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Barilla contro le famiglie gay, su Twitter scatta campagna di boicottaggio

Il patron della multinazionale alla Zanzara: «Noi siamo per la famiglia tradizionale»

PER APPROFONDIRE tagbarilla, twitter, gay, La Zanzara, guido barilla
di Marco Pasqua

"Dove c’è Barilla c’è casa, ma non per i gay”. Lo slogan della multinazionale italiana viene rivisitato, in queste ore, sui social network, con tanto di campagna al boicottaggio di tutti suoi prodotti. Una campagna che, paradossalmente, è stata sollecitata dallo stesso patron della Barilla, Guido Barilla, che, mercoledì, durante la trasmissione radiofonica La Zanzara (non nuova a polemiche anti-gay), ha tuonato contro le famiglie omosessuali. «Non metterei in una nostra pubblicità una famiglia gay perché noi siamo per la famiglia tradizionale», ha detto Barilla, che, quasi a voler anticipare le proteste che quella frase avrebbe sollevato, si è poi rivolto alla comunità omosessuale: «Se i gay non sono d'accordo, possono sempre mangiare la pasta di un'altra marca. Tutti sono liberi di fare ciò che vogliono purché non infastidiscano gli altri». Tanto è bastato perché, in poche ore, Twitter venisse invaso da centinaia di tweet di protesta, facendo schizzare il marchio in cima ai trending topics. E subito è nato un hashtag dedicato alla campagna di boicottaggio: #boicottabarilla (anche questo fra i trending topics).

Tra i primi a invitare i gay e le lesbiche a protestare con vigore per quelle affermazioni è Aurelio Mancuso, presidente di Equality: «Nessuno ha mai chiesto alla Barilla di fare spot con le famiglie gay, è evidente che si è voluta lanciare una offensiva provocazione per far sapere che si è infastiditi dalla nostra concreta presenza sociale, che è anche un segmento importante di consumatori. Per questo, raccogliendo l'invito del proprietario a non mangiare la sua pasta, rilanciamo con una campagna di boicottaggio di tutti i suoi prodotti». Aderisce fin da subito la soubrette Stefania Orlando, da sempre vicina alla comunità gay.

LA RABBIA VIRALE
«Nel mulino che vorrei ci sono tutti gay. Boicotta Barilla», è uno dei tweet più gettonati, in riferimento alla pubblicità di una delle linee di prodotti della multinazionale. «Poco male per la pasta, costa troppo e non la compravo neanche prima. Ma gli abbracci mi mancheranno tanto. ciò nonostante: boicotto Barilla», scrive Chiara, mentre Salvatore Visconti twitta direttamente al patron: «Signor Barilla, venga con noi nel XXI secolo». «A questo punto smetterei di comprare pasta Barilla pre se fosse la migliore del mondo. Per fortuna (e per inciso) non lo è», scrive Tito Faraci. I tweet, col passare delle ore, non si contano e, come spesso avviene quando una specifica comunità è oggetto di un attacco, l’indignazione è virale: «Il minimo che dovrebbe fare Barilla è chiedere scusa», «ma per comprare la vostra pasta bisogna essere etero se no la pasta si offende?», «se a comprare la Barilla fossero solo le famiglie tradizionali sposate l'azienda sarebbe già fallita. Sono sempre meno». Qualcuno invita ad estendere il boicottaggio a tutti i marchi collegati alla Barilla, non solo alla pasta: «Barilla possiede Voiello, MulinoBianco, Pavesi: il mio piccolo gesto è non comprare più roba vostra», suggerisce Giusva. Viene aiutato da Nicoletta Briccari, che linka - dal sito istituzionale Barilla - la pagina con l'elenco di tutti i prodotti.

Interviene anche Paola Concia, storica militante per i diritti delle persone Glbt, ed ex parlamentare del Pd: «Delle due l'una, o lo avete fatto apposta o siete scemi. Avete sempre fatto questa pubblicità esplicita senza rivendicarlo». Arcigay Palermo, tramite il suo profilo twitter, punta sull’ironia, («Scusi, mi dà mezzo chilo di spaghetti eterosessuali?»), così come Valerio Barbini, anche lui militante del movimento e membro della segreteria nazionale di Arcigay: «Ma poi la famiglia tradizionale sarebbe un ex attore e una gallina?». Oriana Bottini, invece, invita l’azienda a ispirarsi alla più gay-friendly Ikea: «Imparate da Ikea che non si fa problemi a mettere una coppia gay nelle proprie campagne». Andrea Cavaliere cerca con un tweet di coinvolgere, nella campagna di boicottaggio, Lady Gaga: «Coraggio, facci sapere quanto sono importanti per te i diritti delle persone Glbt».

Giovedì 26 Settembre 2013 - 11:32
Ultimo aggiornamento: -
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