Garbatella, assalto omofobo all'associazione Dì Gay Project: "Vi bruceremo tutti"

di Marco Pasqua
​Un assalto in piena regola, condito da insulti omofobi e dal lancio di sacchi contenenti feci. Hanno colpito mercoledì sera, poco prima delle 23: obiettivo la sede alla Garbatella dell’associazione Dì Gay Project di Imma Battaglia. Un "commando" di almeno dieci ragazzi ha preso di mira l’ufficio, che ha un ingresso su strada, in via Costantino, al civico 82. All’interno erano in corso le prove per uno spettacolo teatrale da portare in scena al Gay Village, la manifestazione dell’estate romana iniziata la scorsa settimana.



LA PAURA

«Dentro c’erano 13 tra ragazzi e ragazze – racconta la presidente dell’associazione, Maria Laura Annibali – quando, all’improvviso, da fuori è apparso questo branco di persone. Avevano in mano dei sacchetti e della frutta, che hanno lanciato oltre la vetrata all'ingresso». Un blitz durato meno di un minuto, durante il quale sono state gridate minacce e insulti omofobi: «Morirete tutti, vi bruceremo, froci». “I ragazzi si sono spaventati molto – racconta ancora la Annibali – ma nonostante questo, quando il gruppo di assalitori è fuggito, tre hanno iniziato a correre loro dietro, salvo poi perderne le tracce». Nelle prossime ore, i testimoni del fatto si recheranno in commissariato per sporgere denuncia alla polizia, tramite l’avvocato Valentina Ciaramella.



«Siamo ancora davanti ad un attacco omofobo, che è abbastanza insolito – commenta la Battaglia, fondatrice e presidente onoraria dell'associazione, oltre che consigliera comunale, - Siamo alla Garbatella da 14 anni e non ci era mai successo nulla. Mi chiedo se questo raid faccia parte dell’ennesimo giro di violenze che ci sono in questa città e per le quali abbiamo chiesto un incontro urgente al sindaco. Forse questi omofobi sono venuti perché in Comune si è iniziato a discutere di unioni civili? O perché c’è stata la settimana rainbow? Quello che è certo, è che a Roma, ormai, c’è un allarme omofobia e bisogna intervenire».



IL PRECEDENTE

Venerdì scorso, intorno alla mezzanotte, era stato assaltato un pub, poco distante dalla sede di Dì Gay Project, in via Macigni Strozzi: un gruppo di giovani aveva aggredito con delle mazze 6 avventori del locale, anche loro giovanissimi, ferendoli. «Pezzi di merda, vi spacchiamo», avrebbero urlato i violenti mentre hanno fatto irruzione nel locale “Birra +”. Per la Digos, dietro a quel blitz, ci sarebbe una matrice politica.



LA SOLIDARIETA'

«Esprimiamo solidarietà al Di’ Gay Project e a chi è stato vittima di questa azione aggressiva», ha detto Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center, che chiede «un incontro urgente al sindaco Marino perché questo episodio non pone solo problemi di sicurezza e di ordine pubblico ma la necessità di non isolare e indebolire la vita associativa della comunità lgbt». Per Aurelio Mancuso, responsabile Diritti del Pd di Roma, «l'assalto alla sede di Digayproject è un atto vile e ignobile. Il Partito democratico è e sarà sempre in prima linea, in tutte le sedi istituzionali affinchè vengano attivati tutti gli stumenti adeguati a prevenire e reprimere ogni forma di esclusione e di violenza». L'assessore alla Scuola, Alessandra Cattoi, auspica che vengano «subito individuati i responsabili dell'aggressione omofoba. Il Comune, da parte sua, continuerà a lavorare, insieme alle associazioni per promuovere un clima sociale e culturale inclusivo».
Venerdì 27 Giugno 2014 - Ultimo aggiornamento: 28-06-2014 13:04

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