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In Italia

Strage razzista a Firenze
Forse il killer aveva dei compliciQualcuno ha svuotato la casa di Gianluca Casseri, l'uomo che martedì ha ucciso due senegalesi ferendone altri tre |


FIRENZE - Qualcuno avrà almeno perso il sonno, si spera. Qualcuno che l’anno scorso ha autorizzato un estremista di destra schedato e denunciato due volte, in cura farmacologica per depressione e diabete, con la testa perduta tra mistica dell’uomobianco e presenze extraterrestri, a tenere in casa «per uso sportivo» una 357 Magnum, una pistola capace di sfondare i muri. L’arma con cui Gianluca Casseri, martedì scorso, ha cercato e trovato la strage di africani.
L’assassino potrebbe aver avuto dei fiancheggiatori, se non dei complici. «Si sta verificando l’ipotesi della presenza di eventuali concorrenti negli omicidi e nei tentati omicidi, non solo sotto il profilo materiale ma anche in forma di concorso morale», ha spiegato Giuseppe Quattrocchi, il procuratore capo di Firenze, facendo il punto sulle indagini.
La casa di Casseri è stata trovata svuotata. Tranne i libri -centinaia, fra cui molti fumetti- non c’era nulla, neppure le lenzuola. Gli investigatori si sono insospettiti, naturalmente, perché nell’abitazione di una persona che ha lasciato abbondanti tracce dei suoi deliri su Internet non c’era neppure un computer. Ma pare che Casseri non ne possedesse, e che si appoggiasse su quello del fratello Giancarlo; e non risulta neppure intestatario di utenze telefoniche cellulari. Per coltivare le sue fantasie malate aveva un sacco di tempo libero: viveva del patrimonio immobiliare accumulato dal padre. Fra i suoi inquilini, i carabinieri del suo paese d’origine, Cireglio, in provincia di Pistoia.
Tutti da ricostruire, poi, restano i 90-100 minuti trascorsi fra le due sparatorie, durante i quali Casseri si è trasferito da piazza Dalmazia a San Lorenzo e ha scelto con calma i nuovi bersagli; mentre le forze di polizia lo cercavano, provviste di foto e targa dell’auto. Quattrocchi, comunque, non vede responsabilità di Ps e carabinieri: «La città non era in balia di un killer, c’è stata immediata risposta del dispositivo di sicurezza», ha tenuto a precisare.
Inutile dire che Casapound, l’organizzazione di destra alle cui manifestazioni Casseri ha partecipato, fa di tutto per prendere le distanze. Ha addirittura chiesto un incontro con la comunità senegalese di Firenze. Risposta del leader Pape Diaw: «Se qualcuno chiede d’incontrarti, non c’è ragione di dirgli di no».  Giovedì 15 Dicembre 2011 - 09:13 Ultimo aggiornamento: -
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