Wojtyla, la statua della discordia
Alemanno: potremmo fare cambiamenti

ROMA - Dopo la pioggia di critiche sulla statua di Giovanni Paolo II inaugurata davanti alla stazione Termini, il sindaco Gianni Alemanno intervenendo a Radio Vaticana, apre a possibili cambiamenti.

«Non sta al sindaco fare il critico d'arte - ha detto Alemanno -
La nostra sovrintendenza ha ascoltato tutti i pareri delle autorità, anche religiose. Ora ascolteremo la parola della gente. Se le persone non si identificassero nella statua allora magari qualche cambiamento potrebbe essere fatto».

Alemanno ricorda anche che la statua è donata da una fondazione e quindi «non è costata un solo euro» al Campidoglio. Quanto al suo significato, il sindaco dice: «È evidente. Il grande mantello rappresenta un simbolo di accoglienza e protezione nei confronti della città. Il messaggio è quello di poter fare nel centro di Roma, in questa porta meravigliosa della città, un gesto di accoglienza e di apertura».

Una delle ipotesi allo studio del Campidoglio è quella di un sondaggio on line (magari si potrebbe iniziare a buttare un occhio al sondaggio del Messaggero.it). Negli uffici del Comune si sta valutando come procedere per rilevare l'opinione dei cittadini. Niente è ancora definito e le ipotesi al vaglio sono diverse, ma sembra farsi strada la soluzione della consultazione sul Web. Nel novero delle possibilità rientra anche quella di un referendum, che però è di più difficile realizzazione e sembra destinata ad essere accantonata.

«Un'opera infelice, brutta. La dimostrazione che al peggio non c'è limite - dice il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro - Non facciamone un caso. Se è brutta, la si può rimuovere subito, anche nelle prossime ore. Non vedo quale sia la difficoltà. Non dobbiamo drammatizzare, nè colpevolizzare l'artista. E neanche creare un caso. La statua a me pare davvero brutta e credo questa sia ormai opinione comune. Certo il valore artistico di un'opera non lo decide l'opinione comune nè un referendum, ma mi pare che questa statua sfugga a ogni canone estetico, non ha armonia. Insomma, è un'opera infelice». Peggio della teca di Meier? «Al peggio non c'è limite - risponde - La teca era il male, un bel simbolo di orrore, questo è il peggio. Si è superato ogni limite». A parere del sottosegretario non serve a questo punto neanche quella consultazione popolare che il sindaco Alemanno ha detto di voler svolgere: «I cittadini mi pare si siano espressi abbastanza. Evitiamo di diffondere questo manifesto di bruttezza. Rimuoviamolo subito. Risolveremo anche il problema, a dire il vero secondario, che la statua possa diventare un rifugio o luogo per fare cose poco commendevoli».

«Le carte sono a posto, con il parere favorevole dato dal ministero e dalle autorità religiose. E il lavoro, a mio parere, è un lavoro giusto - dice il Sovrintendente ai Beni culturali di Roma, Umberto Broccoli - È un'opera d'arte, di un artista apprezzato da Vaticano, che dà un segno forte, nel senso dell'accoglienza». Broccoli definisce «sacrosanto e doveroso» l'intervento del sindaco, ma auspica che sia «messa via per il momento la vis polemica», perchè le opere d'arte «non possono essere commentate come una partita di calcio, ma bisogna valutarle con il passare del tempo, anche per come si integrano nel contesto in cui si inseriscono». Di fronte alle critiche venute anche dal Vaticano, Broccoli sottolinea: «La statua di Giovanni Paolo II è stata avallata dalle autorità vaticane e dal ministero dei Beni culturali vedendo i rendering e le foto, materialmente, in corso d'opera. Hanno seguito questa cosa passo passo e c'era un consenso obiettivo. La sovrintendenza ha prestato la sua opera dal punto di vista tecnico, per il resto ci siamo rimessi alle valutazioni delle gerarchie vaticane e del comitato di settore del Mibac, che sono state positive. L'opera d'arte necessariamente crea dibattito, dialettica. Da sempre», aggiunge il sovrintendente, che ricorda le dispute tra Michelangelo e Giulio II, ma anche lo «scandalo» destato dai dipinti del Caravaggio. E perciò conclude: «Suggerisco di mettere garbatamente in sordina le opinioni del momento».

L'Osservatore Romano: nessuna stroncatura alla statua, ma un «contributo al dibattito sul piano culturale» che riconosce però «l'importanza dell'iniziativa del Comune di Roma». Interviene così, il direttore Giovanni Maria Vian, dopo l'articolo del critico d'arte Sandro Barbagallo che osservava che la statua «pecca di una scarsa riconoscibilità».

«Un'opera incomprensibile che il Comune di Roma dovrebbe rimuovere - sostiene l'Associazione Nazionale Papaboys - Se l'intenzione era quella di festeggiare il compleanno del Beato Giovanni Paolo II con un bel pensiero, purtroppo, a nostro avviso, non ci si è assolutamente riusciti. Per quanto il proposito del maestro Oliviero Rainaldi non sia discutibile, la risultante esposta davanti alla stazione Giovanni Paolo II non merita alcun tipo di apprezzamento».

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Venerdì 20 Maggio 2011, 13:37 - Ultimo aggiornamento: 30 Novembre, 00:00
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