San Giorgio di Acilia, rivoluzione di colore e cultura
Murales di Espinal ornerà la Chiesa di San Giorgio

​Una piccola rivoluzione di colore e di cultura, quella che sta avvenendo in questi giorni a San Giorgio di Acilia. Javier Espinal, artista, pittore e muralista, proveniente dall’Honduras, Repubblica dell’America Centrale, ha ideato un Murales, da realizzare con l’aiuto degli abitanti del quartiere, e da loro finanziato, per mezzo di tornei di calcio amatoriale e di donazioni spontanee.



Lo spazio in questione è lo spigolo del muro della chiesa di San Giorgio, che dà sulla strada principale, generosamente concesso dal parroco. Tutti possono ammirare il lavoro e diventarne direttamente i protagonisti. La finalità del Murales di Acilia è, infatti, quella di coinvolgere giovani e meno giovani, armarli di pittura e pennelli, in uno spirito di condivisione, di aggregazione, in nome di una collaborazione, che vada al di là della provenienza e delle problematiche attuali, verso un unico comune denominatore: l’arte, e il suo potere narrativo, la sua capacità di trasmettere la storia vicina e lontana, anche geograficamente, e di far riflettere su tematiche importanti, quali i diritti e la libertà degli esseri umani.



Il Murales può essere immaginato diviso in due parti, una per angolo. La storia raccontata sul muro di sinistra è quella delle famiglie dei circa duemila profughi giuliani, istriani e dalmati, che si insediarono nel villaggio tra la fine degli Anni Quaranta e l’inizio degli Anni Cinquanta. La zona venne, appunto, ribattezzata “Villaggio Giuliano”. Nella parte centrale si può riconoscere un volto meticcio, che ricorda il periodo delle grandi colonizzazioni europee nelle Americhe, contornato da due mani che si tengono strette in segno di pace e di proposta di perenne aiuto reciproco, in un mondo politicamente ed economicamente separato, sconvolto, disastrato, ma unito in ogni suo punto dalle nostre esistenze, dalle vite di noi tutti, uomini e donne, bambini, ovunque, allo stesso modo. Nella parte di destra, l‘immagine delle migrazioni attuali, i profughi del nostro mare, gli esiliati dalle guerre e dallo sfruttamento economico della Neocolonizzazione.



L’impegno sociale e politico di Javier Espinal è costante da decenni. Ora porta, per la prima volta in Europa, con le sue tele, la sua voce e la sua pittura, un Honduras che mette i brividi. Uno dei paesi più violenti del mondo, e certamente del Centro e del Sud America, controllato dai poteri forti, e che porta comunque il nome di “repubblica”. Non si sa ancora con certezza quali siano i prossimi progetti dell’artista nel nostro Municipio, forse una mostra, un secondo Mural.



Quel che è certo è che proseguirà il suo viaggio «zaino in spalla» in Italia e in Europa, nel tentativo di diffondere la sua arte, di sensibilizzare la popolazione nei confronti delle tematiche specifiche del territorio, e, naturalmente, proseguendo nel suo impegno nei confronti della sua patria, per far conoscere al mondo una realtà, che non desta scalpore, anche se dovrebbe, perché creduta troppo distante dall’Italia di oggi, nel tempo e nello spazio. Seguire tutti gli appuntamenti del Mural di Acilia è facile: basta cercare la pagina ufficiale su Facebook, e tirare fuori la propria vena creativa. A tutto il resto penserà l’Arte.
Mercoledì 24 Dicembre 2014 - Ultimo aggiornamento: 19:06
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