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L’aviaria arriva a Pechino, paura in Cina
Si ammala una bimba di 7 anni

Le vittime sono già 11, si teme contagio da uomo a uomo

PECHINO - L'influenza aviaria è arrivata a Pechino, dove ieri è stato registrato il primo caso di contagio umano nella capitale dall'inizio dell'epidemia. Una bambina di sette anni è stata ricoverata in ospedale e le è stato diagnosticato un nuovo ceppo di influenza aviaria causata dal virus H7N9. Da giovedì la bambina aveva manifestato sintomi di febbre alta, infezione delle vie respiratorie e mal di gola, il cui intensificarsi ha costretto la famiglia a consultare i medici, i quali non hanno avuto difficoltà ad individuare la malattia. Figlia di commercianti di polli nella periferia della capitale, la piccola passava ore a contatto con i volatili nell'azienda dei genitori. È proprio così che, secondo gli esperti, avrebbe sviluppato il virus. Si ritiene, infatti, che il nuovo ceppo di influenza aviaria sia originato da contatto diretto con gli animali portatori, che trasferirebbe il virus H7N9 agli esseri umani. Il resto della famiglia è stato messo in quarantena, ma finora sembra che nessun altro abbia mostrato i sintomi, e il contagio tra umani è tutto da dimostrare. L'epidemia di questa nuova forma influenzale ha già causato 11 morti e 49 contagi, da quando i primi segni sono apparsi lo scorso febbraio. Il primo paziente infetto era un uomo di 87 anni della città di Shanghai, di cui è stato confermato il decesso a causa dell'influenza il 29 marzo. Da allora la malattia si è diffusa nella metropoli meridionale dove si è registrato il più alto numero di contagi, almeno 15, e di morti, 6 persone. Le regioni costiere dello Zheijiang, Jiangsu e Anhui sono le più colpite. Nello Zhejiang tre nuovi pazienti sono risultati positivi ai test H7N9 nella sola giornata di venerdì. Si tratta di due uomini di 66 e 74 anni e una donna di 54 anni, tutti ricoverati in condizioni già gravi. L'ultimo decesso in ordine di tempo è avvenuto giovedì: un settantaquattrenne ricoverato a Shanghai appena cinque giorni prima è morto dopo che le cure somministrategli sono fallite.

I VOLATILI
L'origine dell'infezione è tuttora sconosciuta. Il virus appartiene alla stessa famiglia di virus trovati nei volatili, e sembra essere una modificazione genetica di un'altra influenza aviaria, quella causata dal virus H5N1 che tra il 2003 e il 2013 ha provocato 360 morti in tutto il mondo, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità. Che il contagio venga dal contatto con polli e uccelli sembra confermato dal fatto che molti pazienti sono stati a distanza ravvicinata con questi animali poco prima di sviluppare la malattia. A Shanghai il mercato principale è stato chiuso e i volatili abbattuti per sicurezza. I ricercatori, però, non hanno individuato la malattia nei volatili, un dato che potrebbe far crescere l'allarme per una possibile trasmissione da umano a umano. Se così fosse il virus potrebbe diffondersi a una velocità incontrollabile. Per la Cina sarebbe il ripetersi di un copione già scritto. Nel 2003 la polmonite atipica Sars si diffuse e proliferò all'ombra di una copertura delle informazioni voluta dal governo. A Pechino, la città più colpita, si registrarono 2.500 contagi e 175 morti. Oggi non solo le organizzazioni sanitarie internazionali raccomandano piena trasparenza nel gestire le notizie sull'epidemia, ma sono i cinesi stessi che attendono una seria risposta da parte del nuovo presidente Xi Jinping. Il banco di prova del nuovo governo sarà il livello di fiducia che riuscirà a generare nei cittadini, evitando vecchi metodi ancora duri a morire: nei giorni scorsi una decina di persone sono state arrestate per aver diffuso voci sulla gravità della situazione.
Antonia Cimini

Domenica 14 Aprile 2013 - 10:29
Ultimo aggiornamento: -
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