati sulla chiusura della sede sarda della multinazionale. Alcuni manifestanti hanno anche bruciato la bandiera italiana (FOTO) e sono stati subito rimproverati e insultati dagli altri lavoratori. Tregua nel pomeriggio anche se il sit-in davanti al ministero è proseguito fino alle 23.

Alle 23 finito il sit in, operai tornano in Sardegna. I manifestanti, intorno alle 23, sono tornati verso i pullman per raggiungere Civitavecchia e da lì la Sardegna.

Raggiunta l'intesa, operai al lavoro fino a dicembre. Gli operai dell'Alcoa lavoreranno fino al 31 dicembre. Sarebbe questo l'accordo che si sta profilando nella trattativa sulla vertenza Alcoa in corso al ministro dello sviluppo economico, secondo quanto riferiscono fonti sindacali. Ora la parola passa all'assemblea dei lavoratori che si riuniragiovedi prossimo

IL VIDEO DEGLI SCONTRI

FOTO
Dal corteo agli scontri

Caos traffico. Caos traffico questa mattina e nel pomeriggio in Centro per il corteo che da piazza della Repubblica ha raggiunto la sede del Ministero dello Sviluppo Economico in via Molise. Il corteo è passato per via Bissolati e via Barberini, con l'interruzione del traffico per alcune vie del centro, che ha creato problemi anche agli automobilisti romani. Rallentamenti o deviazioni di percorso per 14 linee di bus (H, 36, 40, 60, 61, 62, 64, 70, 84, 170, 175, 492, 590, 910) per quasi tutta la durata della manifestazione degli operai.

Il presidio davanti al ministero. Petardi, cori di protesta, striscioni contro la multinazionale dell'alluminio («Toia - amministratore delegato di Alcoa Italia - hai tradito la terra madre»), fino agli scontri con le forze dell'ordine. «Ci stanno chiudendo lo stabilimento, siamo pronti a qualsiasi iniziativa possa dare risalto alla vertenza», hanno detto i lavoratori di Portovesme. Un operaio, Sandro P. (52 anni), ha sottolineato: «Ricordiamoci che si tratta di una zona con il più alto tasso di disoccupazione in Italia». Un altro lavoratore, Nicola Barca (26 anni), alla domanda se tra gli operai ci fosse molta tensione risponde: «Non è ancora niente, dipenderà dall'esito dell'incontro».

Tafferugli a piazza Barberini, colpito capogruppo Pd Sardegna. Quando la manifestazione è arrivata in piazza Barberini ci sono stati dei tafferugli con lanci di petardi, fumogeni e altri oggetti. Una sorta di bomboletta ha colpito il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Giampaolo Diana, in pieno volto: l'esponente politico è caduto a terra, stordito, a pochi passi dalla presidente dell'Assemblea sarda, Claudia Lombardo, che con lui sfilava al fianco degli operai e degli amministratori del territorio.

In piazza anche i sindaci sardi e il governatore Cappellacci. «I sindaci venuti a Roma sono 20, venti comuni a rappresentare una provincia, quella di Carbonia Iglesias che ne conta 21». A dirlo il vicesindaco di Sant'Anna Arresi, Giuseppe Pisano. «Siamo qui per difendere i nostri lavoratori e le loro famiglie», ha terminato il vicesindaco. Per il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci tra i punti da chiarire «la scadenza che porterebbe al licenziamento dei dipendenti che avrebbe conseguenze devastanti sul territorio».

La vertenza, i sindacati. Partecipano alla trattativa le sigle sindacali dei metalmeccanici, come Fiom, Fim e Uilm. A riguardo il segretario della Uil Mario Ghigni ha sottolineato: «Inviteremo l'azienda a non spegnere gli impianti». La Cisl è «a fianco» dei lavoratori dell'Alcoa e chiede al Governo e all'Enel di risolvere il problema del costo dell'energia scrive il numero uno della Cisl Raffaele Bonanni su Twitter.

Passera: non è garantita la riuscita della trattativa. Alcoa «è tra le vertenze su cui c'è il massimo impegno del ministero, del sottosegretario De Vincenti e mio personale - ha detto il ministro Corrado Passera - Come governo stiamo facendo il massimo per facilitare le trattative, ma tutti sappiamo bene che non è garantito il risultato, perché ci muoviamo in un settore molto difficile».

Per il ministro bisogna agire sui costi dell'energia. «Per trovare nuovi stimoli, per nuovi entranti, possiamo agire su tre leve, sul contesto infrastrutturale, dove c'è il forte impegno della Regione Sardegna, sul tema dell'aumento della produttività e sull'energia» ha detto Passera, aggiungendo che sull'energia «non bisogna commettere errori, dobbiamo studiare tutti i modi possibili per intervenire sui costi energetici, ma restando sempre nell'ambito delle normative europee, per non avere risposte negative da Bruxelles». Il ministro dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture, intervenendo al tavolo della vertenza, ha inoltre sottolineato che si sta anche lavorando, per cercare aggiustamenti, sulla tempistica di uscita dell'azienda. Inoltre Passera ha fatto sapere di avere parlato con i vertici statunitensi di Alcoa.

Martedì 27 Marzo 2012 - 10:17
Ultimo aggiornamento: -
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