PESCARA - Voleva l'Italia, e l'occasione, il trampolino, gliel'ha fornito il Pescara. Il direttore sportivo Daniele Delli Carri aveva messo gli occhi addosso all'attaccante Mervan Celik da mesi, addirittura era pronto a prenderlo già l'estate scorsa, quando era senza contratto, prima che firmasse per il Gais Goteborg e andasse in prestito poi ai Rangers Glasgow, esperienza finita malissimo (il club scozzese era avviato verso il fallimento e non trovò stimoli né spazio).
Il ds del Pescara è tornato alla carica lo scorso mese di maggio, dopo la vittoria decisiva di Genova contro la Samp, prima ancora della festa promozione. Ci sono voluti più di due mesi per arrivare alla fumata bianca: di Celik si sono interessati molti club, compresi gli italiani Siena, Samp e Cagliari.
Ora però il 22enne svedese (di origine turca) è un giocatore del Pescara per i prossimi tre campionati (ingaggio da 400mila euro l'anno), e sarà una delle stelle ai nastri di partenza della prossima serie A.
E' andato via il più famoso dei calciatori svedesi, Ibrahimovic, che ha lasciato il calcio italiano per il ricco Psg, ma forse a Pescara è sbarcato il suo erede. «Sono molto felice di questa scelta - ha detto venerdì notte al ristorante Marechiaro, sul lungomare cittadino, dove ha brindato al trasferimento con i suoi agenti - perché arrivo in una buona società e in una città molto bella. Sono un attaccante che può giocare al centro o a sinistra, l'importante è giocare davanti. Io erede di Ibra? Magari! Ma quello che m'interessa è fare un buon campionato, dimostrare di essere all'altezza della serie A italiana e della maglia del Pescara. Volevo l'Italia a tutti i costi perché per me sarà una vetrina importantissima».
Celik, assistito in Italia dall'agente Fifa Stefano Salvini, lo stesso di Bjarnason, conosce ancora poco del calcio italiano: «Non ho visto molto del vostro campionato negli anni passati, ma adoro Pirlo: è un grandissimo campione, il più forte di tutti. Sarà un onore giocarci contro».
Del Pescara non sapeva molto ma ha cercato di documentarsi quando sono iniziate le trattative: «So che l'anno scorso ha vinto il campionato puntando su giovani di qualità, che ha giocato un calcio divertente e ha un gran pubblico che ho avuto modo di ammirare in alcuni filmati». Componenti che hanno giocato un ruolo importante nella scelta dell'attaccante, che fisicamente somiglia molto a Ciro Immobile, ma che in campo dovrà diventare l'erede di Lorenzo Insigne sul versante sinistro dell'attacco. Celik era corteggiato da molti club, in particolare i turchi del Trabzonspor, ma alla fine ha preferito il Pescara: «Sì, la mia volontà era quella di giocare in Italia. Il Pescara ha dimostrato di volermi e adesso spero di meritare questa maglia e un posto nella serie A italiana».
La bandiera svedese potrebbe prendere posto sugli spalti dell'Adriatico per lui, ma anche per l’attaccante centrale Markus Rosenberg, 30 anni, ex Werder Brema e Nazionale: «Un ottimo attaccante, non lo conosco personalmente perché non abbiamo mai giocato insieme, ma credo che in Italia possa fare benissimo. E' stato capace ovunque abbia giocato, perché non dovrebbe farlo qui?». Dopo la cena sul lungomare, a base di pesce e vino bianco, Celik ieri mattina ha svolto le visite mediche al centro di medicina sportiva dell'università d'Annunzio, alle 8, ed è arrivato a Rivisondoli in tempo per l'allenamento mattutino.
Oggi Stroppa potrebbe lanciarlo subito per uno spezzone del primo test amichevole della stagione. E regalargli i primi applausi del popolo biancazzurro.