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In Italia

Treni fermati, Ue: Parigi ne aveva il diritto
Frattini: da Parigi tira e molla senza senso

«Permessi validi, Francia non può bloccare i tunisini». Tensioni
con i francesi, poi la Farnesina annuncia: incidente chiarito

La protesta di domenica a Ventimiglia

ROMA - La commissaria europea per gli affari interni, Cecilia Malmstrom, ha detto di aver ricevuto una lettera dalle autorità francesi in cui si spiegava che il blocco dei treni da Ventimiglia era stato fatto «per motivi di ordine pubblico», che si è trattato «di una sospensione molto temporanea». Malmstrom, dopo aver sottolineato «che ora il traffico è ripreso», ha detto: «Hanno avuto il diritto di farlo».

Malmstrom: Italia e Francia restino in contatto per risolvere il conflitto. Malmstrom ha aggiunto che Bruxelles «sta seguendo molto da vicino» la situazione. «Siamo in contatto con le autorità italiane e francesi - ha detto - chiediamo spiegazioni, chiediamo che siano in contatto tra loro per risolvere questo conflitto». Ai giornalisti che chiedevano se fosse corretta la sistematicità dei controlli al confine di Ventimiglia, Malmstrom ha detto che sulla presunta sistematicità «abbiamo bisogno di prove, non possiamo fare commenti sulla base di notizie di stampa». Quando le è stato chiesto se questo potesse essere l'inizio della fine del sistema di Schengen, Malmstrom ha risposto: «No, non è la fine. Sarebbe pericoloso perché Schengen è una delle pietre miliari della libera circolazione».

Commissione europea: nessun reclamo dall'Italia.
La Commissione europea non ha finora ricevuto dall'Italia alcun reclamo riguardo a presunte violazioni delle regole Schengen da parte della Francia: lo ha detto Michele Cercone, portavoce del commissario Ue agli Interni, Cecilia Malstrom. Le autorità francesi hanno notificato stamattina a Bruxelles che entro oggi avrebbero inviato una lettera di spiegazioni per le misure prese ieri al confine con Ventimiglia.

Farnesina: chiarito e risolto con la Francia l'incidente di ieri. «L'incidente di ieri sul fermo dei treni in partenza da Ventimiglia verso la Francia è stato chiarito e risolto»: lo ha assicurato il portavoce della Farnesina, Maurizio Massari, affermando che «non c'è nessuna escalation di tensione» tra Roma e Parigi. Massari ha quindi sottolineato come Italia e Francia stiano «lavorando insieme costruttivamente» per arrivare ad una soluzione comune al problema, anche in vista del vertice italo-francese che si terrà il 26 aprile a Roma.

Parigi ha spiegato alla Ue i motivi del blocco ferroviario. Le autorità francesi hanno spiegato le ragioni alla base della decisione di ieri ai competenti servizi della Commissione Ue. Il blocco per alcune ore del traffico ferroviario, sostengono i francesi, sarebbe stato deciso in seguito all'annuncio di tenere una manifestazione non autorizzata a sostegno dei migranti tunisini e quindi per prevenire il rischio di incidenti. Ciò configurerebbe la sussistenza di uno dei casi - quello legato a motivi di ordine pubblico - per i quali è prevista la temporanea sospensione degli accordi di Schengen.

Ministro Interni francese: noi rispettiamo Schengen alla lettera. La Francia rispetta «alla lettera» gli accordi di Schengen sui migranti tunisini a cui l'Italia ha rilasciato permessi di soggiorno temporanei: lo ha detto il ministro dell'Interno francese Claude Gueant.

«Non vogliamo tensioni con Roma». «La Francia non desidera avere tensioni con Roma sulla questione degli immigrati tunisini» ha detto Gueant, pur sottolineando che la decisione del governo italiano di concedere permessi temporanei a più di 20mila migranti tunisini «è stata contestata da molti Paesi dell'Unione europea. Malgrado ciò, noi abbiamo accettato questa misura, sebbene ad alcune condizioni». In particolare il ministro ha ricordato la necessità per i migranti di disporre di sufficienti risorse finanziarie.

Frattini: 300 manifestanti non sono un problema di ordine pubblico.
«La Francia ha motivato il blocco dei treni messo in atto ieri a Ventimiglia con una preoccupazione dovuta all'ordine pubblico - dice Fratini - Trecento, o forse anche meno, simpatizzanti "No global" che inscenano una protesta non sono poi un grandissimo problema di ordine pubblico. La nostra protesta è stata particolarmente ferma e il traffico è ripreso. Tutto qua».

