Ospedale San Salvatore: sempre meno parti

di Daniela Rosone
950 parti nel 2017 all’ospedale San Salvatore. Meno parti rispetto all’anno passato . Ben 50 in meno ma un numero, comunque, più basso rispetto al calo nazionale più consistente e dunque, per ora, il dato non desta particolari preoccupazioni anche se, storicamente, il nosocomio negli ultimi anni si è sempre attestato attorno a quota 1000. Il reparto di Ginecologia continua ad essere di eccellenza grazie allo straordinario lavoro portato avanti da medici e infermieri che, spesso, operano in una situazione di difficoltà oggettiva. I problemi del reparto diretto dal Prof. Gaspare Carta sono sempre i medesimi, evidenti per chi lo visita anche se le esperienze sono sempre soggettive. Mancanza cronica di personale, inferiore rispetto alle esigenze, ostetriche in numero inferiore rispetto a quanto previsto, difficoltà a reperire farmaci a volte per le attività dell’ospedale e spesso la struttura che attualmente ha 24-25 posti letto circa si è rivelata insufficiente a coprire il fabbisogno. C’è da dire e vale la pena ricordarlo che il reparto è punto nascita di terzo livello, ciò significa che a L’Aquila arrivano partorienti con gravidanze a rischio anche da Lazio, Molise, Campania e Toscana. Fattori che però non sono legati al calo dei parti che è da imputare ad altri fattori. Sicuramente incide la decisione della coppia di avere il primo figlio sempre più tardi, decisione spesso dettata da motivi economici e lavorativi. Inoltre è riscontrato scientificamente che l’indice di fertilità delle donne che prima iniziava a scendere dai 40 anni, oggi inizia a diminuire dai 35 anni di età. In Abruzzo manca anche la cultura della prevenzione vale a dire le buone pratiche da osservare sin da giovanissimi. Non esistono centri e soprattutto le aree interne risultato completamente abbandonate. Le strutture della costa si rivelano insufficienti a gestire tutte le richieste. A L’Aquila sempre più coppie hanno difficoltà nella procreazione e si rivolgono a centri specializzati, molto spesso all’estero. Anche il ministro Lorenzin di recente ha affermato senza mezzi termini che in Abruzzo si fanno pochi cicli. Per la verità a L’Aquila esiste un centro per la procreazione medica assistita dal 2016 ma si tratta di un centro privato. Per la sanità pubblica, purtroppo, c’è ancora moltissima strada da fare.  
Venerdì 12 Gennaio 2018 - Ultimo aggiornamento: 17:32

© RIPRODUZIONE RISERVATA

COMMENTA LA NOTIZIA
0 di 0 commenti presenti
QUICKMAP