Berlusconi: «Grasso braccio politico delle procure». E ora il Cavaliere si appella a Renzi

Silvio Berlusconi
di Mario Ajello
Il Cavaliere arriva a Roma e trova la sorpresina. Anzi la bomba Grasso. La prima reazione di Silvio Berlusconi arriva all’ora di cena.



La prima reazione è rivolta non all’ex giudice - però passa poco e sbotta: «Grasso resta un vero pm di sinistra» - ma ad alcuni senatori che lo chiamano per trasmettergli la loro indignazione e rabbia. «Poi dite che io - così si lamenta il leader di Forza Italia - esagero a parlare male dei magistrati. Quelli non cambiano mai, e perfino Grasso che sembrava uno dei meno peggio, si è rivelato proprio come tutti gli altri». E il Senato, anzi la presidenza del Senato? «Ha scritto una pagina orrendissima. Si è prestato ad essere il braccio politico delle Procure». No, non se lo aspettava un esito così clamoroso Berlusconi per quanto riguarda la decisione piovuta ieri sera. L’ipotesi peggiore che si era fatta era quella di un pareggio nell’ufficio di presidenza, sul Senato che si costituisce parte civile nel processo sulla compravendita dei parlamentari, e non dava affatto per scontato che Grasso avrebbe poi votato contro di lui - come si diceva alla vigilia - rompendo la prassi secondo cui il presidente evita di dire la sua in questioni del genere. E invece, questo non è accaduto, è successo di peggio. E adesso? Un brutto colpo alla pacificazione. «Renzi - s’infervora l’ex premier - se vuole andare avanti nell’iter delle riforme deve fermare i kamikaze». I quali, ieri sera, in giro per i corridoi e nelle salette di Palazzo Madama, festeggiavano così la decisione presa: «Nel centrodestra devono capire che Berlusconi è un fantasma, è politicamente morto».



Al Cavaliere non è bastato vedere con soddisfazione il centrodestra tutto riunito come un tempo in nome della sua difesa da quelle che considerano aggressioni dei giudici. Anzi, un centrodestra allargato anche a Scelta Civica, su cui ha avuto buon gioco la moral suasion del capogruppo forzista Paolo Romani, una colomba trattativista di buon mestiere. Ma niente, vedere Casini, Alfano e tutti gli altri che si compattano intorno a lui è un piacere che non supera la rabbia. «Non ci si può fidare dei magistrati, e questo si sapeva», si sfoga il Cavaliere: «Ma credevo che Renzi avesse già cominciato a cambiare il Pd. E invece quelli forcaioli erano e forcaioli restano. Perdono il pelo ma non il vizio». E così anche Grasso. Nonostante a suo tempo fosse stato proprio l’ex numero uno della Direzione nazionale anti-mafia a parlare così dell’allora premier in una trasmissione alla radio: «Darei un premio speciale a Berlusconi e al suo governo per la lotta alla mafia».



DOCCIA FREDDA

La doccia fredda ha funzionato così sugli azzurri. E anche sul loro leader. Nell’ufficio di presidenza vincono la partita dei numeri, 10 a 8, e i senatori forzisti cominciano a festeggiare, viene subito avvertito Silvio che tutto è andato meglio del previsto, ma poi... Si sente nel palazzo un grande applauso, è quello dei senatori democrat che dai loro smart-phone hanno appreso la decisione di Grasso, e i berluscones di colpo passano dalla soddisfazione allo scoramento. Francesco Nitto Palma si sfoga in corridoi: «Ma allora Grasso, se aveva già deciso che cosa fare, perchè ha convocato l’ufficio di presidenza». Da dentro al Senato, ma anche da fiori con falchi e pitonesse che digrignano i denti, sono molti a ragionare come Daniela Santanchè: «Qui c’è stato lo zampino di Napolitano». E Luca D’Alessandro: «Grasso cerca un posto al sole nel pantheon dei forcaioli. Nella speranza che questo atteggiamento un domani lo porti al Quirinale». Un ragionamento che anche Berlusconi condivide. E che serpeggia e monta nei capannelli dei senatori azzurri ieri sera, durante il voto sulla mozione contro l’ingresso delle grandi navi a Venezia: «Rischiamo di ritrovarci Grasso al posto di Napolitano. Quei due stanno preparando la staffetta sul Colle». Sfoghi. Dietrologie. C’è chi, tra gli azzurri, collega la vicenda del Senato - con i democrat impietosi contro Silvio e insensibili al rischio che salti tutto l’accordo istituzionale tra loro e il leader forzista - alla voglia di Renzi di andare a Palazzo Chigi subito e senza passare per le elezioni. Ovvero: Matteo, con questa mossa «giustizialista e giacobina», vorrebbe farsi vedere duro e puro così da farsi accettare in tutte le sue mosse sul governo e sul resto dall’opinione pubblica di sinistra. Berlusconi si fa un film più semplice ma secondo lui di assoluto neo-realismo: «Hanno visto dai sondaggi che noi vinceremo anche le prossime elezioni, e si sono messi spavento. Quindi mi devono eliminare. Ma non ce la faranno neanche questa volta. E se andiamo al governo noi, per Grasso altro che Quirinale!».

