Incendio Stazione Tiburtina, caos trasporti
Alemanno: problemi per un mese/ Video

ROMA - Un incendio è divampato alle 4 del mattino nella sala apparati della nuova stazione Tiburtina, gettando i trasporti nel caos: gravissime ripercussioni sulla rete ferroviaria, ferma la linea B della metropolitana, bus deviati. Disagi a cascata nei principali scali ferroviari italiani. Nella capitale i problemi si sono concentrati sulla stazione Termini (video). Chiusa dall'alba anche la tangenziale est dalla stazione Tiburtina fino a viale Castrense in entrambi i sensi di marcia, riaperta solo alle 13,30. L'incendio è stato definitivamente spento solo dopo le 18.

La segnalazione alla centrale operativa del Comando provinciale dei vigili del fuoco è arrivata alle 4.10. Dopo 9 minuti i vigili del fuoco erano sul posto. Le fiamme, che hanno avvolto importanti cavi elettrici che di fatto «governano» il funzionamento dei treni, si sono notevolmente autoalimentate poichè i vigili del fuoco hanno dovuto agire con cautela. Dal momento dell'allarme i pompieri hanno lavorato con dieci squadre: quattro autobotti, quattro squadre, un carro schiuma e un mezzo speciale venuto dall'aeroporto di Fiumicino che serve per spegnere gli incendi sugli aerei, chiamato «polverina» proprio perchè lancia della polvere che soffoca le fiamme. A supporto anche 4 autobotti della protezione civile.

Incendio spento dopo le 18. Nel pomeriggio da un tombino posto sul marciapiede del binario 2 usciva ancora una gran quantità di fumo. «Fumo tossico», dicono i pompieri. A bruciare erano i cavidotti, i tunnel sotterranei, di difficile accesso, che trasportano i cavi dell'alta tensione. L'incendio potrebbe essere partito dai livelli sotterranei della stazione, nella palazzina delle cabine elettriche, e poi essersi propagato. Dopo le 18 l'annuncio dello spegnimento: per i vigili del fuoco iniziano ora le operazioni di raffreddamento della struttura, che potrebbero andare avanti per diverse ore. Soltanto al termine sarà possibile entrare nei locali andati a fuoco e verificare i danni.

Al 90% incendio causato da un guasto elettrico. «Ci è sembrato un classico incendio generato da cause elettriche. Al 90% possiamo escludere altre cause, comunque verificheremo una volta entrati all'interno del cavidotto». Lo ha detto il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco di Roma, Massimiliano Gaddini. Inizialmente si era anche parlato di un incendio doloso perché Roma Tiburtina è destinata a diventare il principale scalo romano e snodo dell'alta velocità.

Vigili del fuoco: rischio crollo, la stazione resta chiusa. «Stiamo raffreddando la struttura perché l'incendio è stato spento - ha detto il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Roma, Massimiliano Gaddini - L'edificio risale agli anni '30 e brucia dalle 4 di stamattina, non possiamo escludere un crollo. Anche per questo non possiamo riaprire la stazione. L'incendio è partito da un cavidotto molto stretto e difficile da raggiungere. Questo ha impedito di intervenire rapidamente. L'incendio poi si è esteso all'edificio che occupa archivi ed uffici».

Le fiamme e il fumo hanno interessato in particolare una palazzina che ospita uffici e parte delle sale comando che sono stati danneggiati seriamente. La parte nuova della stazione non sarebbe stata toccata.

Si dovrà attendere qualche ora per poter formulare un'ipotesi attendibile sulle cause dell'incendio, sottolinea la Polizia ferroviaria. Nel pomeriggio si terrà un incontro tra le forze dell'ordine e i vigili del fuoco per fare il punto. Secondo la Polfer una decina di dipendenti delle Ferrovie lavoravano la scorsa notte nella sala comandi e hanno raccontato di non aver sentito rumori di esplosioni, ma di aver solo visto il fumo uscire dalle cabine elettriche. La stazione, come ogni notte era presidiata da personale della Polizia ferroviaria e da guardie giurate.

Dai No Tav commenti sdegnati sulle voci, riprese da alcuni siti, che lanciano il sospetto di un ruolo del movimento nell'incendio di Roma. Su Twitter e su Facebook sono cominciati a circolare anche i post di replica ai siti. «Vergogna» è una delle espressioni più adoperate. «È già un miracolo - dice un altro internauta - che non ci abbiano dato la colpa dell'attentato di Oslo». Un altro osserva che si tratta di un evidente tentativo di «criminalizzare il movimento».

