Incinta, il ragazzo la massacra: ricoverata, rischia di perdere il bimbo. Lui è fuggito

La ragazza è ricoverata all'ospedale Grassi di Ostia
di Giulio Mancini
Gli aveva nascosto di essere in attesa di un loro figlio. E quando lui l’ha saputo, era troppo tardi per convincerla ad abortire. Così l’ha massacrata di botte. Quella consumata ieri a Ostia, è l’ennesima storia di violenza e di brutalità nei confronti di una donna. Anzi, di una ragazza di 24 anni, che ha nascosto al proprio fidanzato 25enne di aspettare un bambino, frutto del loro amore travagliato; una mancata verità coltivata quattro mesi per non perdere il piccino e per alimentare la speranza di tenere vicino a sè il suo uomo. Un compagno più grande, che già altre volte le aveva manifestato la sua crudeltà con maltrattamenti e mancanza di rispetto. Una storia finita nel sangue e nel tintinnìo di manette: la polizia da ieri pomeriggio lo ricerca per arrestarlo.



MINORENNE

Le cose tra loro due non andavano bene già da qualche tempo. Lei, figlia di una famiglia borghese che risiede in una strada tra le più eleganti di Ostia, via delle Baleniere, studentessa ben educata e perbene. Lui, operaio in un albergo di Fiumicino, 25 anni, figlio di immigrati sudamericani stabilitisi in Sicilia e arrivato a Roma in cerca di un futuro migliore. Ieri le loro differenze sono scoppiate in tutta la loro drammatica dirompenza. E’ successo a Ostia, nell’appartamento della ragazza. Non è chiaro se il giovane l’abbia raggiunta dopo che lei gli aveva rivelato la verità al telefono o se, invece, l’esplosione della furia è stata successiva ad un tentativo di ricucitura giocato sull’evidenza di una gravidanza ormai avanzata. Al quarto mese, e quindi non più cancellabile con un aborto.



Qualunque sia stata la modalità che ha scatenato la violenza del venticinquenne gli effetti sono stati terribili. La ragazza è stata pestata a sangue, colpita sulla testa, alle braccia e persino sui reni, con pugni e calci. Bersagliata da un ciclone di rabbia, ferocia, insensibilità scatenato contro chi gli supplicava amore e rispetto, per sè e per la creatura che le cresce dentro.



Esaurito l’incontrollabile assalto di brutalità, l’orco ha preso la porta di casa e ha abbandonato la sua vittima sul pavimento, bisognosa di aiuto. Ed è così che l’hanno trovata i genitori che qualche minuto dopo sono rientrati. Immediatamente una pattuglia della polizia ha raggiunto l’appartamento e senza aspettare l’arrivo dell’ambulanza ha soccorso la ragazza accompagnandola all’ospedale Grassi.



I SOCCORSI

I medici l’hanno ricoverata in codice giallo. Non si sa ancora se perderà il piccolo o se riuscirà a portare avanti la gravidanza. Sicuramente non dimenticherà l’orrore di quelle botte e di quell’odio subito per difenderlo. Certamente troverà l’affetto delle operatrici del Codice Rosa, il servizio di assistenza alle donne vittime di violenza inaugurato appena due settimane fa al pronto soccorso di Ostia come risposta all’escalation di aggressioni e maltrattamenti nei confronti delle donne che vivono sul litorale romano. Proprio ieri le assistenti di quello sportello antiviolenza hanno presentato un bilancio del fenomeno: cento casi di richiesta di aiuto negli ultimi cento giorni. Praticamente, una media di una donna al giorno picchiata dal proprio compagno.

Gli agenti del Commissariato Lido, insieme con quelli di Fiumicino, intanto, hanno avviato la caccia al bruto. Il 25enne ha fatto perdere ogni sua traccia, non si è presentato al posto di lavoro e non si è trovato neanche a casa. Potrebbe rischiare l’accusa di tentato omicidio.
Venerdì 21 Febbraio 2014 - Ultimo aggiornamento: 22-02-2014 18:15

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5 di 18 commenti presenti
2014-02-21 23:24:00
Non credo che il bruto non le aveva già alzato le mani prima... un'altra storia di violenza... mi dispiace dirlo ma tante sono ragazze difficili che vanno ad attaccarsi con soggetti squilibrati e non vogliono sentire ragioni, padri e madri fanno il possibile per sottrarle al pericolo ma loro niente continuano imperterrite con questi risultati al massacro... verrebbe quasi voglia di di loro ben vi stà perché in fondo sono prepotenti anche loro imponendo questi squallidi rapporti contro ogni sensato ragionamento.. o ci fanno o ci sono... leggevo che il papà dell'altra ragazza in coma la chiudeva a chiave persino dentro casa, denunciava il pericoloso fidanzato alla polizia ma non c'era nulla da fare... alla fine il cattivo era lui e lei se ne era pure andata a conviverci... come non ricordare poi la ragazzina del lago di Bracciano, Federica, lasciata in piena note cadavere sulle rive del lago dal suo uomo che sicuramente la fatta morire e il farabutto poi inviava sms di affetto alla morta per depistare gli inquirenti... se il fidanzato non avesse avuto niente da nascondere l'avrebbe soccorsa e portata in un ospedale invece di lasciarla seminuda con viso in acqua... un altro vigliacco che avrà a che fare con la galera dove devono finire tutti questi criminali e non per poco tempo...
2014-02-21 19:45:00
Al primo schiaffo Dovete scappare, ancora non avete capito?
2014-02-21 18:50:00
Civiltà umana alla frutta,tra poco fine del mondo !!! Troppi casi di follia generale. Troppo frequenti. Tutta questa violenza dilagante da dove viene ? Perché tutto questo inutile male ? Dipende da quello che mangiamo ? Dall'aria che respiriamo ? Dall'acqua che beviamo ? Dalle droghe distruttive dilaganti ? Dal troppo buonismo ? Nel frattempo si muore facilmente,la vita umana sembra non avere più nessun valore. Si è permesso troppo nei decenni precedenti e questo è il risultato che abbiamo ottenuto. Ne pagheremo le conseguenze tutti quanti. Saremo puniti dai nostri errori. Il male sembra avere preso il sopravvento sul bene.
2014-02-21 17:09:00
Potrebbe... Potrebbe rischiare l'accusa di tentato omicidio? Paese di pazzi, questo é un tentato duplice omicidio, se non sopravvive il bambino é un omicidio e tentato omicidio. Ieri ho sentito un politico dire che non vuole un ministro della giustizia giustizialista, paese di pazzi.
2014-02-21 16:53:00
Ma cosa gli faranno? Hanno appena approvato il decreto svuota-carceri. Lo processeranno, per il momento lo metteranno in gattabuia. Poi la ragazza si sarà ripresa, con o senza bambino (da noi si discute sui diritti degli embrioni, ma finché non si partorisce, per un feto assassinato in modi del genere non si configura il reato di omicidio, vedi il caso della povera Barbara Cicioni, massacrata assieme alla bimba che aveva in grembo). Stabiliranno che a morire - speriamo di no - forse è stato "solo" il feto, quindi niente omicidio, solo percosse alla ragazza. Ad essere ottimisti, fra un paio d'anni sarà in giro, a piede libero o col braccialetto elettronico che va tanto di moda. In un paese democratico esistono leggi chiare, uguali per tutti, e pene certe, e galere dove scontare la pena comminata, e vittime risarcite dai danni subiti. Non condoni di pena, svuotacarceri, buona condotta, cavilli e avvocati che ambiscono a finire sui giornali. Speriamo che almeno il bambino si salvi, e che non sappia mai che razza di padre ha avuto...
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