BOLOGNA - Si è concluso tra le lacrime e gli applausi il funerale di Lucio Dalla nella basilica di San Petronio a Bologna. A presiedere la funzione monsignor Gabriele Cavina. Nelle prime file, tra gli altri, Pier Ferdinando Casini, Ligabue,Renzo Arbore, Renato Zero, Gianni Morandi. Migliaia di persone hanno seguito i funerali da un maxi-schermo all'esterno della basilica. Durante l'omelia è intervenuto padre Bernardo Boschi, il confessore di Lucio Dalla. Poi la lettura del testo Le Rondini da parte di Marco Alemanno, intimo amico negli ultimi anni legatissimo a Lucio Dalla, che non è riuscito a trattenere le lacrime. «Oggi, insieme a voi, posso dirgli grazie» ha detto. Quasi un'ora e mezza di preghiere, lacrime e affetto per salutare Lucio Dalla che era un grande credente. Sulla bara di Dalla c'era anche la corona di fiori del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
I funerali di Lucio Dalla. «Oggi, parafrasando una frase dello stesso Lucio Dalla, si apre il secondo tempo della sua vita» ha detto Gabriele Cavina, provicario della Diocesi di Bologna. «Oggi - ha aggiunto - anche la basilica di San Petronio è troppo piccola per lui, domenica scorsa era qui per la messa, oggi siamo qui per lui. Oggi avrebbe compiuto gli anni, la morte è il definitivo compimento dei nostri anni». Il teologo Vito Mancuso ha eseguito una prima lettura.
«Buon compleanno» e scatta l'applauso. «Buon compleanno Lucio» queste le prime parole pronunciate da padre Bernardo Boschi, confessore del cantantautore e subito nella basilica è scattato l'applauso. «Tutta Bologna ti vuole bene, tu hai amato tutti, questo popolo ti capisce, dalle autorità agli ultimi. Bologna ha perso un figlio vero» ha detto Boschi secondo il quale Dalla «rivestiva di Bologna quella sottile ironia, quella profondità, anche quella specie clownesca propria della sua creatività». «Lucio trasmetteva serenità e gioia, l'eredità che ci lascia è proprio questa, l'insostenibile leggerezza dell'essere. Ti abbraccio - ha detto - saremo sempre con te perché tu sarai in mezzo a noi».
Lucio Dalla e la sua spiritualità. «Lucio Dalla veniva da un colloquio con Dio incredibile, la sua fede passava attraverso l'uomo e rifletteva la sua umanità» ha aggiunto Boschi. «Lucio - ha detto - con la parola e con la musica scolpiva nelle nostre anime, attingeva dalla profondità, con la sua sete di Dio e dell'assoluto».
Marco Alemanno legge Le Rondini. Marco Alemanno (foto), attore e intimo amico negli ultimi anni di Dalla, ha letto commosso il testo Le rondini, tratto dall'album Cambio del 1990. L'attore non è riuscito a trattenere le lacrime durante la lettura. Le parole di Marco Alemanno sono state accompagnate da un lungo e commosso applauso. «Oggi, insieme a voi, posso dirgli grazie» ha detto l'attore. Il giovane attore di origine pugliese ha ricordato quando, bambino, ha sentito per la prima volta il brano Le rondini. «Chi poteva sapere - ha detto leggendo un testo che si era preparato - che qualche tempo dopo avrei incontrato quel signore, che avrei potuto lavorarci insieme. Invece è successo e da qualche tempo ho l'onore e il privilegio di crescere al fianco di Lucio. Nonostante tutto il tempo che è passato, ascolto ancora quel brano e ancora mi commuovo. Oggi, insieme a voi, posso dirgli grazie». Alemanno ne ha parlato al termine della messa, davanti alla bara.
Gli amici di sempre in chiesa. «Abbiamo perso un genio, uno dei più grandi musicisti del Novecento» ha detto Jovanotti. Tra i tanti volti noti entrati in chiesa, Renato Zero, l'attore Alessandro Haber, il priore di Bose Enzo Bianchi, il rettore Ivano Dionigi, Gigi D'Alessio, Cesare Cremonini, Amedeo Minghi, delegazioni della Virtus basket e del Bologna calcio. Seduti tra le prime file, anche Gianni Morandi e Luca Cordero di Montezemolo. Roberto Vecchioni ha ricordato non solo «la grandissima affettività suscitata da Lucio in tutto il mondo», ma ha anche che «abbiamo fior fiore di intellettuali, scrittori, filosofi, teologi, gente che sa benissimo il valore del lavoro di Lucio». Per Daniele Silvestri la musica di Dalla è stata «un pezzo della mia infanzia». «Sono cresciuto con Lucio, l'ho conosciuto da bambino e - ha detto Silvestri - mia madre che cantava il jazz a Bologna lo conosceva quando erano giovani». In chiesa anche Red Ronnie, Paolo Mengoli a Paolo Belli, da Fio Zanotti alla corista di Dalla, Iskra Menarini e Roberto Baggio. «Non si fermava mai, faceva mille cose al giorno ed era sempre in attività» ha detto Baggio.
