«Pronto Anna, sono Papa Francesco». Bergoglio telefona a una ragazza madre

di Laura Bogliolo
ROMA - «Pronto Anna? Sono Papa Francesco». Una mano accarezza il pancino, l'altra tiene il cellulare mentre un vortice di emozioni l'avvolge. Anna Romano, 35 anni, ha ancora la voce tremante mentre racconta: «Mi ha chiamata il Papa, gli avevo scritto una lettera a luglio, e lui, il Papa, ha accolto il mio appello».

Anna, di origini romane, vive ad Arezzo: il suo cuore fino a poco tempo era schiacciato dall’angoscia. «Sono una ragazza madre con un divorzio alle spalle, poi mi sono fidanzata con un uomo. Quando a giugno ho scoperto di essere incinta ho saputo la verità: era sposato, aveva un figlio e voleva che abortissi». Anna sprofonda nella disperazione: «Ho sofferto da morire, gli ho detto di sparire dalla mia vita e che avrei comunque tenuto il piccolo – racconta - Ho vissuto momenti di angoscia, non sapevo cosa fare, mi sono sentita tradita, umiliata».

LA LETTERA
Ma la giovane donna ha trovato la forza di reagire un pomeriggio di luglio quando ha deciso di prendere penna, fogli e aprire il suo cuore al Pontefice. «Gli ho raccontato la mia storia – dice Anna, ancora commossa - la mia disperazione». Anna imbuca la lettera indirizzata a “Santo Padre Papa Francesco, Città del Vaticano, Roma”. «Non ho neanche usato la posta prioritaria» sorride la giovane mamma. Martedì scorso il cellulare ha squillato: «Mi trovavo a Gallipoli in vacanza, ero appena rientrata da una giornata trascorsa al mare, ho visto uno strano numero sul display dello smartphone: c'era il prefisso di Roma».

LA VOCE DI BERGOGLIO
Anna risponde: «“Pronto Anna, sono Papa Francesco ho ricevuto la tua lettera” mi ha detto: sono rimasta pietrificata, ho riconosciuto la sua voce, ho subito capito che era davvero il Pontefice». Anna ha visto una sola volta da lontano il Papa mesi fa in piazza San Pietro. «Non avrei mai immaginato che un giorno il pontefice potesse azzerare ogni distanza tra noi chiamandomi al cellulare come fosse un caro e saggio amico». Aveva raccontato di quella lettera, di quella richiesta d'aiuto, soltanto ai genitori e alla sua migliore amica. «Al telefono ero frastornata» racconta. «Ho ascoltato le sue parole: aveva letto la mia lettera, mi ha rassicurata dicendomi che il bimbo era un dono di Dio, un segno della Provvidenza. Mi ha detto che non sarei mai rimasta sola».

IL BATTESIMO
Solo pochi minuti al telefono, una vita di speranza regalata dalle parole del pontefice: «Mi ha riempito il cuore di gioia quando mi ha detto che ero stata molto coraggiosa e forte per il mio bambino – racconta Anna - Quando gli ho detto che intendevo battezzarlo ma che avevo paura che non fosse possibile perché sono una ragazza madre, già divorziata, lui mi ha rassicurata dicendomi: “Sono convinto che non avrai problemi a trovare un padre spirituale, in caso contrario, sappi che ci sono sempre io”. Spero che la mia storia – dice Anna, che fa la commessa - sia da esempio a tante donne che si sentono lontane dalla Chiesa solo perché hanno trovato l'uomo sbagliato». Anna non sa ancora se porta in grembo un maschietto o una femminuccia. «Io sento che è un bambino – dice - Come lo chiamerò? Francesco ovviamente».
Giovedì 5 Settembre 2013, 09:45 - Ultimo aggiornamento: 30 Novembre, 00:00
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