Recanati, suggestioni berlinesi a Villa Koch, la location che ha conquistato il regista Martone

Fabrizio Monaldi uno dei proprietari della villa
di Alessandra Bruno
RECANATI - Villa Koch torna all'antico splendore, con lo sguardo al futuro: rifiorisce la location che ha sedotto il regista Martone . La proprietà svela: «Non più solo matrimoni, con la nuova gestione punteremo ad ospitare eventi esclusivi, culturali e ludici, per tutto l'anno».



A raccontare il restyling a tutto campo dello splendido palazzo settecentesco, situato a Fontenoce, è Fabrizio Monaldi, 34enne romano: la sua famiglia nella metà del '900 ereditò questo gioiello di quasi 2000 metri quadri, ricco di storia e arte: «Originariamente - spiega Fabrizio - la villa apparteneva al conte Carradori, poi alla fine del XIX secolo fu acquistata dal celebre architetto Gaetano Koch(è suo il palazzo a Roma, che ospita la Banca d'Italia), che ne ampliò i lati all'esterno, aggiungendo anche negli spazi interni un tocco in stile liberty». Il salone degli Antenati e quello degli Arazzi sono diventati il set de «Il giovane favoloso»: «Il regista Martone se ne è innamorato - svela l'erede di casa Monaldi - in passato le sale del piano nobile hanno ospitato eventi esclusivi, con la partecipazione di personaggi dello spettacolo di fama nazionale». Per ventisette anni la struttura, che si arricchisce di una sala ricevimenti, di un bellissimo parco e di una zona boschiva, seconda nelle Marche solo alla selva di Castelfidardo, è stata portata avanti dai Tartabini, proprietari del vicino «Anton».



Adesso la direzione «young» soffierà una ventata di freschezza: «La storia con la famiglia Tartabini si è interrotta due anni fa - confida Fabrizio Monaldi - ora ad occuparci della villa siamo principalmente io e mio cugino Massimiliano, che vorremmo allargarne le prospettive di utilizzo. Nell'ex granaio(sala ricevimenti) i lavori sono cominciati l'estate scorsa. L'abbiamo rinnovato in stile berlinese, con le pareti in bianco calce ed elementi essenziali, che si mescolano ai soffitti antichi, in una perfetta sintesi di tradizione e innovazione».



Poi prosegue: «In primavera ci saranno altri ritocchi, l'idea è quella di realizzare un prato all'inglese, che possa accogliere manifestazioni estive: vorremmo organizzare eventi culturali di ampio respiro, anche internazionale. Avvalendoci della collaborazione delle istituzioni, potremmo poi valorizzare il bosco, un vero patrimonio naturalistico con le sue piante secolari». Ogni angolo della villa restituisce spicchi di storia e fascino. Immersa nel verde e in un'atmosfera poetica, l'area si presta ad una funzione polivalente: «Abbiamo molte idee- anticipa Fabrizio Monaldi - gli spazi potranno essere al servizio del pubblico, ma anche sfruttati per convegni, congressi e party esclusivi. Una duplice veste che possa accontentare tutti i palati. Sarebbe originale creare dei percorsi itineranti per gli sposi, con degli allestimenti a tema, e al contempo restituire ai giovani un'alternativa per la bella stagione».



Fabrizio Monaldi chiude con un appello: «Per mantenere la villa facciamo dei grandi sacrifici, ma crediamo in questo progetto e speriamo che gli enti pubblici facciano sentire il loro sostegno».
Mercoledì 28 Gennaio 2015 - Ultimo aggiornamento: 15:19
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