Sochi, Vladimir Luxuria arrestata dalla polizia mentre sventola bandiera gay: liberata in serata

di Marco Pasqua
Questa mattina aveva annunciato, con un tweet, di essere sbarcata a Sochi, "con i colori dell'arcobaleno, alla faccia di Putin". Il tweet di Vladimir Luxuria
Poche ore dopo, Vladimir Luxuria, storica esponente del movimento omosessuale e transessuale italiano, è stata fermata e arrestata dalla polizia sulla base della nuova legge russa che punisce la cosiddetta "propaganda gay".

La liberazione è avvenuta intorno alle 23.40 ora italiana, dopo che la Farnesina ha attivato l'unità di crisi: «Mi ha mandato poco fa un sms, dicendomi che era uscita dalla stazione di polizia e che stava bene. Domani assisterà comunque ai Giochi e non lascerà la città», spiega Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center. Il particolare è confermato anche da Imma Battaglia, presidente onorario dell'associazione DìGayProject: «Mi ha scritto il ministro Bonino, dicendomi che è libera».

L'ARRESTO
A rendere noto il fermo dell'ex parlamentare del Prc, era stata la Battaglia: «Vladimir era andata a Sochi per seguire i giochi e protestare contro la legge antigay di Putin. Aveva con sé una bandiera rainbow con scritto in russo 'Essere gay è Ok'». Luxuria, spiega la Battaglia, «era stata bloccata e portata in prigione - E' stata portata in una stanza sola con le luci al neon in faccia per essere interrogata…Mi ha chiesto aiuto. Sono riuscita a chiamarla al telefono per pochi minuti. Poi la linea è caduta e quando ho provato a richiamarla il cellulare non prendeva più. E' tuttora staccato. L'ultima cosa che mi ha detto è : "Aiutatemi"»

«Mi hanno presa con la bandiera - aveva detto Luxuria al telefono parlando con la Battaglia - e mi hanno portata via. Sono chiusa in una stanza parlano solo in russo e non capisco niente aiutami».

La stessa Battaglia ha anche allertato il ministro degli Esteri, Emma Bonino che ha interessato della vicenda il console italiano a Sochi (in un tweet, il ministro ha fatto sapere di aver attivato l'unità di crisi). «La Bonino mi ha detto che a Sochi abbiamo una unità di crisi - spiega la consigliere comunale - e che ora faranno il giro dei posti di polizia per capire dove è stata portata. Emma mi ha detto di stare tranquilli che la troveremo».

Il tweet di Emma Bonino
"Inviata" delle Iene. Vladimir Luxuria si trovava a Sochi per realizzare con Pio e Amedeo un servizio per il programma tv Le Iene dedicato alla problematica omosessuale in Russia ed al dibattito acceso durante le Olimpiadi contro le restrittive leggi di Putin. «Era a Sochi per noi da un paio di giorni - conferma all'ANSA Davide Parenti di Le Iene - e nel momento in cui è stata fermata si trovava da sola e non con i nostri Pio e Amedeo. Al momento - prosegue Parenti - ci risulta ancora in stato di fermo. Non è nell'albergo che le avevamo prenotato e speriamo in un rapido rilascio. Domani cercheremo meglio di capire come andare avanti. I due inviati si trovano invece in albergo senza nessun motivo di apprensione».

LE REAZIONI
«Luxuria si trova isolata e sottoposta a trattamento brutale - ha commentato Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center - Chiediamo un intervento urgente e immediato del ministro Bonino, siamo pronti a ogni tipo di mobilitazione se non sarà rilasciata al più presto». L'ex parlamentare, spiega Marrazzo, rischia sino a 15 giorni di detenzione, oltre all'espulsione.

«Ho appena parlato con la Bonino. State tranquilli», ha twittato l'ex parlamentare Paola Concia, mentre il senatore Sergio LoGiudice sollecita il ministro a intervenire contro «l'arroganza di Putin». «Ribelle, libera, senza paura dei gendarmi della moralità di Stato. Grazie a Vladimir» il tweet di Nichi Vendola. Alessandro Zan, parlamentare di Sel, annuncia di essere pronto a partire per la Russia: «Il gesto di denuncia di Vladimir del mancato rispetto dei diritti umani e civili è esemplare. Tutti gli amici italiani di Putin da Berlusconi in poi hanno di che riflettere. Sarebbe importante in queste ore anche un messaggio del Presidente Napolitano. Se Luxuria non verrà rilasciata nelle prossime ore, sono pronto a partire per la Russia ed estendo l'invito ai parlamentari che vorranno aderire».

LA MOBILITAZIONE
Mentre su Twitter il Gay Center ha fatto partire l'hashtag #luxurialibera, per domani alle 20, alcune associazioni gay, hanno convocato un sit-in di fronte all'ambasciata russa, in via Gaeta, «per esprimere solidarietà a Vladimir e a tutte le attiviste e attivisti e alla comunità lesbica, gay, bisessuale e trans russa che vedono tutti i giorni calpestati i loro diritti la loro dignità e messa continuamente in pericolo la propria sicurezza personale».
Domenica 16 Febbraio 2014, 20:13 - Ultimo aggiornamento: 17 Febbraio, 08:31
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