Ostia, scoperto mausoleo del III secolo con iscrizioni terribili e maledizioni

di Giulio Mancini
Un mausoleo a tamburo esagonale, che ricorda quello di Cecilia Metella sull'Appia ma dalle dimensioni molto più ridotte, è venuto alla luce a Ostia Antica nel corso di una campagna di scavo condotta dalla Soprintendenza archeologica insieme con i ragazzi del “The american institute for roman culture”.


Il cantiere si trova nel Parco dei Ravennati, a metà strada tra la Cattedrale di Sant'Aurea e Porta Romana di Ostia. Al suo interno sono state recuperate una decina di sepolture appartenute a una famiglia di nobili benestanti dell'epoca tra il III ed il IV secolo dopo Cristo.

Nel mausoleo è stata scoperta una tomba di un bambino coperta da una lastra di piombo con una maledizione: un messaggio terribile per i profanatori e magico per i nemici del defunto. «All'interno del muro perimetrale che conteneva il sepolcro – segnala Paola Germoni della Soprintendenza di Ostia – abbiamo trovato su una tomba di un bimbo una lastra in piombo con il foro di un chiodo le cui caratteristiche ci fanno chiaramente comprendere che si trattava di un supporto scrittorio a protezione del corpo del bambino. Su questo supporto scrittorio venivano lanciate terribili maledizioni contro i profanatori della tomba, auspici di gravi malattie e di morte con dolore nei confronti dei sacrileghi».

Le tombe ritrovate in prossimità del mausoleo sono disposte in maniera compatta e ricoprono sepolture precedenti in ambienti decorati con affreschi. Molte risultano essere state violate, altre sono intatte. Il riuso del monumento funebre è attestato per un lungo periodo, fino al medioevo, forse in associazione con il culto di Santa Monica o di Sant'Aurea.

La straordinarietà della scoperta consiste anche nel metodo di lavoro: agli scavi, infatti, hanno contribuito una trentina di studenti provenienti da tutto il mondo: Usa, Australia, Svezia, Danimarca, Canada. A dirigerli il team composto da Paola Germoni, Darius Arya, Michele Taddi, Flora Panariti e Angelo Pellegrino.

A pochi metri di distanza dal mausoleo di tarda età Repubblicana, sono stati individuati ambienti domestici della fine del IV secolo. La prosecuzione degli scavi iniziata nel 2013 ha ampliato l'area visibile del pavimento in opus sectile, caratterizzato da coloratissimi marmi che definiscono un disegno geometrico. «Questo pavimento - ha sottolineato Germoni - è straordinario per la sua raffinatezza, anche rispetto all'opus sectile ostiense di Porta Marina. I marmi utilizzati sono d'importazione e altamente pregiati. Lo scavo di quest'anno ha messo in luce il motivo centrale del pavimento con elementi lineari, ma estremamente complessi che vedono alla base una conoscenza di disegni importati probabilmente dall'oriente».

Accanto alla domus è stata portata alla luce una vasca di epoca medievale. L'ipotesi degli scienziati è che possa essere stata utilizzata per la lavorazione del pesce. Una strada basolata del III sec. divide l'abitazione dal mausoleo.
Giovedì 17 Luglio 2014, 15:38 - Ultimo aggiornamento: 20 Luglio, 12:45
© RIPRODUZIONE RISERVATA
QUICKMAP