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Ancelotti, primo scudetto inglese
Chelsea vince 8-0 e incorona King Carlo

Carlo Ancelotti, re d'Inghilterra

ROMA (9 maggio) - Il Chelsea di Ancelotti si è laureato campione d'Inghilterra grazie al successo per 8-0 sul Wigan, nell'ultima giornata. Per i blues è il quarto titolo dopo quelli del 1955, 2005 e 2006. Il Chelsea ha terminato con 86 punti, uno in più del Manchester United (vincitore dei precedenti tre titoli), che a sua volta ha battuto lo Stoke City 4-0. Contro il Wigan sono andanti a segno Drogba (tre volte, per un totale di 29 reti che gli valgono il titolo di capocannoniere del torneo), Anelka (due), Lampard, Kalou e Ashley Cole. Una valanga di gol che portano il totale del Chelsea in campionato a 103, battendo il precedente record (99), che apparteneva allo United dalla stagione '99-'00. Nel '62-'63 il Tottenham ne realizzò addirittura 111, ma c'erano quattro partite in più.

Centotre volte Ancelotti, un nuovo record di gol per assicurare al Chelsea il quarto titolo nazionale della sua storia. All'ultima giornata, con il Manchester United ad una sola lunghezza, i Blues dovevano vincere. E hanno stravinto, sotterrando con otto reti il Wigan. Per King Carlo, al suo esordio in Inghilterra, un debutto da incorniciare: è il primo tecnico italiano a vincere il campionato inglese. E sempre in tema di record, prima di lui solo Josè Mourinho aveva vinto la Premier League da manager straniero al primo tentativo.

Al termine di 38 giornate ha prevalso la squadra più forte. Senza dubbio. Lo dicono innanzitutto i numeri: miglior attacco (nuovo primato di gol in Premier), miglior differenza reti (più 71), maggior numero di vittorie (27), minore di sconfitte (6). Una superiorità confermata anche negli scontri diretti, tutti vinti, sia con United che con Arsenal. In casa e fuori.

Equilibrato, logico, con una precisa identità tattica e una vocazione offensiva. Cinico all'occorrenza, audace nelle partite chiave. Merito soprattutto di Ancelotti. Che ha saputo rinvigorire una squadra per molti dalla carta d'identità scaduta, e in riserva di motivazioni, rilanciandone ambizioni e traguardi. Bravo a modellare la squadra a seconda delle esigenze e dei momenti della stagione (camaleontico nel passare da 4-4-2 con centrocampo a rombo all'ultimo 4-3-3 con tre punte di ruolo).

Non rinunciando mai ai due attaccanti (Florent Anelka e Didier Drogba, 41 reti in due),
rilanciando Florent Malouda (miglior giocatore dell'anno) e fronteggiando le emergenze in difesa. E ancora.

Decisive la sua esperienza e qualità umane nell'affrontare le due mini-crisi della stagione. Quella di dicembre (con tre pareggi e una sconfitta in sei gare), esorcizzata dalle tre vittorie consecutive di gennaio pur senza Drogba impegnato in Coppa d'Africa. E soprattutto quella tra febbraio e marzo, scoppiata dopo il Terrygate. Due sconfitte in Premier ed eliminazione dalla Champions League per mano dell'Inter. Ma persa la vetta della classifica, il Chelsea non ha perso la testa e con quattro vittorie successive, compresa quella del 3 aprile all'Old Trafford, ha rilanciato la stagione. Fino al successo di settimana scorsa in casa del Liverpool, bissato oggi pomeriggio sul Wigan dalla tripletta di Didier Drogba (capocannoniere del torneo con 29 reti, 38 in totale), la doppietta di Nicolas Anelka e i sigilli di Salomon Kalou e Frank Lampard.

Così dopo Ted Drake (1955) e Jose Mourinho (2005 e 2006), ecco Ancelotti 2010, che tra una settimana - in finale di Coppa d'Inghilterra contro il Portsmouth - può centrare una storica doppietta. «È stata una stagione fantastica - le parole di Ancelotti -. Nel primo tempo eravamo un pò contratti poi nella ripresa abbiamo giocato alla grande. Il momento chiave della stagione sono state le due vittorie contro lo United che ci hanno dato fiducia e punti pesanti. Questa è la vittoria di un gruppo che ha sempre avuto la giusta mentalità, lavorando come una squadra. Non ho ancora controllato il mio cellulare quindi non so se Mourinho mi abbia scritto. E non ho ancora sentito Roman Abramovich, ma lo voglio ringraziare perchè mi ha messo nelle condizioni di lavorare al meglio. Il futuro? Spero di restare ancora tanti anni in Inghilterra e questa squadra non cambierà: nelle gambe ha altre vittorie».

I verdetti del campionato inglese. Chelsea, Manchester United e Arsenal accedono alla prossima Champions League; il Tottenham disputerà i preliminari; Manchester City, Aston Villa e Liverpool in Europa League; Burnley, Hull City e Portsmouth retrocedono.

Domenica 09 Maggio 2010 - 19:05
Ultimo aggiornamento: -
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