La procura di Roma indagherà sul rogo. Il fascicolo sarà aperto domani e nella stessa giornata arriverà a piazzale Clodio una prima informativa dei vigili del fuoco. Il magistrato di turno, Barbara Sargenti, è stata informata dai responsabili dei pompieri e sta seguendo l'evoluzione della vicenda.

Commissione d'inchiesta di Rfi. Rete Ferroviaria Italiana ha istituito una «commissione d'inchiesta» per appurare le cause del rogo della stazione Tiburtina. Tra le possibili cause, non è esclusa la manomissione o asportazione «di cavi o di collegamenti in rame o alluminio che provocano anomali funzionamenti degli impianti, anche in tempi differiti rispetto al momento del danneggiamento».

Tre ipotesi di incidente. Rfi spiega «che eventi simili a quello accaduto oggi nella stazione Tiburtina sono, per esperienza, attribuibili prevalentemente a tre tipologie di cause: fulminazioni dirette di cavi elettrici per scariche atmosferiche; contatti diretti su apparecchiature e/o parti di impianto di segnalamento a bassa tensione per rottura e caduta linee elettriche ad alta tensione (3mila volt) che forniscono energia di trazione ai treni; manipolazioni e/o asportazioni di cavi o di collegamenti in rame o alluminio che provocano anomali funzionamenti degli impianti, anche in tempi differiti rispetto al momento del danneggiamento».

L'inidizio principale: furto di cavi di rame. «Nel caso di Tiburtina - prosegue la nota - sono da escludere la prima e la seconda causa. Prosegue ora l'analisi in merito alla terza causa potenziale ovvero di altre eventuali di cui non si ha esperienza, e allo scopo è stata istituita una commissione di inchiesta».

L'incendio ha avuto «forti ripercussioni sul traffico locale e di media e lunga percorrenza». Rete Ferroviaria Italiana per garantire il collegamento Nord-Sud e il traffico locale ha reso disponibili 2 linee «passanti»: una per il trasporto regionale e una per i treni di media-lunga percorrenza, con una capacità di 4 treni all'ora per ognuna delle due linee (2 per ogni senso di marcia). Le Ferrovie evidenziano che «non c'era stata alcuna informazione dagli apparati e dai sistemi che potesse far prevedere quanto avvenuto».
L'incendio è tanto grave da aver di fatto quasi paralizzato la circolazione dei treni. Inoltre si avranno riflessi sul traffico ferroviario per più giorni, sia per i treni pendolari, sia per alcuni a lunga percorrenza. La stazione Tiburtina diventerà per qualche giorno solo scalo di transito e non di arrivo e partenza di convogli.

«Questo brutto incidente creerà problemi per il prossimo mese - ha detto il sindaco Gianni Alemanno - Voglio ringraziare i vigili del fuoco e il personale che hanno lavorato per spegnere l'incendio. Ci aspettiamo che Ferrovie dello Stato ci dica le cause e aspettiamo che i vigili del fuoco entrino nel condotto. Sembrerebbe che non ci siano cause dolose. Soprattutto ci aspettiamo di sapere perchè è successa una cosa di questo genere. È il principale cantiere aperto attualmente a Roma». Lo ha detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno alla stazione Tiburtina.

«Questa vicenda non avrà ripercussioni solo per i viaggiatori di tutta Italia ma soprattutto per i cittadini romani - ha aggiunto - Questa situazione deve avere una grande attenzione da parte di tutte le autorità, da quelle regionali a quelle comunali. Il piano predisposto dall'assessore Aurigemma è in grado di ridurre i disagi. Siamo in grado di garantire tutte le linee di percorrenza da domani con una serie di 'meccanismi di attenzionè». Sulle cause, Alemanno ha detto: «In questi casi non si possono fare ipotesi, solo quando si rafforzerà la zona e i vigili potranno scendere si potrà dare una risposta. L'impressione è che non si tratti di una origine dolosa ma di natura tecnica».

Dalle 16.30 è stato incrementato il numero di treni a media e lunga percorrenza in transito a Roma Tiburtina. Smaltita la coda creatasi in queste ore, saranno quattro i treni ogni ora in transito in direzione nord e 3/4 i convogli verso Termini e Napoli. Una situazione che tenderà progressivamente ad avvicinarsi alla regolarità, sebbene nessun convoglio possa fermare a Tiburtina.

