Domenica 19 Maggio
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Abruzzo

Manifesti choc anti-rom
il caso finisce in ProcuraSel: «E' razzismo». Sospiri (Pdl): «Li cambieremo». Il Pd: «Pensano ciò che hanno scritto» |


PESCARA - Pdl non fa togliere ovvero non fa coprire e neppure correggere i manifesti choc contro i rom e, com’era prevedibile, il caso finirà in procura. La denuncia parte da Sel, Sinistra Ecologia e Libertà. In una nota, il coordinatore cittadino Daniele Licherie quello provinciale Roberto Di Lodovico ne spiegano le ragioni. «Dopo il gravissimo attacco razzista del Pdl in cui sono stati messi sullo stesso piano i delinquenti e la comunità Rom di Pescara, portando nuovamente alla ribalta nazionale Pescara come città intollerante, e dopo le pesanti affermazioni della coordinatrice di Pescara del Pdl, Federica Chiavaroli, che sostanzialmente conferma il vergognoso contenuto dello stesso, Sinistra Ecologia e Libertà di Pescara ha dato mandato ai propri legali di presentare un esposto alla procura della repubblica per incitamento all'odio razziale».
L'esposto. Con la denuncia, aggiungono Licheri e Di Lodovico, «vogliamo dare un segnale forte alla città: l'utilizzo del linguaggio con cui si fa comunicazione politica non è neutro e chi fomenta lo scontro tra i cittadini ne deve rispondere politicamente, moralmente e, laddove ne ricorrano gli estremi, anche penalmente».
Le reazioni. Insomma, le giustificazioni avanzate dai coordinatori del Pdl non sono bastate a spegnere le polemiche e soprattutto non sono bastate ad arginare le reazioni indignate anche di esponenti dello stesso Pdl oltre che dal centrosinistra, dall’associazione Romanì e non ultime dalla Curia, da cui s’è levato un appello alla tolleranza e all’integrazione (tutti d’accordo sul fatto che chi delinque vada punito). Ieri era stata l’Anpi, associazione partigiani, a sollecitare sul caso l’intervento della magistratura e proprio l’Anpi intende rispondere al Pdl con una contro-campagna di manifesti 6x3 «per riaffermare l’immagine di Pescara città aperta e tollerante».
«Via dalle case popolari rom e delinquenti» si legge nei grandi manifesti del Pdl in più zone della città, e quella congiunzione si traduce nell’equazione rom uguale delinquente. Il partito con un po’ di fatica ha ammesso l’errore, ma a cinque giorni dall’affissione i manifesti sono ancora lì: «Nessuno ci ha detto di coprirli o di rimuoverli, sono pagati fino al 4 giugno» affermano negli uffici dell’Aipa gli addetti alle affissioni. «Segno evidente che il messaggio da dare alla città era esattamente quello» attaccano i consiglieri comunali del Pd.
Gli autori. In effetti l’ondata di indignazione e la denuncia non smuovono più di tanto chi il manifesto l’ha pensato, condiviso nel partito e commissionato. «La gente ha capito il nostro vero pensiero, noi ce l’abbiamo con i rom che delinquono nelle case popolari, non con tutti i rom: chi interpreta quella frase in altro modo è in malafede» ha detto Lorenzo Sospiri, coordinatore provinciale Pdl, che ha annunciato nuovi manifesti rivisti e corretti: «Saranno pronti domani (oggi, ndr). Piuttosto - ha aggiunto Sospiri - mi piacerebbe che chi ha così fortemente criticato i nostri manifesti si impegnasse con la stessa energia a difesa di quanti, nei quartieri caldi della nostra città, sono costretti a sopportare le angherie e i soprusi di chi vive delinquendo e sottrae la casa popolare a chi ne avrebbe più diritto».
 Sabato 26 Maggio 2012 - 09:09 Ultimo aggiornamento: -
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