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Omofobia, un terzo dei parlamentari
firma la nuova proposta di legge

di Marco Pasqua

ROMA - Una proposta di legge per contrastare omofobia e transfobia, grazie all'estensione della legge Mancino.
Nuovo governo, nuovo tentativo per i parlamentari che si battono perché i cittadini omosessuali abbiano pari diritti per arrivare a far punire chi discrimina sulla “base dell'identità sessuale” delle persone.

A raccogliere lo scomodo testimone di Paola Concia, la deputata del Pd che nella passata legislatura si è vista bocciare provvedimenti legislativi analoghi, sono il neo deputato Ivan Scalfarotto (Pd), Alessandro Zan (Sel), Irene Tinagli (Scelta civica), che, questa mattina, hanno presentato la nuova proposta di legge, di cui sono i primi tre firmatari. E' stata depositata ufficialmente il 15 marzo, nella prima seduta della Camera. A oggi, è stata già firmata da 221 parlamentari, “un numero altissimo”, fa notare Scalfarotto, destinato a salire. “Partiamo già con l'adesione di un terzo del Parlamento, ma penso che potremo arrivare anche alla maggioranza, visto che, tra l'altro, devo ancora raccogliere tutte le firme tra i deputati del Pd”, spiega ottimista Scalfarotto, che, in apertura di conferenza stampa ha ringraziato la Concia per il lavoro fin qui svolto. Nessun esponente del Pdl ha firmato il documento, ma non è escluso che i proponenti riescano a raccogliere consensi anche nel centrodestra.

“Bisognerà comunque vedere quando la proposta di legge arriverà in Aula”, sottolinea Scalfarotto, che intanto punta a farla calendarizzare il prima possibile in Commissione Giustizia. “Non voglio dare una scadenza, per non dare illusioni, ma vogliamo essere più rapidi possibili”, dice ancora il deputato che, qualche giorno fa, su sua esplicita richiesta, ha anche incassato l'ok della Camera all'assistenza sanitaria per i conviventi dello stesso stesso.

Il disegno di legge – uno analogo è stato presentato in questi giorni del senatore Sergio Lo Giudice (Pd) – elaborata dalla Rete Lenford, punta a punire le discriminazioni fondate sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere della vittima. In pratica, si vuole estendere l'applicazione della legge Mancino alle discriminazioni motivate dall'identità sessuale della vittima del reato. La proposta prevede inoltre che il condannato possa espiare la pena anche attraverso attività non retribuita presso associazioni Glbt. “Le premesse perché venga approvata sono buone – commenta Scalfarotto – visto l'orientamento dei partiti che vi hanno già aderito. Questa non è una legge di sinistra, ma una legge di civiltà che dovrebbe essere patrimonio di tutti. Il nostro obiettivo, ovviamente, è di far sì che i cittadini Glbt siano cittadini con pieni diritti”. Zan, spiegando che secondo l'Istat “il 40% degli omosessuali ha riferito di aver subito discriminazioni sul luogo di lavoro, in famiglia, o tra gli amici”, ha ricordato le passate bocciature di proposte di legge per l'introduzione del reato di omofobia.

“Bocciature rese possibili con motivazioni aberranti – ha sottolineato il deputato – Purtroppo non c'è peggior omofobia di quella politica. Essere contrari a leggi che parifichino i diritti delle coppie gay è omofobia”. L'economista Tinagli ha, invece, voluto rispondere ai commenti di quanti, in questi giorni, le hanno chiesto se la crisi non debba essere prioritaria, rispetto alle tematiche dei diritti civili: “La libertà dei cittadini di vivere liberi dall'odio e dalla discriminazione, deve essere prioritaria in un Paese civile. Se non è prioritaria, si perde il senso della convivenza civile. Ma ci sono anche motivazioni legate allo sviluppo economico. Dobbiamo, infatti, fare in modo che si creino le condizioni perché le persone che fanno parte del tessuto economico si sentano stimolate e diano una spinta all'economia”. Per la Tinagli, questo provvedimento “non è solo per la comunità Glbt ma per il Paese: per noi e per le generazioni che verranno”.

Sergio Lo Giudice, storico rappresentante del movimento Glbt italiano, ha anche ricordato che quest'anno cade il ventennale della prima proposta di legge di modifica della legge Mancino, a firma di Nichi Vendola. “In Senato inizierò un percorso analogo – ha detto Lo Giudice – ho già raccolto le firme di 83 senatori, del Pd, Sel, M5S e Scelta Civica”.

Intanto, ha fatto notare Antonio Rotelli, presidente di Rete Lenford, “questa si appresta a diventare una delle proposte di legge più sottoscritte della storia della Repubblica. Abbiamo finalmente l'opportunità di vedere colmato un vuoto di tutela, che pone l'Italia fuori della legalità costituzionale”. “Le difficoltà che incontrano oggi le persone omosessuali vittime di omofobia sono state purtroppo sottovalutate dai governi precedenti – evidenzia Daniele Stoppello, legale che ha seguito molte vittime di aggressione di stampo omofobo – L'estensione della legge Mancino è un primo passo indispensabile per dare pari diritti a quelli che, oggi, continuano ad essere ingiustamente dei cittadini di serie B”. “Questa legge ha un grosso valore simbolico – ha concluso Scalfarotto – e non sarà l'unica, perché punteremo anche ai matrimoni egualitari”. La legge sull'omofobia, infatti, rientra in un pacchetto di tre leggi sulla tutela dell'omosessualità (le altre riguardano il matrimonio e il cambiamento di sesso) che sono state presentate in questa legislatura da Scalfarotto e altri.

Giovedì 16 Maggio 2013 - 14:24
Ultimo aggiornamento: -
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