La polizia mette ko Clemente Russo:
sospeso sei mesi per un film

Clemente Russo
NAPOLI - Lui, il pugile di Marcianise che commosse anche il presidente della Repubblica quando perse l’oro alle Olimpiadi di Pechino, è stato fermato. Non da un avversario, ma dalla Polizia, la sua famiglia. Lui, il simbolo della legalità esaltato da Roberto Saviano in un lungo racconto, è stato sospeso per sei mesi e la ragione non è sportiva. Motivi deontologici alla base della decisione assunta da un comitato di disciplina e ratificata dal capo della Polizia, Antonio Manganelli: Clemente Russo, il vice campione olimpico dei Giochi 2008, non avrebbe rispettato la richiesta dei suoi dirigenti di far modificare alcuni punti della sceneggiatura di «Tatanka», il film tratto dal libro «La bellezza e l’inferno» di Saviano e diretto da Pino Gagliardi, nelle sale dal 6 maggio.

In questa pellicola Russo interpreta Michele, un delinquente che si riscatta attraverso la boxe. È la storia di un ragazzo che ha fatto una scelta di vita, salendo sul ring ed evitando le tentazioni della malavita, proprio là, in terra di Gomorra. Da quanto risulta, la Polizia non avrebbe gradito (è accaduto nel passato anche per famose fiction) alcune scene particolarmente forti e non conciliabili con lo status di appartenente al Corpo ancorché pugile. La richiesta di modifica della sceneggiatura, necessaria per evitare un danno di immagine alla Polizia su temi particolarmente delicati come quello della lotta alla camorra, non è stata accettata.

Da qui, la decisione di sospendere Russo, che è dipendente delle Fiamme Oro e da poliziotto ha conquistato i più importanti titoli della sua carriera: l’oro mondiale nel 2007 e l’argento olimpico nel 2008. Non essendo state ritenute plausibili le sue giustificazioni in sede di commissione disciplinare, il pugile è stato sospeso dalle funzioni e dallo stipendio e per ora allontanato dal gruppo sportivo della Polizia, quindi non ne sarà il portacolori per sei mesi, nel momento decisivo per la qualificazione alle Olimpiadi di Londra. Vi sarà per la Federboxe il problema di tesserare uno dei suoi uomini più prestigiosi, portabandiera alla cerimonia di chiusura dei Giochi di Pechino.
Martedì 19 Aprile 2011, 14:19 - Ultimo aggiornamento: 30 Novembre, 00:00
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