De Gregori grande assente. Nei primi banchi della chiesa mancava soltanto Francesco De Gregori, grande amico di Dalla con il quale già nel 1979 aveva condiviso il tour “Banana Republic”.
L'ultimo saluto sulle note di "4 marzo 1943". Le note della canzone "4 marzo 1943" hanno risuonato questa mattina in piazza Maggiore. Le campane dell'Arengo hanno rintoccato a morto al passaggio del feretro. Il Crescentone, la parte centrale rialzata della piazza, era piena di persone, così come gli scalini della chiesa.
Vasco Rossi sceglie i girasoli (LA FOTO). Una corona di girasoli e la scritta «Ciao Lucio!»: Vasco Rossi ha scelto di salutare così l'amico Lucio Dalla. Sono numerosi gli omaggi floreali arrivati nel cortile d'onore di Palazzo d'Accursio. Tra le corone quelle di Antonello Venditti, delle case discografiche Universal e Sony e della Siae. Ieri era già arrivata quella di Milly Carlucci e del marito Angelo.
In 50mila alla camera ardente. Da ieri sono state 50mila le persone che hanno reso omaggio a Dalla, oltre 30mila i messaggi lasciati sul registro delle presenze della camera ardente. Renato Zero ieri sera si è fermato per alcuni minuti davanti al feretro, in silenzio, con una mano appoggiata alla bara, e si è poi intrattenuto per alcuni minuti con l'entourage di Lucio Dalla. Insieme a lui Gianni Morandi, Jovanotti, Luca Carboni, Ron, Carone e Samule Bersani. Ieri non sono mancati neanche l'ex premier Romano Prodi, il ministro Piero Gnudi, il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, il presidente della Fiat Luca Cordero di Montezemolo.
Lutto cittadino e bandiera a mezz'asta. Il sindaco di Bologna, Virginio Merola, ha proclamato una giornata di lutto cittadino, bandiera a mezz'asta e il suono a lutto della campana dell'Arengo durante il trasferimento della salma. «Noi siamo una grande città e Lucio ce lo ha ricordato. Possiamo dare molto a questo Paese ed io sono molto orgoglioso di essere il sindaco di questa città in questi momenti». Così il sindaco di Bologna Virginio Merola.
La confessione dell'amico violinista. «Lucio mi aveva chiesto di suonare l'Ave Maria di Shubert al suo funerale ma non ce la faccio, la partecipazione emotiva è troppo grande». Così Olen Cesari, violinista di origine albanese molto apprezzato nell'ambiente della musica, rivela questo particolare inedito della sua lunga amicizia con Lucio Dalla.
Il viaggio prima della sepoltura. Prima di giungere al cimitero nella Certosa monumentale di Bologna dove sono tumulati anch i genitori dell'artista, il carro funebre con il feretro di Lucio Dalla, con a bordo Marco Alemanno, Stefano Cantoroni e Ron, ha deviato e fatto un giro sui colli che circondano la città. Una scelta che rispetta un desiderio espresso da Dalla, quando era in vita, ai suoi più stretti amici. La stessa cosa fu fatta, quando morì la madre di Dalla. Ad attendere l'arrivo del feretro in Certosa, circa 400 persone, tra cui alcuni tifosi del Bologna calcio. La bara è stata tumulata in un loculo a muro, accanto ai genitori dell'artista. Davanti è stata posata la corona inviata dalla Presidenza della Repubblica, la stessa che ha accompagnato il feretro nel suo ultimo viaggio.
Il Bologna calcio con il lutto al braccio. Nello stadio Dall'Ara il Bologna Calcio, squadra del cuore del cantautore che ieri ha visitato la camera ardente così come il team di pallacanestro della Virtus, scenderà in campo contro il Novara con il lutto al braccio. Omaggi a Lucio Dalla anche da parte di altre squadre.