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Abruzzo

Sulmona, sfiduciato il sindaco Federico
il prefetto nomina il commissario

Ribaltone dopo le dimissioni firmate da undici consiglieri comunali

Il sindaco Fabio Federico
di Ornella La Civita

SULMONA - Si assume tutta la paternità del manifesto fatto per rimproverare alla minoranza il fallimento della sua amministrazione che, di fatto, ha decretato la fine della sua sindacatura. Ma l’ormai ex sindaco Fabio Federico, seduto sulla poltrona del suo studio medico, non ha dubbi «di aver fatto la cosa giusta.

«I consiglieri d’opposizione sono scappati come dei conigli. Non contesto le dimissioni, ma il fatto di aver calpestato gli interessi della città bloccando i lavori in commissione e poi in consiglio. Così facendo hanno ancora una volta messo in atto una politica becera che arrecherà dei danni a Sulmona». Di diverso avviso, ovviamente, l’ex consigliere comunale di minoranza Mimmo Di Benedetto. «Ma quale danno alla città. L’aver mandato a casa questo sindaco - ha detto - significa aver archiviato un’esperienza politica tra le più deludenti e insignificanti che Sulmona ha avuto. Grazie alle nostre dimissioni non ci sarà più un sindaco arrogante, allergico alle regole democratiche e al galateo istituzionale e che avremmo dovuto mandare a casa già da tempo nella certezza che il commissario avrebbe realizzato molto più del niente che può rivendicare questa maggioranza divenuta, da molti mesi, minoranza. L’avere mandato a casa Federico è un vantaggio per la città che riscontreremo presto con l’approvazione da parte del commissario di tutti quegli atti che il sindaco, e la sua ex maggioranza, non sono stati capaci di portare a soluzione». Intanto, mentre si attende la nomina del commissario, qualcuno si interroga su quanto è accaduto, cercando di decifrarlo e soprattutto cercando di capire se si è trattato esclusivamente di uno dei tanti episodi di scontro politico, così come prova a far passare l’ex sindaco, o se si è trattato di una «congiura». A sentire i boatos, infatti, sembrerebbe che a ordire la trama, sempre che di cospirazione si tratti, siano stati alcuni consiglieri del Pdl che, inserendo a bella posta anche Luigi Rapone nel manifesto, consigliere dell’Udc che fino all’altro giorno ha di fatto mantenuto in vita l’amministrazione, pur non perdendo occasione per criticarla, le reazioni sarebbero state scontate: ricompattare la minoranza con le conseguenti dimissioni che, alla luce dei fatti, metterebbero Federico nella condizione di non poter riproporre la sua candidatura ad appanaggio, invece, di qualcuno più vicino alla neo senatrice Paola Pelino. Verosimilmente è anche di questo che lo stato maggiore del Pdl parlerà. A sentire Federico, infatti, oggi i senatori Pelino e Piccone, insieme a Di Stefano, saranno in città per disegnare gli scenari in vista delle prossime amministrative. Intanto, però, buona parte dell’ex giunta chiede chiarimenti e spiegazioni a Federico. «Si parla del Pdl come dell’ideatore del manifesto. Noi, però, abbiamo saputo quanto è accaduto a cose fatte».

IL COMMISSARIO
A seguito delle dimissioni di undici consiglieri comunali sui 20 assegnati al Comune di Sulmona, il prefetto dell'Aquila, Francesco Alecci, rilevato che si è verificata l'ipotesi prevista dall'art. 141, comma 1, lettera b) n.3, del D.Lgs. n.267/2000, ha disposto la
sospensione del Consiglio Comunale, provvedendo alla nomina di Giuseppe Guetta, vice prefetto vicario della Prefettura dell'Aquila, quale Commissario per la provvisoria gestione dell'Ente con i poteri del sindaco, della Giunta e del Consiglio Comunale.



Martedì 05 Marzo 2013 - 11:48
Ultimo aggiornamento: -
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