Fermati ad Auschwitz dalla polizia Riccardo Pacifici e David Parenzo: erano rimasti chiusi dentro il campo

Riccardo Pacifici, presidente della Comunità ebraica di Roma, e David Parenzo, inviato di Matrix, sono stati fermati questa notte ad Auschwitz per diverse ore. Anche la troupe di Matrix, altre tre persone, è stata messa in stato di fermo. I cinque, dopo un collegamento in diretta da Auschwitz, si sono trovati bloccati all'interno del campo e non ricevendo alcun aiuto hanno aperto una finestra. Scattato l'allarme, sono stati fermati dalla polizia criminale polacca.



Pacifici e Parenzo, che avevano l'autorizzazione per collegarsi in diretta dal campo di Auschwitz, sono stati poi portati nel commissariato locale, insieme a Fabio Perugia, portavoce della Comunità ebraica di Roma, Gaetano Mazzarella e Matteo Raimondi, della troupe di Matrix.



«Ci hanno chiusi dentro Auschwith e non riuscivamo a uscire - hanno raccontato i protagonisti della surreale vicenda -. Si gelava. Abbiamo aperto una finestra e siamo riusciti ad aprire una delle porte che porta all'uscita. A quel punto ci hanno fermato. Ci hanno preso per criminali».



Pacifici, Parenzo e gli altri fermati sono rimasti bloccati dalla polizia nel campo fino alle 2.30. Poi in commissariato fino alle 5.30, quando sono stati rilasciati.



È dovuto intervenire il consolato, l'ambasciata e anche l'unità di crisi della Farnesina per risolvere una vicenda dai contorni surreali. Pacifici e Parenzo hanno definito la vicenda kafkiana. «Certamente non si tratta di un'azione antisemita ma piuttosto - ha spiegato Pacifici all'agenzia Ansa - di una falla nel campo. Chiaramente la struttura non è protetta, come dimostrano le finestre aperte».



I cinque italiani sono stati di fatto accusati di effrazione ma stanno già facendo rientro a Roma dopo la brutta nottata. «Non è stato un episodio piacevole - ha detto ancora Pacifici - anche perché accaduto nel luogo in cui sono morti mio nonno e mia nonna. Mi ha dato fastidio emotivamente tanto che ho detto ai poliziotti: "O mi arrestate o mi lasciate libero perchè sono profondamente turbato". Una storia surreale».



Sulla stessa lunghezza d'onda David Parenzo che ha mostrato le autorizzazioni per girare in diretta dall'interno del campo nel quale sono poi rimasti chiusi per ore, a partire dalle 23.
Mercoledì 28 Gennaio 2015 - Ultimo aggiornamento: 29-01-2015 16:03
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5 di 21 commenti presenti
2015-01-28 10:01:31
..che bella Europa! poi la polizia polacca, te la raccomando: vi ricordate la vicenda di quello sparuto gruppo di tifosi della Lazio in trasferta ? arrestati senza nessuna prova tangibile ed accusati di non si sa che cosa e quindi trattenuti nelle "ospitali" carceri polacche? Oramai essere italiani oggi e' una vera e propria diminuzio.
2015-01-28 10:03:02
I Polacchi Auschwitz lo tollerano di mala grazia, per non dire altro. Fosse per loro lo avrebbero cancellato da un pezzo. E cosi' vale per tutto il resto del memorie ebraiche in Polonia.
2015-01-28 10:20:24
Mi dispiace per il Sig. Pacifici, Parenzo invece potevano tenerselo...
2015-01-28 10:22:08
Solidarietà per quanto accadutogli. Tutto ciò però getta ulteriore ombre sull'operato della polizia polacca dopo quello successo ai tifosi laziali nella trasferta contro il Varsavia nel 2013...............
2015-01-28 11:03:47
L' ottusita' delle forze dell' ordine che fanno rispettare i regolamenti e le leggi senza guardare in faccia nessuno...magari l' avessero in Italia!
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