Spari Palazzo Chigi, chi sono i carabinieri feriti: Giangrande il più grave è vedovo da due mesi

di Laura Bogliolo
ROMA - Due mesi fa ha perso la moglie, la mattina dell'attentato su Facebook scriveva: «Buona domenica a tutti, oggi c'è il sole». È di origini siciliane, vive a Prato da anni, ed č stato colpito gravemente al collo da Luigi Preiti, il brigadiere Giuseppe Giangrande, 50 anni, ferito insieme al maresciallo Francesco Negri durante l'attentato di domenica davanti a Palazzo Chigi. Giangrande, 40 anni, ha una figlia di 23 anni, che č partita da Prato per andare a trovare il papą ricoverato al Policlinico Umberto I.

Le condizioni di Giangrande. Il carabiniere ha un «danno midollare importante» alla colonna cervicale, secondo i medici che l'hanno operato per la grave ferita al collo. La prognosi č riservata: per sapere se ce la farą bisognerą aspettare 72 ore. Rischia comunque la paralisi degli arti. Giangrande ha un fratello poliziotto a Milano e un altro che gestisce un bar a Monreale: entrambi si sono messi in viaggio per Roma.

Giangrande č in servizio al Sesto battaglione carabinieri Toscana, con sede a Firenze, dal 2009, dopo un'esperienza nel radiomobile di Prato. Anche l'altro militare rimasto ferito, il carabiniere scelto Francesco Negri, č del Sesto battaglione carabinieri Toscana, dove č arrivato nel 2009. Prima era in servizio in una stazione in Lombardia. Negri ha 30 anni, č celibe ed č originario di Torre Annunziata (Napoli).

Su Facebook Giangrande la mattina dell'attentato aveva scritto: «Buona domenica a tutti. Oggi grande giornata di sole». Sono le 11.06, «nei pressi di Roma», č spiegato sul profilo. Pochi minuti dopo Luigi Preiti spara i colpi di pistola contro i due militari.

La moglie di Giangrande č morta a gennaio per una malattia. I vicini di casa descrivono la famiglia come molto gentile e cordiale, ma riservata.

Momenti di apprensione a Torre Annunziata (Napoli) per il ferimento di Negri. Trent'anni, celibe, č originario della cittadina napoletana dove vivono ancora i genitori, il papą, che č un pensionato e la mamma, casalinga. Tra i primi a giungere nell'abitazione paterna di Negri sono stati i carabinieri del Reparto territoriale di Torre Annunziata.

Sconcerto e grande tristezza alla caserma Baldissera, sul Lungarno Pecori Giraldi a Firenze, sede del Sesto Battaglione Carabinieri Toscana, dove sono in servizio il brigadiere Giangrande e il carabiniere scelto Negri. I colleghi li definiscono «due bravissimi ragazzi, che si sacrificano. Questo - viene spiegato - č un lavoro che si fa solo con la passione, č un mestiere che chiede molto, che ti tiene lontano dalla famiglia e dagli affetti. Qua condividiamo tutto, esperienze di vita, tensioni, ansie e gioie».

Il contingente toscano era arrivato a Roma da qualche giorno «siamo a disposizione del Comando generale - viene aggiunto - che ci impegna non solo in Toscana, ma laddove ci sia bisogno: dalle emergenze di Lampedusa a quelle per la Tav, al servizio pubblico durante le partite».

Al Policlinico sono andati il neo presidente del Consiglio Enrico Letta - che ha espresso «vicinanza» alla famiglia e all'Arma -, il presidente della Camera Laura Boldrini, il ministro della Difesa Mauro, il sindaco di Roma Gianni Alemanno e il comandante dei carabinieri Leonardo Gallitelli. «La situazione di questa famiglia mi ha molto colpito e commosso», ha detto Boldrini, promettendo che le istituzioni non la abbandoneranno.

Giangrande lotta in un reparto dell'ospedale Umberto I. Nel luglio del 2011 su facebook scriveva: «A volte la vita ti riserva delle brutte sorprese che ti fanno pensare a tante cose, l'importante č non abbattersi e ricominciare tutto da capo».
Domenica 28 Aprile 2013, 18:10 - Ultimo aggiornamento: 30 Novembre, 00:00
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