Roma, uomo sul cupolone di San Pietro
con uno striscione: «Stop al massacro, no all'euro»
Poi dichiara: «Resto qui finché il governo aiuterà le imprese»

ROMA - Marcello Di Finizio, un imprenditore triestino si è arrampicato ancora una volta sulla cupola di San Pietro. È successo poco prima delle 18. Aveva inscenato la stessa protesta altre due volte, lo scorso 30 luglio e ancora il 2 ottobre. Di Finizio è salito fino a metà della cupola dove ha esposto uno striscione con scritte in inglese e italiano: «Stop al massacro, no all'euro». Sul posto ispettorato del Vaticano e gendarmeria.

L'uomo si trova a metà della cupola e tiene in mano una bandiera italiana e indossa una maglietta rossa. Sulla terrazza sovrastante è tenuto d'occhio da uomini della gendarmeria vaticana.

«Starò qui finché resisto, finché il governo non prenderà in mano la situazione e non perorerà le aziende italiane in Europa». Lo dichiara all'Adnkronos lo stesso Di Finizio. L'uomo protesta perché il suo locale a Trieste è stato distrutto anni fa da un incendio doloso e da allora non ha ottenuto alcun sostegno per far ripartire la sua attività. «La Voce della Luna», il suo locale sul lungomare triestino, non è mai stato riaperto. «Sentivo la crisi come tutti quanti - prosegue - ma la mia era una azienda che dava lavoro».

Di Finizio è disperato: «A 47 anni, mi trovo sulla strada e tra qualche settimana perderò anche la mia casa, che andrà all'asta». L'imprenditore ribadisce: «Questa volta non mollo», e accusa i governi che si sono succeduti di avere affossato le piccole imprese come la sua. Di Finizio se la prende in particolare con l'ex premier Mario Monti, accusato di non aver fatto abbastanza per le imprese italiane, ma ne ha per tutti: per le banche che non danno credito, per i governi che «in nome dell'Europa e delle banche stanno facendo un sacco di nefandezze», per la stampa, che non racconta le cose come stanno. «Altro che suicidi. Queste sono esecuzioni sommarie di innocenti», conclude l'imprenditore.

Di Finizio lo scorso 30 luglio e ancora il 2 ottobre, salì sulla cupola di san Pietro per protestare contro una direttiva europea che, a suo dire, lo danneggerebbe. E' titolare di un noto locale del lungomare di Trieste, «La Voce della Luna» distrutto da un incendio alcuni anni fa.

Per ottenere il risarcimento Di Finizio inscenò proteste di piazza e scioperi della fame. Riaperto il locale, dopo varie traversie, ora teme che, con la messa all'asta della zona dove si trova il bar-ristorante, in base alla direttiva europea Bolkenstein, l'eventuale nuovo proprietario possa chiederne la chiusura.
Lunedì 20 Maggio 2013, 18:33 - Ultimo aggiornamento: 30 Novembre, 00:00
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