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Giovedì 23 Maggio
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Piaceri

Frascati, Moscato, Est Est Est, Cesanese
vini del Lazio alla riscossa a Vinitaly |


VERONA - Vinitaly compie 45 anni, apre i cancelli con una Verona inondata di sole ed è subito successo: pienone di pubblico senza precedenti (e le attese per il fine settimane inducono a pensare a numeri da record). Così questo salone internazionalededicato ai vini e ai distillati, forte di 4mila espositori di 23 Paesi diversi, diventa una vetrina per conoscere il meglio della produzione delle grandi regioni del vino tricolore.
Molta curiosità intorno alle migliori etichette della regione di Roma, sempre più trendy secondo gli esperti. Non per caso l’ultima edizione di Slow Food di Carlin Petrini ha elevato il Lazio a territorio di assoluto spessore enologico. E non si tratta solo del Frascati, del quale sembra sempre più vicino il riconoscimento della denominazione di origina controllata e garantita, la Docg, che ha invece guadagnato un vino di grandissima personalità come il Cesanese del Piglio, che secondo molti degustatori possiede caratteristiche di profumi e di eleganza che tirano verso la Bourgogne.
Insomma dall’Est Est del lago di Bolsena, all’elegantissimo Moscato di Terracina, la regione di Roma presenta un panorama variegato. Tante eccellenze nella Tuscia, nella zona Pontina, in Ciociaria, ma «ancora molto lavoro da fare in immagine», dice Giulio Santarelli di Castel De Paolis, uno dei pionieri del vino di qualità nel Lazio che quest’anno ha detto no a Verona, e ha scelto di lavorare sempre più solo su un mix di marketing in cantina e delle nuove opportunità offerte da internet.
Ma Vinitaly è anche un vero e proprio laboratorio per comprendere le sfide e le tendenze che attraversano il mondo dell’enologia. «La mia impressione è che tra i due litiganti il terzo goda», ride sotto i baffi Daniele Cernilli, uno dei più conosciuti e competenti scrittori di vino. «Intendo dire che, tra Pro Wine di Dusseldorf in Germania e Vin Expo di Bordeaux, i due grandi appuntamenti internazionali per il mercato degli esperti, Verona guadagna spazio e prestigio. Forse, rispetto alle passate edizioni, Vinitaly parla un po’ più italiano, ma non si tratta di un fatto sorprendente visto i numeri dell’export tricolore».
Oggi l’Italia è il Paese coi numeri più lusinghieri al mondo in fatto di esportazione. I numeri sembrano indicare un netto balzo di oltre il dieci per cento: naturale, quindi, che tutti i più importanti importatori internazionali siano qui ad esplorare il variegatissimo panorama delle nostre migliori produzioni regionali.
Folta la pattuglia di operatori di ogni parte del mondo, con new entry come i brasiliani, ma anche con tanti operatori del Nord Europa e della Russia. Per la quota rosa degli esperti parla Cristiana Lauro, grintosa, spiritosissima blogger del vino che si spinge a un suggerimento molto netto: «Ho trovato molto in forma la Toscana: Montalcino 2006 è una meraviglia, senza dimenticare un brindisi per Berlucchi e la Franciacorta, che compiono oggi cinquant’anni».
giacomo.dente@ilmessaggero.it  Venerdì 08 Aprile 2011 - 19:29 Ultimo aggiornamento: -
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