«La Francia non può bloccare i tunisini».
«La Francia ha compreso bene che tutti debbono rispettare le regole europee, le regole di Schengen, l'emissione di un permesso temporaneo accompagnato da documenti di identificazione e non può bloccare l'ingresso dei tunisini» incalza Frattini commentando il comportamento della Francia che, mentre fa la voce grossa, sta facendo passare i tunisini al confine di Ventimiglia. «Questo è stato ben compreso - ha aggiunto il ministro - e quindi il flusso è ricominciato. Certamente nell'incontro del 26, io sono convinto che ne uscirà un messaggio di rilancio della collaborazione, non delle divisioni tra Francia e Italia, che è quello che noi vogliamo».

«Da Parigi tira e molla senza senso». «Oggettivamente, non abbiamo capito perché questo tiro e molla dopo la decisione positiva da parte dell'Unione europea di accettare, come previsto dalle leggi comunitarie, i permessi temporanei di soggiorno rilasciati dall'Italia. Il blocco è sorprendente. C'è qualcosa che vogliamo capire meglio»: è quanto ha detto a Repubblica il ministro degli Esteri, Franco Frattini, sottolineando come il passaggio per Ventimiglia tra Francia e Italia sia «un asse su cui transitano decine di treni con migliaia di persone ogni giorno: ogni interruzione crea comunque un danno alla circolazione, al turismo, all'economia. Se la situazione persistesse, allora si farebbe prima a dire che si volta pagina sulla libera circolazione, che è uno dei fondamenti dell'Unione. Ma siamo certi che la Francia chiarirà». Sul prossimo vertice Italia-Francia del 26 aprile, Frattini afferma: «Credo che Berlusconi e Sarkozy, noi ministri dell'Interno, degli Esteri e dell'Economia, dovremo uscire da quel vertice riaffermando la volontà dell'Italia e della Francia di continuare a lavorare insieme, da Paesi fondatori dell'Ue. Vale per l'immigrazione ma anche per la politica industriale, per le cosiddette scalate».

Maroni: spero in una soluzione amichevole con la Francia. «Confidiamo che nel vertice del 26 si possano risolvere amichevolmente questioni che non ha senso che continuino a permanere». Lo ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, sulle tensioni fra Italia e Francia per il transito dei tunisini senza permesso di soggiorno provvisorio. A proposito del blocco ferroviariodi ieri, Maroni ha commentato: «Un blocco dovuto ad una manifestazione dei centri sociali che ha determinato questa reazione delle autorità francesi, mi pare che adesso la situazione sia tornata normale».

«Alla riunione di Cipro Francia e Spagna non ci saranno». «Alla riunione ministeriale di domani a Cipro sull'immigrazione non ci sarà la Francia e non ci sarà la Spagna - ha detto Maroni - ma sarà un vertice dei ministri di Italia, Grecia, Cipro e Malta allo scopo di continuare un'azione comune per tenere al centro dell'attenzione dell'Europa il Mediterraneo». Maroni, che non ha dato precisazioni sull'assenza della Francia, ha precisato che «l'Europa ha tutto l'interesse ad investire nell'area del Mediterraneo nello sviluppo economico e nella svolta democratica di quei paesi in crisi, perchè ciò vuol dire aumentare la sicurezza. E' quello che noi ci ostiniamo a chiedere all'Europa e purtroppo la risposta finora è stata troppo lenta».

«Continueremo a rimpatriare i tunisini».
Maroni ha confermato il suo ottimismo sull'applicazione dell'accordo con la Tunisia. «Noi procediamo ad applicare questo accordo, al rimpatrio di tutti i tunisini che arrivano» ha detto, aggiunendo di aspettarsi un'intensificazione degli sbarchi da domani, visto che «oggi è festa nazionale in Tunisia». La linea del governo italiano resta immutata: «Sono oltre 330 i tunisini già rimpatriati da Lampedusa - ha ricordato Maroni - e continueremo a rimpatriarli, perchè pensiamo che sia anche un deterrente importante per quelli che vengono dalla Tunisia, che saranno tutti rimpatriati».

Scarsa attenzione da parte della stampa francese per il blocco dei treni a Ventimiglia. Mentre in Italia la notizia apre le prime pagine di tutti i giornali, in Francia è per lo più ridotta a una colonna nella pagina di cronaca nazionale, o addirittura a un trafiletto. Unica eccezione Le Figaro, che dedica al «conflitto franco-italiano» che «si avvelena» un lungo articolo, firmato dal corrispondente a Roma Richard Heuzè.

Lunedì 18 Aprile 2011 - 11:12
Ultimo aggiornamento: -
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