Giovedì 6 Febbraio 2014 - Ultimo aggiornamento: 11:56
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5 di 27 commenti presenti
2014-02-07 17:51:00
Una storia ventennale di interessi e di oscuri retroscena Vent'anni fa Silvio Berlusconi riuscí nell'impresa cui mai era pervenuto alcun altro político : far vincere la destra italiana e portarla al governo. Fini e Alleanza Nazionale si videro improvvisamente usciti dall'isolamento político e ne riconobbero il merito a Berlusconi. Ma dopo poche settimane di governo ci si accorse che Berlusconi non era quel cavaliere disinteressato che aveva risollevato le sorti di un area política da sempre tenuta ai margini nella storia dell'Italia repubblicana. Berlusconi era sceso in campo per cercare protezionei dalle azioni giudiziarie nei suoi confronti che erano giá in dirittura di arrivo e che lui e i suoi uomini volevano far credere fossero state messe in atto in coincidenza con la sua vittoria elettorale allo scopo di vanificarla e favorire il ritorno delle sinistre al potere. Fu merito della Lega di Bossi, animata,allora, da desideri di veritá e giustizia,rompere l'alleanza con Berlusconi ritenuto dalla Lega interessato soltanto alle proprie faccende private e mandare all'aria il governo di centrodestra. Alle successive elezioni del 1996 la sinistra vinse con Prodi e tornó al potere. Non finí,peró, la vicenda di Berlusconi, che rimase alla ribalta per via dei mezzi di comunicazione di cui disponeva, ma anche per l'atteggiamento di alcuni suoi avversari politici. D'Alema che promosse la bicamerale, che Berlusconi dispose a suo piacimento, e che poi affossó il governo Prodi é l'emblema del doppiogioco di certi politici di sinistra.
2014-02-07 12:50:00
Commento inviato il 06-02-2014 alle 15:50 da giolanzet antonimo vi cacceremo dall'italia come in passato Commento inviato il 06-02-2014 alle 15:50 da giolanzet Intanto, sei tu che sei stato cacciato a calcioni nel sedere. Falla finita, sei credibile come la politica dei vari Segretari del PD ex PCI... Ma sei sempre un bassoliniano di ferro esiliato e pentito?? E con questo ho detto quasi tutto....
2014-02-06 21:39:00
La legge prevede che sia il presidente del senato non Renzi! Perchè Berlusconi si appella a Renzi? Per sapere il parere del Senato si potrebbe far votare i senatori ma non credo che Berlusconi lo voglia e poi la legge non lo prevede! Berlusconi si rassegni, é scampato tante volte alle leggi, per condiscendenza dei legislatori, per la lentezza del sistema non compatibile col termine dei 5 anni per la prescrizione...... ora vada in tribunale e giochi alla pari!
2014-02-06 21:26:00
18:59 da special project Informarsi non sarebbe tempo perso.
2014-02-06 19:09:00
Non si smentisce Troppo forte, ora Grasso è un ex PM di sinistra, invece quando era all'antimafia il Berlusconi ne tesseva le lodi , oe è la stessa persona , allora era bravo prima o cattivo?? Berlusconi deve fare pace col cervello e decidere. Ma la cosa più grave è vedere alcuni lettori che lo difendono ora senza voler offendere nessuno mi viene da chiedere a giovanni giacobino che ha inviato il commento alle 15,46 del 6/2 ma il Berlusca gli ha allungato qualche regalia??? mi scusi ma leggendo sorge spontaneo questo pensiero, perché il berlusca oltre che il denaro non ha nessun tipo di ideale, se no cortesemente mi può illustrare gli ideali del sig. Berlusconi??? a quale ideologia fa riferimento??? per quel poco che posso capire visto che io capisco la metà di colui che non capisce nulla il riferimento sono i milioni di euro o dollari o kopeki a mi dimenticavo lui coi comunisti non tratta va solo in ferie nella dacia di Putin , sa il sig. Berlusconi i comunisti non li può vedere ma andarci a mangiare o a dormire in casa del baffone di turno in RUSSIA è un'altra cosa, quelli pericolosi sono i baffoni dei tortellini quelli erano i rossi che avrebbero abbeverato i cavalli nelle fontane di San Pietro. meditate e caro sig. Giovanni Giacobino, sappia che nessun industriale del mondo farà mai gli interessi dei lavoratori cioè di quelli che si alzano alle 6 del mattino per procurarsi il cibo . Francesco
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