Terremoto, Cialente: «Mani sugli appalti
Chi voleva commissariarmi?»

L'AQUILA - Il sindaco dell'Aquila ha inviato una lettera a Silvio Berlusconi e Gianni Letta per chiedere chiarimenti in merito a quanto dichiarato ad alcuni organi di stampa dal presidente della Regione Gianni Chiodi. Chiodi avrebbe rilevato «che nel 2010 il Governo sollecitava un commissariamento del Comune dell'Aquila per la redazione del Piano di Ricostruzione della Città sottraendolo, come diversamente previsto dalla legge, al Sindaco, ovvero al Comune». Per Cialente, se fosse vero «la Ricostruzione Gianni Chiodi che io giudico di estrema, abnorme, allucinante, stravolgente gravità, che mi lasciano stupefatto ed indignato». All'ex premier e a Letta Cialente «in nome della Vostra indiscussa correttezza e lealtà» chiede «di dichiarare oggi stesso se queste affermazioni corrispondano al vero e quindi se il Governo avesse effettivamente deciso un mio commissariamento.

Solo nei comuni di mafia.In caso di risposta positiva, chiedo per quale motivo si procedeva ad una scelta di tale gravità che si applica solo in caso di scioglimento del Consiglio comunale per mafia. Se la proposta nasceva dal Governo, o era suggerita da Chiodi o dal Responsabile della Struttura Tecnica di Missione Gaetano Fontana». Cialente all'ex premier e al suo braccio destro chiede anche «per quale motivo si intendesse commissariare solo il Comune dell'Aquila e non gli altri Comuni del cratere sismico che in quel momento, nella redazione del Piano di Ricostruzione, erano rispetto a noi più indietro, visto che il Comune dell'Aquila già da Aprile era stato il primo a procedere all'iniziale, fondamentale passaggio corrispondente alla perimetrazione di cinquanta centri storici».

Gli appalti.«Chiedo se la scelta di commissariare fosse legata alla precisa volontà di Chiodi e di Fontana di procedere non con il metodo dell'indennizzo ma con quello del contributo che presupponeva, di fatto, appalti per milioni di euro da assegnare a poche imprese italiane che di fatto si sarebbero impossessate della ricostruzione della Città, finendo così per favorire pochi e poco trasparenti interessi. Si voleva prefigurare una sorta di “grande cricca” che mettesse le mani sulla Città? Poichè ritengo che l'ipotesi di commissariamento avrebbe costituito il più grande vulnus istituzionale e democratico, invio la presente, per opportuna conoscenza, al Presidente della Repubblica ed al Ministro degli Interni».
Venerdì 4 Maggio 2012, 19:41 - Ultimo aggiornamento: 30 Novembre, 00:00
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