Atac, contro taglio stipendi e nuovi orari
la minaccia

La protesta in via Prenestina (foto Paolo Caprioli - Toiati)
ROMA - Centinaia di dipendenti dell'Atac, in gran parte autisti di bus, tram e metropolitana, da alcune ore stanno inscenando un sit-in che blocca il traffico all'inizio di via Prenestina, perché temono una riduzione dello stipendio fino a 350-400 euro al mese.

Secondo i manifestanti, la decisione dell'azienda di abrogare il secondo livello del contratto - come riferito dai sindacati - comporterebbe una riduzione dello stipendio - che si aggira sui 1200 euro in media - e un aumento dell'orario settimanale da 36 a 39 ore. Questa prospettiva si aggiunge a una serie di problemi che tutti i lavoratori intervistati denunciano: turni troppo faticosi per un lavoro considerato usurante in una città come Roma, una media di 80 giorni di ferie arretrati che non è possibile godere per la carenza di personale, così come colleghi che per lo stesso motivo non possono andare in malattia.

«L'azienda non può accollare a noi le perdite di bilancio - dice Carlo, da 10 anni autista dell'Atac - E intanto continuano ad assumere amministrativi e a dare bonus ai dirigenti e buonuscite da favola agli amministratori». «A via Prenestina (sede centrale dell'Atac, ndr) si dice che lavorano solo il barista e l'ascensorista - ironizza un altro autista - In dieci anni abbiamo solo perso e molti non riescono più a pagare il mutuo o le rate della macchina».

I sindacati hanno chiesto all'Atac di ritirare il provvedimento. La protesta «è il risultato di un atto unilaterale da parte dell'azienda, compiuto senza remore», afferma il segretario della Uil Trasporti di Roma e Lazio, Simona Rossitto. «Venerdì sera sono state inviate alle segreterie di tutti i sindacati le lettere con l'abolizione della parte aziendale del contratto - spiega Rossitto - non abbiamo avuto neanche il tempo di esaminarlo che stamani i lavoratori hanno convocato questo sit-in spontaneo». All'ingresso delle sede dell'azienda presenti anche il segretario della Filt Cgil di Roma e Lazio, Marco Capparelli, e quello dell'Ugl Trasporti, Valentini Iori. Il rappresentante della Fit Cisl non è presente, ma i colleghi hanno detto che la posizione dei sindacati è unitaria.

Diverse decine di persone si sono portate al grande ingresso carraio alla sede scandendo slogan come «si blocca Roma» o insulti alla dirigenza. «È difficile farsi promotori di un ritorno all'ordine di fronte a un atto unilaterale dell'amministratore delegato Carlo Tosti - ha detto il segretario Ugl, Iori - c'era uno sciopero di tutto il trasporto pubblico locale programmato per il 17 novembre, ma l'azienda ha deciso di mandare questa lettera. Siamo consapevoli di dover affrontare un percorso di crisi a causa dei tagli della finanziaria, quindi non si capisce questa azione unilaterale».

I dipendenti Atac hanno l''intenzione di bloccare il trasporto pubblico e quindi Roma. «Se non si rimangiano l'abrogazione del contratto aziendale domani o dopodomani blocchiamo Roma», dicono diversi lavoratori. I sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti e Ugl Trasporti di Roma e Lazio si sono riuniti per discutere la situazione.

In serata l'Atac ha negato che sia in arrivo alcuna riduzione di stipendio per «il personale di condotta, di guida e di supporto» e precisa che l'adeguamento dell'orario riguarda solo gli amministrativi e il settore manutenzione.

Alemanno: serve confronto azienda-sindacati. «A seguito dell'incontro avuto dall'assessore Aurigemma con i segretari regionali di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil-Trasporti e Ugl-Trasporti, che hanno manifestato forte preoccupazione per il recesso dei contratti collettivi aziendali in una fase così delicata come quella che attualmente sta vivendo il trasporto pubblico a tutti i livelli a causa dei tagli imposti dalla manovra finanziaria, abbiamo ritenuto opportuno attivarci affinchè a prevalere siano il senso di responsabilità e la disponibilità al confronto tra le parti - scrivono in una nota il sindaco Alemanno e l'assessore alla Mobilità Aurigemma - Abbiamo proceduto a contattare i vertici di Atac, nella persona dell'amministratore delegato, ingegner Carlo Tosti, per valutare temporaneamente di non modificare i trattamenti esistenti onde poter contribuire a un sereno confronto con le parti sociali. Tutti, Amministrazione capitolina in testa, devono fare la propria parte affinchè l'azienda del trasporto pubblico della nostra città riesca a risolvere gli attuali problemi e si rilanci, in modo da garantire il necessario servizio ai cittadini e un futuro sereno a tutti i dipendenti».

A causa della manifestazione le linee tramviarie 5, 14 e 19 sono sostituite da bus nella tratta Porta Maggiore-Preneste, ma anche il servizio sostitutivo è fortemente rallentato. Per la chiusura di via L'Aquila e piazzale Prenestino le linee bus 81, 412, 810 e 105 sostitutivi dei tram sono deviati per Preneste, Portonaccio, Verano, Tiburtina.
Lunedì 31 Ottobre 2011, 16:30 - Ultimo aggiornamento: 30 Novembre, 00:00
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