Nel trasporto regionale la linea Fr2 Roma - Tivoli - Pescara trasferisce il capolinea da Tiburtina a Termini. I treni arriveranno e partiranno ai binari 25 e 26 (laziali). La circolazione sulla Fr1 Orte - Roma - Fiumicino proseguirà con la frequenza di 2 treni ogni ora per senso di marcia, i convogli inizieranno a fermare a Tiburtina quando i Vigili del Fuoco concederanno l'agibilità dei binari 24 e 25. Regolare il servizio no-stop Leonardo Express tra Roma Termini e l'aeroporto di Fiumicino.

Alle 8.30 è stata parzialmente riattivata la linea B della metro. La situazione vede la linea A regolare e la metro B interrotta nella tratta Monti Tiburtini-Castro Pretorio, con servizio sostitutivo con bus. Sono invece attive le tratte Castro Pretorio-Laurentina e Monti Tiburtini-Rebibbia su disposizione del vigili del fuoco. Nella zona di Tiburtina il servizio di trasporto pubblico di superficie «risulta - spiega l'Agenzia - fortemente perturbato». Le linee 135 e 309 son state deviate su percorsi alternativi.

I treni della metropolitana della linea B di Roma potranno transitare alla stazione Tiburtina. È questo l'esito del sopralluogo tecnico effettuato in serata dai vigili del fuoco. A partire da domani mattina dunque, i treni della metro circoleranno regolarmente anche se non effettueranno la fermata nella stazione.

Diverse squadre della Protezione civile di Roma sono state inviate al cantiere della nuova stazione Tiburtina. I volontari hanno distribuito bottigliette d'acqua e mascherine per proteggersi dal fumo; inviata anche un autobotte di supporto per i vigili del fuoco al momento impegnati a spegnere le fiamme.

«La situazione è abbastanza critica. Le fiamme hanno interessato la parte dei vecchi uffici - ha affermato il capo ufficio stampa dei vigili del fuoco, Luca Cari - Siamo riusciti a evitare che le fiamme raggiungessero la parte della nuova stazione, ma stanno interessando la struttura e può esserci pericolo di crollo. È quello che stiamo cercando di evitare. Il lavoro è ancora lungo». Cari sottolinea che l'intervento è reso più complicato dalla difficoltà di accesso nella zona interessata dalle fiamme, che sono «troppo alte. Abbiamo usato dei carri ferroviari con elevatore per gettare l'acqua». L'intervento dei vigili del fuoco è stato rallentato a causa dello stop all'erogazione dell'acqua, previsto per oggi nella zona per lavori.

Il cantiere della nuova stazione, quella in costruzione destinata a fare da snodo alla Tav, è salvo. Ad essere interessata «è stata la vecchia centrale di controllo dei treni inglobata in una muratura che, per così dire, la rifodera con una nuava facciata, un brise-soleil, una grande schermatura che serve a dare continuità all'edificio», dice il professor Paolo Desideri, l'architetto che ha progettato la nuova stazione. La vecchia centrale di controllo, secondo l'architetto, ha circa 20 anni ed è l'unica area «fuori appalto». Proprio per l'importanza che riveste nel controllo dei treni del centro-Italia le Ferrovie avevano deciso di non toccarla.

Fiamme dalla contraffacciata. Le fiamme che si vedevano questa notte e per buona parte della giornata, ha spiegato Desideri, uscivano proprio da questa sorta di «contraffacciata, realizzata con listelli di cotto, che è ad un metro dalla vecchia centrale di controllo. Sostituire la facciata non sarà un problema. Praticamente le fiamme, seppur adiacenti, non hanno interessato il cantiere. Anche le vetrate, che proprio in questi giorni sono in corso di montaggio, non sono state danneggiate dalle fiamme nè sono esplose per il calore». L'incendio, ha precisato il professore, ha interessato la vecchia centrale che ha una volumetria di tre piani, una profondità di 15 metri ed una lunghezza di circa 40 metri. Prima dell'incendio la consegna della «grande» stazione era prevista per il prossimo 10 ottobre. «Ovviamente - ha concluso Desideri - è prematuro fare qualsiasi previsione, lo capiremo nei prossimi giorni. Ma dai sopralluoghi di stamani non dovrebbero esserci grandi ritardi visto che, ripeto, il cantiere seppur limitrofo non è stato toccato dalle fiamme».
Domenica 24 Luglio 2011, 09:17 - Ultimo aggiornamento: 23 Agosto, 23:36
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