Yara, la perizia aiuta Bossetti. «I peli sul corpo della ragazza forse non erano i suoi»

Massimo Giuseppe Bossetti
dal nostro inviato Claudia Guasco - BERGAMO - I reperti isolati sul corpo di Yara Gambirasio sono oltre duecento e gli esperti li stanno analizzando. Ma al





momento il dna ricavato da quei campioni non corrisponderebbe a quello di di "Ignoto 1", ovvero Massimo Giuseppe Bossetti. La perizia non è ancora stata depositata, tuttavia i dati in possesso della Procura indicano che tra il codice genetico del muratore di Mapello e le tracce raccolte sugli abiti della ragazzina di Brembate non vi sarebbe corrispondenza. I risultati sono per ora parziali e se fossero confermati rappresenterebbero un punto importante per la difesa dell’artigiano accusato di avere ucciso Yara.





RICHIESTA UNA PROROGA

L’analisi è affidata a Carlo Previderè, responsabile del laboratorio di genetica forense dell’Università di Pavia. Lunedì scorso il ricercatore avrebbe dovuto consegnare la sua relazione al pubblico ministero Letizia Ruggeri, però ha chiesto una proroga. Serve ancora tempo per ottenere la risposta definitiva su capelli, peli e particelle di epidermide rinvenuti sul corpo di Yara. Un punto fermo c’è: alcune tracce non appartengono alla ragazzina nè sono di origine animale. Resta da vedere se effettivamente siano riconducibili al dna di Massimo Bossetti, risultato che secondo la Procura non è stato evidenziato. Si tratta di un lavoro complesso, poiché lo stato di conservazione dei reperti non è ottimale: la povera Yara è rimasta per tre mesi in un campo, esposta alle intemperie, il materiale raccolto si è deteriorato. Previderè non si sbilancia: «Le analisi sono ancora in corso e, conclusi gli accertamenti, depositeremo una relazione», dice. «Noi abbiamo ricevuto dalla Procura di Bergamo un incarico di consulenza ad ampio raggio, gli ulteriori accertamenti sono ancora in atto e li sto eseguendo con una collega». Per Bossetti si tratta di una perizia decisiva: come è possibile, sarebbe la replica della difesa, che abbia fatto salire Yara sul suo furgone, l’abbia aggredita e trasportata nel campo di Chignolo d’Isola senza che neppure un suo capello sia rimasto sugli abiti? Intanto da tre giorni i Ris stanno passando al setaccio con il luminol la Volvo grigia e il furgone Iveco Daily del muratore e i primi riscontri vengono definiti dagli investigatori «interessanti».





TRACCE SUI VEICOLI

Il luminol reagisce con particolari sostanze, fra cui il ferro contenuto nell’emoglobina, e quindi anche con il sangue. Quando viene a contatto con elementi che scatenano la reazione, il prodotto chimico assume per alcuni secondi una colorazione bluastra, visibile al buio e che può essere fotografata utilizzando un tempo lungo di esposizione. Ed è ciò che è avvenuto all’interno dei veicoli di Bossetti, dove in alcuni punti i Ris hanno riscontrato alcune reazioni al luminol. Due in particolare sarebbero le tracce che a prima vista sono apparse più interessanti e necessarie di approfondimenti, perciò adesso i reperti sono nel laboratorio di Parma: i tecnici dovranno stabilire esattamente di cosa si tratta, se di sangue oppure di altre sostanze. E, in caso affermativo, a chi appartengano. Allo stesso Bossetti? A un’altra persona? A Yara? L’attenzione è massima in questa fase scientifica delle indagini, anche per evitare il rischio di incappare nei cosiddetti "falsi positivi": può infatti capitare, come per ogni altra reazione chimica, che il luminol reagisca anche entrando a contatto con particelle che non hanno nulla a che fare con il sangue. Gli esiti si avranno nei prossimi giorni e Giorgio Portera, il genetista della famiglia di Yara, esorta alla cautela: è «prematuro» parlare di risultati sulle tracce, afferma, così come è «prematuro e non corretto» parlare di eventuali complici. L’inchiesta, spiega, prosegue per verificare l’ipotesi della presenza di altre persone, oltre all’artigiano di Mapello. «Non ci sono parametri per escluderlo o confermarlo. Ma la mia idea è che Bossetti possa non aver agito solo quella drammatica sera». Certo, aggiunge, al momento «si tratta solo di un’ipotesi, però verrà chiarito anche questo aspetto».

Venerdì 4 Luglio 2014 - Ultimo aggiornamento: 05-07-2014 11:27

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