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Roma

«Papà è in carcere, mamma non so»
Storia di Lara, dimenticata a Spinaceto

Il supermercato dove la nimba era stata abbandonata (foto Toiati)
di Nino Cirillo
ROMA - L'abisso di una domenica normale è stato toccato alle 13.05 in punto davanti al supermercato Dico di via Caterina Troiani, più Torrino che Mostacciano, più a Sud che Ovest di Roma, profumo di timballo e rumori di Raccordo, freddo e pioggia sottile. Tra i carrelli lasciati alla rinfusa - come in un romanzo di Mc Ewan, ma esattamente alla rovescia - qualcuno aveva deciso di lasciare anche la piccola Lara, tre anni neppure compiuti, morettina, ben curata, con certe vezzose scarpette rosa che non potevano non attirare l’attenzione. E infatti l’hanno attirata. Una signora del quartiere, con le mani ancora impegnate dalle buste, l’ha vista e l’ha presa. E l’ha portata alla Polizia. E lì sono iniziate le cinque ore più lunghe dell’ancora brevissima esistenza di Lara. La bambina è finita fortunatamente tra le braccia di una donna, Maria Sironi, dirigente del commissariato di Spinaceto. E davanti alla dirigente del commissariato di Spinaceto ha poi cominciato ad aprire bocca.

Italianissima la piccola Lara, come per farci toccare più da vicino l’abisso, e con una parlantina sciolta, in grado di riferire i nomi della mamma e dei nonni, di far capire che il suo papa è in carcere, e anche più o meno di indicare dove abita. Ma non in grado - e qui è cominciato il il vero dramma - di dire il suo cognome. Non c’è stato niente da fare, proprio non lo ricordava.

L’hanno accolta lì, gli agenti di Spinaceto, hanno cercato di asciugarle i vestiti zuppi di pioggia, hanno anche tentato di distrarla con dei giochi, nella disperata attesa che qualcuno si facesse vivo. Le tre, le cinque, finivano di gracchiare anche la radioline delle partite e nessuna denuncia di scomparsa su tutto l’intero, sterminato territorio della Capitale era stata ancora presentata. Possibile?

Non venivano in aiuto neppure le telecamere del supermercato, spente puntualmente insieme all’abbassare delle serrande, e quindi almeno cinque minuti prima che Lara venisse abbandonata. Un rompicapo, insomma, o forse un incubo post moderno fra lunghi viali, orribili casermoni e nessuno che veniva a reclamare quello scricciolo.

C’è voluto un pizzico di fortuna, ma soprattutto l’enorme sforzo messo in campo dalle volanti del commissariato nel battere palmo a palmo la zona, per porre fine a questo pomeriggio d’angoscia. E’ stato poco dopo le sei, in via di Decima, quindi poco lontano, quando la volante «Zara 12» ha intercettato una donna abbastanza agitata che discuteva con altre persone sul ciglio della strada. Sono stati i trent’anni passati in Polizia a far pensare al Sovrintendente capo Umile Bisignano: «E’ lei».

E infatti era lei, la madre della piccola Lara, in uno stato evidente di alterazione, ma non al punto di negare che la piccola portata al comissariato fosse proprio la sua bambina. «Non volevo...» è stata solo capace di dire, e ha spiegato alla meno peggio come è riuscita a dimenticarsi di Lara: stava litigando con il suo compagno, ma litigando forte, perché lui voleva costringerla a cambiare casa e lei non voleva, e sono volanti insulti, e la rabbia gli ha fatto dimenticare tutto. Anche la bambina.

Ventott’anni, il marito in carcere come già aveva raccontato sua figlia, e una vita sbilenca, con il lavoro da commessa perso da poco, e il legame con il nuovo uomo che non aveva portato tutte rose e fiori, e quel carattere così, sempre pronto a furori improvvisi, al punto di cancellare tutto in quei momenti, anche l’esistenza di Lara. Ecco, questa deve essere più meno la madre che ha dimenticato sua figlia fra i carrelli di un supermercato, e e se fosse dipeso di lei chissà quando avrebbe deciso di tornarla a prendere.

La sta già pagando cara, questa giovane madre. L’hanno denunciata per abbandono, e forse è il meno. Soprattutto le hanno impedito di rivederla anche una volta in commissariato. Non c’è stato nessun abbraccio fra loro, come pure un copione meno implacabile avrebbe previsto. E Lara l’hanno già affidata formalmente ai nonni, al padre e alla madre di questa donna, perche la legge impone che per il momento Lara non resti con lei. E soprattutto le hanno portato un cambio d’abiti, povera piccola, perché a quell’età la pioggia e il freddo fanno ancora più male. Ma dimenticherà, solo gli adulti non dimenticano mai.
Lunedì 24 Gennaio 2011 - 14:17
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 23 Febbraio - 23:52
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