Paolo Ruffini: «Tv, cinema e teatro, faccio tutto perché non so far nulla»

Paolo Ruffini
di Marica Stocchi
Paolo Ruffini, classe 1978, Ť diviso in questi giorni tra il suo esordio da regista cinematografico (Fuga di cervelli nelle sale dal 21 novembre), gli impegni di Colorado e la ripresa di Io Doppio - spettacolo teatrale al Brancaccio da venerdž. Domani sar√† anche protagonista di una serata speciale, in occasione della festa di Halloween organizzata dalla sala di Via Merulana: uno spettacolo-concerto con le musiche del The Rocky Horror Picture Show.



Come nasce l’idea di “De’ ...Rocky Horror Picture Show”?

¬ęOggi √® un musical cult, ma √® nato sbagliato: al debutto non ha avuto nessun successo. Gi√† questo lo rende molto interessante ai miei occhi. √ą uno spettacolo contro il sistema, quindi sempre attuale. Inneggia al mondo dello stracult, del cinema low budget anni Cinquanta che io amo molto e ha molto a che vedere con me. La nostra rivisitazione non lo prende troppo sul serio: gli interpreti in scena, attori e musicisti, ne danno un’esecuzione corretta, poi ci sono io che lo demolisco. Io sono il “De'” (che sta al posto di The, alla livornese) del titolo. Parlo livornese, intervengo, interrompo e soprattutto coinvolgo il pubblico. L’idea √® quella di sfruttare la tridimensionalit√† naturale del teatro come un vantaggio rispetto al cinema che ha bisogno di farti indossare gli occhialetti o alla televisione¬Ľ.



Da venerd√¨ a domenica, invece, “Io Doppio” - Il ritorno, un esperimento che nasce dal ri-doppiaggio in dialetto livornese di spezzoni di film famosi.

¬ęLa proiezione dei ri-doppiaggi occupa in realt√† dieci minuti di uno spettacolo di due ore e mezza. Un one man show con musica dal vivo che ha come base di partenza il cinema, ma che - come nel caso del De' Rocky Horror - punta a coinvolgere gli spettatori invitati a lasciare accesi i cellulari e a salire sul palco per partecipare. Recupero alcuni quiz televisivi degli anni Settanta e Ottanta, come Il musichiere e Tra moglie e marito. Mi piace l’idea di mescolare tutti i linguaggi¬Ľ.



Narrativa (l’anno scorso √® uscito un suo libro), teatro (nella passata stagione √® stato tra i protagonisti di Full Monty per la regia di Massimo Romeo Piparo) e poi cinema e tv: sa fare tutto?

¬ęPotrei dire che faccio tutto perch√© non so fare niente. Siamo in un’epoca in cui tutti facciamo tutto, ma a differenza di altri settori, quello dello spettacolo √® molto democratico, per questo mi trovo a mio agio. Se propongo uno spettacolo teatrale e nessuno viene a vederlo, non lo rimetto pi√Ļ in scena. Se scrivo un libro e nessuno lo compra, non me ne fanno scrivere pi√Ļ. Il cinema mi piace, da sempre. √ą l'arte dei sogni: se in televisione siamo piccoli e in teatro a grandezza naturale, in cinema possiamo essere dei giganti. Io sono un artigiano, non un artista, n√® un grande tecnico: il mio punto di forza √® la spontaneit√†. Non faccio altro che cercare nuovi stimoli per mettermi in gioco e divertire, divertendomi¬Ľ.
Mercoledì 30 Ottobre 2013 - Ultimo aggiornamento: 02-11-2013 18:51

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